L’IA sta aumentando la domanda di chip e memorie: ecco perché i costi degli smartphone potrebbero crescere e quali modelli rischiano maggiormente i rincari.
Cambiare smartphone potrebbe diventare sempre più costoso, anche per chi non è interessato ad avere i modelli più avanzati. Dietro al possibile aumento dei prezzi c’è una componente che spesso passa in secondo piano quando si guarda alle caratteristiche di un telefono, la memoria.
La crescente domanda legata all’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione la produzione di chip e memorie, mentre i produttori stanno destinando una parte sempre più consistente delle proprie risorse alle componenti utilizzate nei data center. In un contesto simile, il mercato si troverà a dover far fronte alla disponibilità limitata e all’aumento dei costi delle memorie, con possibili conseguenze anche sui costi degli smartphone.
Perché l’intelligenza artificiale fa aumentare il costo delle memorie
Negli smartphone viene solitamente utilizzata la DRAM come memoria temporanea per le applicazioni e i processi in esecuzione, mentre la NAND Flash entra in gioco per conservare dati come foto, video, applicazioni e il sistema operativo. Al contrario, nei data center dedicati all’intelligenza artificiale vengono utilizzate anche memorie HBM, progettate per garantire una larghezza di banda molto elevata.
L’espansione dei sistemi di AI richiede enormi quantità di hardware e i grandi data center, per rispondere a questa necessità, acquistano sempre più componenti. Ne consegue che, per i produttori, quello dell’AI sia diventato un mercato particolarmente conveniente dal punto di vista economico.
Seppure le fabbriche non abbiano smesso di produrre memoria per smartphone, una parte significativa degli investimenti e della produzione viene quindi indirizzata verso componenti destinati ai sistemi di AI, dove la domanda è in continua crescita.
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Quanto sono aumentati i costi delle memorie per smartphone?
Per capire meglio la portata del problema è necessario analizzare i numeri. Secondo i dati riportati da iGizmo sulla base di Counterpoint, il costo stimato di 16 GB di DRAM per smartphone è passato da circa 42 dollari nel secondo trimestre del 2025 a circa 181 dollari nello stesso periodo del 2026. Si tratta di valori indicativi della filiera e non del prezzo effettivamente pagato da ogni singolo produttore.
Il rincaro di una memoria non si trasferisce automaticamente nella stessa misura sul prezzo finale del telefono. Tuttavia, quando l’aumento del costo delle componenti si combina con una maggiore pressione sulla disponibilità, i produttori devono decidere come assorbirlo.
Le più recenti analisi di mercato indicano che la crescente domanda di chipset e memorie potrebbe portare a un aumento dei prezzi dei componenti fino al 17%, con possibili ripercussioni anche sui dispositivi finali.
Quali smartphone rischiano di costare di più?
A dispetto di quanto si possa pensare, saranno i modelli economici quelli più esposti ai possibili aumenti di prezzo. Su questi dispositivi i margini di guadagno sono più ridotti e quindi c’è meno spazio per assorbire un aumento dei costi delle componenti. Le aziende potrebbero quindi trasferire parte dei rincari sui listini.
Un’altra strada possibile è quella di mantenere il prezzo basso, ma aumentando meno le dotazioni, riducendo per esempio la quantità di memoria disponibile oppure concentrandosi maggiormente sui modelli di fascia medio-alta.
Le grandi aziende, invece, possono contare su volumi di acquisto maggiori e accordi di fornitura che permettono di gestire più facilmente le oscillazioni della filiera. Questo non significa che siano immuni dal problema, ma può offrire loro un margine di manovra maggiore.
I prezzi degli smartphone continueranno a salire?
Le previsioni per il prossimo futuro mostrano un mercato ancora sotto pressione. IDC (International Data Corporation), tra le principali società di ricerca di mercato nel mondo dell’ICT (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione), stima per il 2026 un prezzo medio mondiale degli smartphone di 581 dollari, in aumento del 27,6%, mentre le spedizioni dovrebbero diminuire del 16,7%.
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La stessa analisi indica inoltre difficoltà di approvvigionamento per il 2026 e buona parte del 2027. Per aumentare significativamente la capacità produttiva servono infatti anni, mentre la domanda legata all’intelligenza artificiale continua a modificare le priorità dell’industria.