Dopo l’inflazione britannica al 3,5% il mercato dà quasi per certo un rialzo dei tassi il 5 novembre. Ma sette giorni prima c’è il Budget di Healey: con i gilt a 10 anni intorno al 5,4% e un margine fiscale ridotto, la tenuta della sterlina dipende dalla credibilità dei conti più che dai tassi.
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Per la sterlina le prossime due settimane sono un doppio esame. Il 28 ottobre il Cancelliere dello Scacchiere John Healey presenta il Budget d’autunno, insieme alle nuove previsioni dell’Office for Budget Responsibility (OBR), mentre il 5 novembre la Bank of England si riunisce con il mercato che scommette su un rialzo dei tassi. Le due decisioni tirano la valuta in direzioni opposte, e il dato sull’inflazione di settembre ha reso il quadro ancora più teso.
Il dato sull’inflazione UK che chiude la partita di ottobre
Mercoledì 21 ottobre l’Office for National Statistics ha certificato un’inflazione al 3,5% annuo a settembre, contro il 3,1% di agosto. L’indice core, che esclude energia, alimentari, alcol e tabacco, sale al 2,8% dal 2,6%, mentre l’inflazione dei servizi passa dal 3,4% al 3,7%.
La spinta principale arriva dai carburanti: +29,8% su base annua, con la benzina a 169,5 pence al litro e il gasolio a 192,5, il livello più alto da luglio 2022. Il consenso degli economisti era al 3,4%.
La sterlina ha reagito poco, e il motivo è semplice: il rialzo era già nei prezzi. Sempre secondo BigGo, il mercato dei tassi assegnava dopo il dato circa il 98% di probabilità a un aumento da 25 punti base, al 4%, il 5 novembre (altre fonti consultate indicano valori attorno al 90-95% nei giorni precedenti).
Il precedente è il verbale della riunione del 17 settembre, quando il Comitato di politica monetaria ha lasciato il Bank Rate al 3,75% con un voto di 6 a 3: Megan Greene, Catherine Mann e Huw Pill volevano già alzare a 4%. Anche chi ha votato per lo status quo ha preparato il terreno, con il governatore Andrew Bailey che ha scritto che «è probabile che la politica monetaria debba essere inasprita». Nelle stesse proiezioni la Banca vedeva l’inflazione a circa il 3¾% nel quarto trimestre del 2026 e poco sopra il 4% nel primo del 2027, con il Brent a 106 dollari al barile al 14 settembre. Il 3,5% di settembre resta quindi sotto quel sentiero: la Banca non sta rincorrendo un dato, sta anticipando un’inflazione energetica che prevede ancora in salita.
Cosa aspettarsi dal nuovo Budget?
Il problema è che ogni rialzo della Bank of England pesa anche sui conti pubblici. Secondo i dati di Reuters, l’8 ottobre il rendimento del gilt a 10 anni ha toccato il 5,53%, il livello più alto dal luglio 2007, mentre le scadenze a 20 e 30 anni hanno raggiunto il 6,00% e il 6,05%, i massimi dal 1998. A metà settimana il 10 anni viaggiava ancora intorno al 5,4%. Secondo City AM, che cita l’OBR, la spesa per interessi sul debito è di circa 110 miliardi di sterline quest’anno, quasi il doppio di quella per la difesa.
Quanto margine ha Healey? Le stime divergono. Pantheon Macroeconomics a inizio settembre lo collocava intorno ai 13 miliardi di sterline, Handelsbanken a 22,7 miliardi; un sondaggio Reuters del 15 ottobre indicherebbe una mediana di 10-12 miliardi. Handelsbanken ha avvertito che rendimenti più alti «aumentano la probabilità che nuovi aumenti delle tasse vengano annunciati il 28 ottobre».
La sensibilità è alta: secondo le stime dell’OBR riportate dal broker, un punto percentuale in più su rendimenti e Bank Rate taglierebbe il margine di circa 16 miliardi. In altre parole, la stretta monetaria che sostiene la sterlina riduce lo spazio fiscale che il Budget deve difendere.
La sterlina tiene, ma è appesa a un filo
Per ora la valuta regge. Il 21 ottobre la sterlina trattava a circa 1,337 dollari, a quasi il 2% sopra il minimo dell’anno (1,3137, toccato il 14 ottobre), e a 0,8394 contro l’euro, a un passo dal minimo del 2026 per il cambio EUR/GBP (0,8385 il 20 ottobre): per ogni sterlina servono circa 1,19 euro. Dietro c’è soprattutto il differenziale di tassi: Bank Rate al 3,75% con un rialzo atteso, contro un tasso della Bce al 2,50%.
Il 28 ottobre il Budget, con la reazione dei gilt ai numeri su fabbisogno e margine fiscale più che alle singole misure. Lo stesso giorno, alle 18 ora britannica, la decisione della Federal Reserve: i mercati attendono una pausa, ma scontano un rialzo a dicembre, e un tono severo potrebbe rafforzare il dollaro a prescindere da Londra. Il 5 novembre, infine, la Bank of England. Un Budget percepito come credibile, con rendimenti in calo, potrebbe portare GBP/USD verso 1,34-1,343; un margine inferiore ai 10 miliardi o un’ondata di vendite sui gilt riporterebbe il cambio verso 1,318-1,3194, con 1,30 come livello citato da alcuni analisti sotto quella soglia.
Articolo revisionato da Flavia Provenzani il
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