Visa sale oltre il 3% e supera i massimi a 52 settimane: Cantor Fitzgerald alza il target a 500 dollari

Ufficio Studi Money.it

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Visa guadagna oltre il 3% a Wall Street e supera il precedente massimo a 52 settimane di 417 dollari, dopo che Cantor Fitzgerald ha alzato il target price a 500 dollari. Corre anche Mastercard, mentre l’S&P 500 sale appena dello 0,3%.

Visa sale oltre il 3% e supera i massimi a 52 settimane: Cantor Fitzgerald alza il target a 500 dollari

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Il comparto dei pagamenti si prende la scena a Wall Street. Alle 19:10 ora italiana le azioni Visa scambiano a 426,68 dollari, in rialzo del 3,17% sulla chiusura di venerdì 30 ottobre (413,59 dollari), e si lasciano alle spalle il precedente massimo a 52 settimane di 417 dollari. In tutta la seduta il titolo non è mai sceso sotto il livello di venerdì: il minimo di giornata è a 414,37 dollari.

A dare la spinta è stata Cantor Fitzgerald. Secondo quanto riportato da GuruFocus, la banca d’affari ha portato il prezzo obiettivo su Visa da 445 a 500 dollari, un ritocco del 12% circa, confermando il giudizio Overweight. Alle 10:25 di New York il titolo guadagnava già il 2,4% a 423,53 dollari. Altre novità specifiche sulla società, nella giornata, non ne sono emerse.

Stesso trattamento per Mastercard: Cantor ne alza il target da 695 a 765 dollari, anche qui con raccomandazione Overweight. E il rivale corre persino più forte, +3,64% a 661,26 dollari alle 19:10, mentre l’S&P 500 (dato delle 19:04) si ferma a un modesto +0,33% a 7.605 punti. Per Mastercard è il secondo allungo in pochi giorni, dopo il balzo del 4% circa del 29 ottobre sui conti del terzo trimestre.

Una trimestrale solida, un 2027 più prudente

Il rialzo arriva a una settimana dai conti. Il 27 ottobre Visa ha chiuso il quarto trimestre dell’esercizio 2026 con ricavi netti per 12,1 miliardi di dollari, in crescita del 13%, e l’utile per azione rettificato si è fermato a 3,48 dollari (+17%), qualche centesimo sopra i 3,44 attesi dagli analisti secondo TIKR. I volumi di pagamento sono saliti del 9% a cambi costanti, quelli transfrontalieri esclusa l’area intra-europea del 14%, e il dividendo trimestrale è stato alzato del 16%, a 0,78 dollari.

Sull’intero esercizio i ricavi hanno raggiunto 45,9 miliardi (+15%) e il gruppo ha riacquistato circa 61 milioni di azioni proprie per 20,5 miliardi. Abbastanza perché l’amministratore delegato Ryan McInerney parlasse di un «milestone year», un anno spartiacque, indicando anche la direzione per i prossimi: «trust is the next growth vector for Visa», la fiducia è il prossimo motore di crescita.

Eppure, a caldo, il titolo aveva ceduto leggermente. Il motivo va cercato nelle indicazioni sul 2027 arrivate in conference call: secondo le ricostruzioni di Zacks e TIKR, il management si aspetta una crescita dei ricavi netti rettificati «a bassa doppia cifra», con il secondo trimestre fiscale come punto più debole dell’anno.

Pesano soprattutto gli incentivi, cioè quanto Visa riconosce a banche e grandi clienti per firmare o rinnovare gli accordi. Nel trimestre sono cresciuti del 21% a 5,1 miliardi, più in fretta dei ricavi, e nel 2027 andrà in rinnovo circa un quarto dei volumi, contro il 20% dell’esercizio appena chiuso. Con un titolo che, stando ai dati GuruFocus, tratta a circa 35 volte gli utili, il mercato ha poca pazienza per qualsiasi rallentamento.

La partita cinese

Sullo sfondo resta la Cina. Il 13 ottobre la banca centrale di Pechino ha concesso a Visa il primo via libera per preparare l’attività di clearing domestico, un passo che però non equivale ancora alla licenza operativa. Il 29 ottobre è arrivato un memorandum d’intesa con Tencent su pagamenti per i viaggiatori da e verso la Cina, rimesse via Visa Direct verso Weixin Pay e commercio «agentico», quello affidato ad assistenti basati sull’intelligenza artificiale. Si tratta di un accordo preliminare, senza calendario e subordinato ai requisiti regolamentari: aiuta il clima intorno al titolo, ma non spiega la seduta di oggi.

Il quadro tecnico

Nell’analisi tecnica di Money.it aggiornata al 30 ottobre il livello da tenere d’occhio è 417 dollari: superato il vecchio massimo a 52 settimane, quella soglia diventa il primo supporto, con 411,28 e 408,96 dollari più in basso.

Il movimento comincia però a essere tirato. Già venerdì l’RSI a 14 sedute era a 69,5, a un passo dalla zona di ipercomprato, e oggi il prezzo si trova sopra la banda di Bollinger superiore calcolata a quella data (424,40 dollari). Se arrivassero prese di profitto, il riferimento sarebbe la media mobile a 20 sedute, intorno a 396 dollari.

Fino a venerdì il titolo aveva messo a segno quasi il 15% in un mese. Il bersaglio di Cantor, a 500 dollari, sta ancora circa il 17% sopra i prezzi di stasera: da qui in avanti saranno i numeri sugli incentivi, più che le revisioni degli analisti, a dire quanto di quella distanza è davvero percorribile.

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