Quotato in dollari come gli altri metalli preziosi, il palladio viene seguito nel grafico attraverso il contratto future con scadenza più vicina negoziato sul NYMEX di New York, parte del gruppo CME. La quotazione è espressa in dollari statunitensi per oncia troy, pari a circa 31,1 grammi, e ogni contratto riguarda 100 once. Sul mercato a pronti il metallo è indicato con la sigla XPD/USD.
Un metallo legato all’auto
Il palladio appartiene al gruppo dei platinoidi. Oltre l’80% della domanda viene dalle marmitte catalitiche delle auto a benzina e ibride, dove trasforma i gas di scarico nocivi in sostanze meno dannose. Il resto è impiegato nell’elettronica, nella chimica, in odontoiatria e, in quota minore, come investimento.
L’offerta è molto concentrata: la Russia, attraverso Norilsk Nickel, e il Sudafrica forniscono insieme la gran parte del metallo estratto, spesso come sottoprodotto di nickel e platino. Una quota crescente arriva dal riciclo dei catalizzatori esausti.
Prezzo e confronto con il platino
Il palladio non è sempre più economico del platino. Per diversi anni, a partire dalla fine degli anni Dieci, ha quotato ben sopra il platino, sostenuto da norme sulle emissioni più severe e da un mercato in deficit, toccando i massimi storici tra il 2021 e il 2022. In seguito il prezzo è sceso con il calo della domanda dei produttori di auto e la parziale sostituzione con il platino nei catalizzatori.
Sulla quotazione incidono quindi le vendite di auto, in particolare in Cina, la diffusione delle auto elettriche, che non richiedono catalizzatori, le esportazioni russe e la produzione sudafricana, spesso frenata da problemi energetici.