Sono nomi popolari per gli obbligazionisti italiani: Alerion, Carraro, Tamburi e altri ancora.
Hanno rappresentato – con le loro emissioni – un interessante e ricco panorama alternativo o di affiancamento nei portafogli rispetto ai classici titoli di Stato. Quasi sempre liquidi negli scambi, remunerativi in termini di cedole distribuite e adatti anche a trading abbastanza veloci, questi bond societari hanno tuttavia un difetto: prevedono delle “call”, ovvero dei possibili rimborsi anticipati, a discrezione appunto di chi li emette.
Si tratta di un diritto ma non di un obbligo: in altre parole se conviene all’emittente (per scelte finanziarie o per variazioni dei tassi di interesse di riferimento) chi li detiene si vede restituire il capitale investito a condizioni prestabilite.
Poche informazioni
Il problema è che spesso tutte le relative informazioni non sono di facile accesso. Vengono naturalmente rese note nei cosiddetti prospetti di emissione, fra l’altro in maniera un po’ sibillina. Quanti risparmiatori italiani sono in grado di ottenere questi documenti? Solo chi ha accesso a piattaforme molto evolute, soprattutto estere e costose.
La maggior parte quindi cammina nella nebbia, rischiando – se non acquista i bond nella fase di collocamento iniziale, ovvero a 100 – di muoversi in situazioni di incertezza rispetto a un simile fattore di rischio. Può infatti succedere che sul secondario il titolo quoti sopra il prezzo di eventuale rimborso, sebbene il mercato tenda nelle fasi più vicine alla call a dirigersi appunto verso il prezzo di quest’ultima. Ne consegue che un eventuale acquisto – basato sul rendimento in base alla scadenza nominale – si trasformerebbe in un’operazione sconveniente o poco conveniente.
Il regolatore nulla fa
Sarebbe allora opportuno che il regolatore, spesso a parole molto attento alla trasparenza dei mercati e alla tutela dei risparmiatori, penalizzandoli talvolta rispetto a certi tipi di investimenti su asset particolari, ritenendoli pericolosi (quanto lo sono realmente?), imponesse agli emittenti di bond corporate di rendere disponibili dei documenti di sintesi standardizzati e categorici su aspetti importanti quali quelli di date e quotazioni di eventuali rimborsi anticipati. In assenza di tutto ciò abbiamo steso una tabella riassuntiva, con le informazioni utili in proposito.
Ricordiamo che in alcuni casi la data si riferisce all’inizio del periodo di rimborso, che dura un anno, e che in altri quella indicata è solo la prima call, cui ne seguiranno altre, al momento inutili da verificare. Da segnalare infine che più ci si avvicina alla data finale di vita dell’obbligazione e più le quotazioni a cui avverranno le diverse call tendono verso 100.
La lista dei richiami in base a una nostra ricerca
| Società | Cedola | ISIN | Data Call | Prezzo |
| Alerion | 2,25% Nv2027 | XS2395580892 | 3/11/2026 | 100,25 Eur |
| Alerion | 3,5% Mg2028 | XS2455938212 | No call | // |
| Alerion | 6,75% Dc2029 | XS2717294487 | 12/12/2026 | 103,375 Eur |
| Alerion | 4,75% Dc2030 | XS2932806065 | 11/12/2027 | 102,375 Eur |
| Alperia | 4,75% Gn2029 | IT0005595373 | 5/6/2026 | 102,375 Eur |
| Borgosesia | 6,0% Dc2030 | IT0005683476 | 24° mese da emissione (Dc2025) | Per operatori professionali |
| Carraro | 5,25% Ap2030 | IT0006768151 | 17/10/2026 | 102,62 Eur |
| Dolomiti | 3,5% Ot2030 | IT0005669400 | No call | // |
| Iwb (Italian Wine Brands) | 2,5% Mg2027 | XS2331288212 | Fino a scadenza | A 100 Eur |
| Kme | 5,75% Ag2029 | IT0005597874 | No call | // |
| NewPrinces | 4,75% Fb2031 | XS2958536976 | 12/2/2028 | 102,375 Eur |
| Ovs | 2,25% Nv2027 | XS2393520734 | 10/11/2026 | 100,281 Eur |
| Tamburi | 4,625% G2029 | XS2799786848 | 21/6/2026 | 102,313 Eur |
| Wiit | 2,375% Ot2026 | XS2377768366 | Fino a scadenza | 100,0 Eur |
| Wiit | 4,375% Ot2030 | XS3183135717 | 16/10/2027 | 102,188 Eur |
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