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Una nuova risposta di Bnp Paribas per il cash: i certificati valutari

Lorenzo Raffo

03/05/2023

03/05/2023 - 22:03

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Si chiamano Dual Currency e consentono di remunerare la liquidità con strumenti molto redditizi, di cui bisogna capire il funzionamento. Ve lo spieghiamo.

Far rendere la liquidità: è la sfida che sia l’industria finanziaria sia gli investitori stanno perseguendo con difficoltà soprattutto dopo lo scatto dell’inflazione. L’industria finanziaria e gli investitori stanno cercando di far rendere la liquidità, ma la sfida diventa sempre più difficile in un contesto di inflazione. I tradizionali strumenti finanziari come i conti deposito, i fondi monetari, i titoli di Stato e i bond corporate hanno ripreso fiato ma i rendimenti reali, depurati cioè dell’andamento del costo della vita, risultano ancora negativi, a meno che non si accettino livelli di rischio elevati.

Per questo motivo, nuove alternative provenienti da mercati non solo europei sono state proposte come opzioni più vantaggiose, ma anche semplici da gestire. Tuttavia, è importante notare che queste alternative richiedono una maggiore attenzione e comprensione rispetto agli strumenti tradizionali.

Nonostante ciò, esistono nuove alternative che rappresentano scelte interessanti per gli investitori che cercano di far rendere la liquidità in un contesto di inflazione. Si tratta dei certificati Dual Currency, che Bnp Paribas propone ora in Italia.

Come funzionano

Sono certificati d’investimento a breve termine, con sottostante il mercato delle valute caratterizzati da una rischiosità medio-bassa, classificata 2 o 3 rispetto al massimo di 7 secondo la graduatoria dell’indicatore di rischio pubblicato sui relativi Kid. Bnp Paribas è il primo emittente in Italia a proporli, per ora sul rapporto di cambio euro/dollaro, il più liquido in assoluto e il più seguito dai mercati, con una peculiarità decisiva, quella di un nominale 100, quindi molto basso.

Per capirne il funzionamento conviene analizzare uno specifico Dual Currency sul cambio Eur/Usd. Per esempio quello con strike - livello di riferimento iniziale del sottostante rispetto al quale si calcola la performance – di 1,08 (scadenza 16/6/2023 – premio 3,03%). Ipotizzando di acquistarlo sul mercato secondario, a scadenza saranno possibili due situazioni:

  • se il tasso di cambio Eur/Usd fosse pari o inferiore allo strike, ossia se l’euro si svalutasse nei confronti del dollaro, il certificato restituirebbe il cosiddetto valore nozionale di 100 euro più il premio, nel caso specifico di 3,03 euro, permettendo di incassare una performance rilevante in poco tempo;
  • se viceversa la quotazione dell’Eur/Usd fosse superiore allo strike, ossia se l’euro si rivalutasse nei confronti del dollaro, verrebbe pagato nel caso specifico il premio di 3,03 euro più l’importo nozionale (100 euro) moltiplicato per lo strike e diviso per il prezzo dell’Eur/Usd a scadenza. In questo secondo caso l’investitore potrebbe andare incontro a una perdita se l’importo di liquidazione, maggiorato del premio, risultasse inferiore al prezzo di acquisto.

Dual Currency su Eur/USD

ISINStrikePremio a scadenzaScadenza
NLBNPIT1LTA8 1,06 4,57% (44,88% p.a.) 16/06/2023
NLBNPIT1LTB6 1,07 3,79% (36,22% p.a.) 16/06/2023
NLBNPIT1LTC4 1,08 3,03% (28,13% p.a.) 16/06/2023
NLBNPIT1LTD2 1,09 2,37% (21,47% p.a.) 16/06/2023
NLBNPIT1LTE0 1,10 1,80% (15,97% p.a.) 16/06/2023
NLBNPIT1LTF7 1,11 1,28% (11,15% p.a.) 16/06/2023

Utilizzarli al meglio

La comprensione del meccanismo non comporta quindi particolari difficoltà. È evidente come sia fondamentale individuare lo strike appropriato nelle diverse fasi del cross valutario. Importante intuire quindi che quanto più uno strike è superiore al livello di quotazione dell’Eur/Usd, tanto inferiore sarà il rendimento offerto dal certificato, poiché il rischio che a scadenza il cambio sia maggiore dello strike diminuisce. Ciò che importa valutare sta proprio in questo ed è il segreto – chiamiamolo così – per gestire in maniera più prudenziale o più aggressiva i Dual Currency.

Tutti su Borsa Italiana

Decisiva la scelta di Bnp Paribas di quotare i Dual Currency al Sedex di Piazza Affari, agevolandone l’utilizzo nel tempo. Gli scambi d’altra parte sono favoriti dal fatto che la loro gamma – molto articolata in base a strike e scadenze – assicura un alto grado di personalizzazione, in rapporto alle previsioni di andamento del cambio. Di qui la possibilità di correggere il tiro in caso di movimenti veloci, sebbene la volatilità del cross Eur/Usd sia nettamente minore rispetto ad altre coppie di valute. In merito Bnp Paribas prevede di ampliare in futuro l’offerta anche ad altri cambi, il che consentirà di incrementare le occasioni da cogliere nel settore delle divise, con rendimenti ben superiori rispetto ai classici strumenti di investimento di breve ma perfino di lungo periodo.

Naturalmente ci sono altri aspetti tecnici da conoscere. Li spiegheremo in un prossimo approfondimento. Fondamentale è però confrontare fra loro i vari Dual Currency già presenti sul mercato visto che uno dei punti di forza sta proprio nella diversificazione di quelli disponibili, che è necessario analizzare per coglierne al meglio le opportunità.

Confronto con conti deposito e Bot

CaratteristicheDual CurrencyConti depositoBot
Rendimento a parità di scadenza Elevato Contenuto e inferiore all’inflazione Contenuto e inferiore all’inflazione
Rendimento massimo Prestabilito Prestabilito Prestabilito
Rischiosità Modesta Varia in base alla controparte Modesta
Recupero minus fiscali Super efficiente Inattuabile Irrilevante
Svincolabilità Elevata Spesso complessa Elevata
Modularità Elevata Elevata Limitata
Importo minimo Bassissimo Dipende dalle offerte ma mai basso Basso



in collaborazione con BNP Paribas

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