Top 10 aziende di Ravenna per fatturato. La città dei mosaici che muove l’industria

Redazione Imprese

23 Settembre 2026 - 13:43

Dagli operatori agroalimentari all’ingegneria offshore: la top 10 di Ravenna racconta un’economia portuale, industriale e cooperativa molto più ampia di quanto suggerisca la sua immagine turistica.

Top 10 aziende di Ravenna per fatturato. La città dei mosaici che muove l’industria

Ravenna è una città dell’Emilia-Romagna adriatica, con circa 157.000 abitanti nel comune e quasi 390.000 nella provincia. È nota per i mosaici bizantini e il patrimonio UNESCO. I bilanci delle prime dieci aziende raccontano qualcosa di completamente diverso: un polo industriale portuale tra i più attivi d’Italia, con vocazioni nell’agroalimentare, nella chimica, nell’impiantistica offshore e nell’energia.

Le prime dieci aziende per fatturato con sede legale a Ravenna generano complessivamente oltre 5,1 miliardi di euro di ricavi. Le prime quattro posizioni sono tutte nell’industria primaria e manifatturiera: olio vegetale, cereali, carne, cavi elettrici. Al sesto posto si trova Rosetti Marino, ingegneria integrata per l’oil&gas con una crescita del +46%. E al settimo compare Micoperi, il caso più anomalo della classifica: quasi 301 milioni di fatturato, 101 milioni di EBITDA e un utile netto di 151 milioni che supera il fatturato stesso di mezzo esercizio: un risultato straordinario che richiede una lettura attenta. La classifica ravennate è dominata da aziende che lavorano con l’energia, il mare e le materie prime, in modo quasi del tutto invisibile al racconto pubblico.

La classifica delle aziende di Ravenna è ordinata per fatturato decrescente e costruita sui dati dell’ultimo bilancio disponibile sul database di Money Aziende.

La classifica: Top 10 aziende di Ravenna per fatturato

1) Bunge Italia S.p.A.

Settore: Produzione di altri oli vegetali (Ateco 10.41.2)
Fatturato: 986.213.267 € (Bilancio 2025)

La filiale italiana di Bunge, uno dei quattro grandi trader mondiali di commodity agricole (i cosiddetti ABCD: ADM, Bunge, Cargill, Dreyfus), che a Ravenna gestisce uno dei principali impianti di lavorazione e raffinazione di oli vegetali in Italia. Con quasi 986 milioni di fatturato e un EBITDA del 4,8%, è la prima azienda della classifica. Il fatturato in calo riflette la volatilità dei prezzi delle materie prime agricole nel 2025, più che una contrazione strutturale dei volumi. La sede ravennate non è casuale: il porto di Ravenna è il principale punto di ingresso in Italia di semi oleosi e cereali dall’America del Sud e dal Mar Nero, e Bunge ha costruito qui una piattaforma logistica e produttiva integrata.

2) COFCO International Italy S.r.l.

Settore: Commercio all’ingrosso di cereali (Ateco 46.21.1)
Fatturato: 898.458.971 € (Bilancio 2024)

La filiale italiana di COFCO International, il braccio commerciale globale del gruppo cinese COFCO, uno dei principali conglomerati agroalimentari al mondo controllato dallo Stato cinese. Con quasi 898 milioni di fatturato, da Ravenna gestisce l’import e la distribuzione di cereali e semi oleosi sul mercato italiano ed europeo. Il 2024 è però un anno difficile: EBITDA negativo per 16,7 milioni e perdita netta di 11,8 milioni, probabilmente legata alla volatilità dei prezzi del grano e del mais sui mercati internazionali dopo il ciclo eccezionale del 2022-2023. La presenza di una filiale del colosso cinese COFCO a Ravenna è uno dei segnali più chiari del ruolo strategico del porto ravennate nelle catene di approvvigionamento alimentare globali.

3) Martini Alimentare S.r.l.

Settore: Lavorazione e conservazione di carne, esclusa la carne di volatili (Ateco 10.11)
Fatturato: 619.525.321 € (Bilancio 2025)

Uno dei principali operatori italiani nella lavorazione e distribuzione di carni bovine e suine, con sede a Ravenna e attività che coprono l’intera filiera dalla macellazione alla distribuzione verso GDO e ristorazione. Con 619 milioni di fatturato, un EBITDA del 2,1% e un utile netto di 3,4 milioni, opera in un settore a marginalità strutturalmente compressa. La crescita dell’8,82% è solida per un comparto dove i volumi sono relativamente stabili: segnala un ampliamento del perimetro distributivo o un miglioramento del mix di prodotto verso tagli a maggiore valore aggiunto.

4) G.Ecol. Cables S.r.l.

Settore: Fabbricazione di altri fili e cavi elettronici ed elettrici (Ateco 27.32)
Fatturato: 617.069.132 € (Bilancio 2025)

Produttore di cavi elettrici e fili conduttori con sede a Ravenna, attivo nella fornitura di cavi per infrastrutture energetiche, telecomunicazioni e applicazioni industriali. Con 617 milioni di fatturato, un EBITDA del 3,1% e un utile netto di 10,9 milioni, opera in un mercato in forte espansione strutturale: la domanda di cavi elettrici è trainata dagli investimenti nelle reti elettriche per le rinnovabili, nell’elettrificazione dei trasporti e nei data center. La quasi-stabilità del fatturato (-1,01%) in un mercato così espansivo suggerisce una pressione competitiva significativa sui prezzi, in un settore dove la concorrenza di produttori asiatici è intensa.

5) AR.CO. Lavori Soc. Coop. Consortile

Settore: Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (Ateco 43.22.07)
Fatturato: 586.189.184 € (Bilancio 2025)

Consorzio cooperativo specializzato nell’installazione di impianti termici e di climatizzazione per commesse pubbliche e private di grande dimensione, con sede a Ravenna. Con 586 milioni di fatturato e una crescita del +31,76%, è tra le aziende con la crescita più alta della classifica. L’EBITDA dello 0,7% e l’utile netto di 114.000 euro confermano il modello consortile già visto più volte nella serie: il valore si distribuisce alle imprese associate piuttosto che capitalizzarsi nella struttura centrale. La crescita sostenuta è probabilmente legata all’espansione delle commesse legate al superbonus e agli investimenti infrastrutturali pubblici nell’efficienza energetica.

6) Rosetti Marino S.p.A.

Settore: Gestione di progetti relativi a opere di ingegneria integrata (Ateco 71.12.2)
Fatturato: 512.793.677 € (Bilancio 2025)

Ingegneria e costruzione di impianti per il settore oil&gas, con sede a Ravenna e commesse in tutto il mondo: piattaforme offshore, impianti di trattamento del gas, strutture per la produzione di idrocarburi in Africa, Medio Oriente e Asia centrale. Con quasi 513 milioni di fatturato e un EBITDA dell’11,1%, Rosetti Marino è uno dei principali EPC contractor italiani nel settore energy. La crescita del +46,73% è la seconda più alta della classifica e riflette l’espansione della domanda globale di infrastrutture energetiche, in particolare nei mercati emergenti. Rosetti Marino è una delle aziende più significative e meno raccontate dell’intera serie: un’impresa di ingegneria ravennate che costruisce infrastrutture energetiche nei deserti del Kazakistan e nei mari dell’Africa occidentale.

7) Micoperi S.p.A.

Settore: Installazione di altre macchine e apparecchiature industriali (Ateco 33.20.09)
Fatturato: 300.922.932 € (Bilancio 2024)

Il caso contabile più anomalo della classifica, e uno dei più estremi dell’intera serie. Micoperi è specializzata nell’installazione di infrastrutture sottomarine per il settore oil&gas: pipeline, strutture di fondazione per piattaforme, cavi sottomarini. Con 300 milioni di fatturato, un EBITDA di 101 milioni (33,7%) e un utile netto di 151 milioni, registra un risultato netto superiore al fatturato di metà esercizio. Un utile netto che supera l’EBITDA del 50% segnala componenti straordinarie eccezionali: più probabilmente plusvalenze da cessione di asset o di partecipazioni, oppure proventi da accordi straordinari con committenti. Non è la redditività ordinaria del business, anche se l’EBITDA al 33% indica comunque un’attività sottomarina ad altissimo valore aggiunto. Da verificare direttamente sul bilancio depositato per capire la natura dei proventi straordinari.

8) Ma.Ge.Ma. Società Agricola Cooperativa

Settore: Lavorazione e conservazione di carne, esclusa la carne di volatili (Ateco 10.11)
Fatturato: 253.300.617 € (Bilancio 2025)

La seconda cooperativa di lavorazione carni della classifica ravennate, con lo stesso codice Ateco di Martini Alimentare in terza posizione. Con 253 milioni di fatturato e una crescita del +4,02%, il profilo è quello del modello cooperativo applicato alla filiera delle carni: i soci conferiscono animali o lavoro e il valore si distribuisce agli associati più che alla struttura centrale, come evidenziano l’EBITDA dello 0,7% e l’utile quasi nullo di 94.000 euro. Due cooperative di lavorazione carni nelle prime otto posizioni segnalano come Ravenna e il territorio romagnolo abbiano costruito una filiera zootecnica cooperativa di scala significativa, quasi invisibile nel racconto economico regionale.

9) Ciclat Trasporti Ambiente Società Cooperativa

Settore: Raccolta di rifiuti non pericolosi (Ateco 38.11)
Fatturato: 203.940.635 € (Bilancio 2025)

Cooperativa di gestione dei rifiuti e dei trasporti ambientali con sede a Ravenna, che gestisce la raccolta e il trattamento dei rifiuti urbani per comuni dell’area ravennate e romagnola. Con quasi 204 milioni di fatturato, un EBITDA dell’1,9% e una crescita del +4,69%, è la terza struttura cooperativa della classifica dopo AR.CO. e Ma.Ge.Ma.: Ravenna è, tra le città analizzate, quella con la più alta densità di cooperative nella Top 10, riflesso della tradizione cooperativistica romagnola che attraversa settori molto diversi tra loro.

10) Orion Engineered Carbons S.r.l.

Settore: Fabbricazione di altri prodotti chimici di base inorganici (Ateco 20.13)
Fatturato: 150.964.823 € (Bilancio 2025)

Produttore di carbon black (nerofumo) per pneumatici, plastica, vernici e inchiostri, parte del gruppo tedesco-americano Orion Engineered Carbons, con stabilimento a Ravenna. Con quasi 151 milioni di fatturato, un EBITDA dell’11,7% e una crescita dell’+11,69%, è tra le aziende con la crescita più solida della parte bassa della classifica. Il carbon black è una commodity industriale prodotta dalla combustione controllata di idrocarburi: la sua presenza a Ravenna, vicino al petrolchimico storico dell’area, non è casuale. Orion è uno dei principali produttori mondiali di questa specialità chimica.

Cosa ci dice questa classifica

La Top 10 ravennate è una classifica di porto, di energia e di cooperativismo. Tre elementi la distinguono dall’intera serie.

Il primo è il peso del porto come moltiplicatore industriale: Bunge, COFCO, Martini Alimentare e G.Ecol. Cables hanno tutte sede a Ravenna perché il porto è il punto di ingresso di materie prime che poi vengono lavorate o distribuite. Non è una coincidenza geografica: è una catena del valore che si è costruita attorno all’infrastruttura portuale nel corso di decenni.

Il secondo è l’engineering offshore: Rosetti Marino e Micoperi sono due aziende ravennati che costruiscono e installano infrastrutture energetiche sottomarine in tutto il mondo. Nessun’altra città della serie, nemmeno Genova, concentra due operatori di questa scala nell’ingegneria oil&gas marina. È un distretto industriale specializzato che nessuna guida economica dell’Emilia-Romagna racconta adeguatamente.

Il terzo è il cooperativismo pervasivo: AR.CO., Ma.Ge.Ma. e Ciclat sono tre cooperative in tre settori completamente diversi (impianti, carni, rifiuti). La tradizione cooperativa romagnola, già vista a Bologna e Perugia, raggiunge a Ravenna la sua densità più alta nell’intera serie.

Per esplorare l’intera classifica delle aziende di Ravenna puoi consultare qui la lista filtrata per comune. L’accesso completo ai dati e ai bilanci storici delle singole società su Money Aziende è riservato agli abbonati.

I dati presenti in questa classifica si riferiscono all’ultimo bilancio disponibile al momento della redazione dell’articolo e potrebbero subire variazioni. Fonte: Money Aziende. Ultimo aggiornamento: settembre 2026.