Scioperi novembre 2026, il calendario completo di treni, aerei, metro e scuola

Emanuele Di Baldo

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Dallo sciopero generale del 20 novembre agli stop di Italo, easyJet, controllori di volo e trasporto locale: le date, le fasce garantite e le regole per chiedere il rimborso.

Scioperi novembre 2026, il calendario completo di treni, aerei, metro e scuola

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Venerdì lo sciopero generale della Cgil, la sera stessa lo stop dei treni, sabato pomeriggio i controllori di volo, domenica Malpensa. In poco più di 72 ore, tra il 20 e il 22 novembre, si concentra la parte più pesante degli scioperi di novembre 2026.

Le prime date arrivano però prima. Venerdì 6 si fermano il personale navigante easyJet e i controllori di volo di Bari, lunedì 9 il personale Italo e i mezzi Amat di Palermo, poi tra il 13 e il 16 il trasporto locale di Milano, Venezia, Bari e Napoli. Il quadro che segue si basa sul prospetto dell’Osservatorio sui conflitti sindacali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiornato al 2 novembre 2026: revoche, rinvii o nuove proclamazioni possono ancora cambiarlo.

Il calendario degli scioperi di novembre giorno per giorno

DataChi scioperaDove
Venerdì 6 Personale navigante easyJet (24 ore); controllori ENAV (13-17) Nazionale; Bari
Lunedì 9 Treni Italo (9:01-16:59); bus e tram Amat (11-15) Nazionale; Palermo
Martedì 10 Busitalia Rail Service (9:59-13:59) Provincia di Cosenza
Martedì 10 e mercoledì 11 Treni merci SBB Cargo Italia (21-4:59) Nazionale
Venerdì 13 Metro, tram e bus ATM; bus ATVO (24 ore) Milano; Venezia
Sabato 14 Bus AMTAB (24 ore) Bari
Lunedì 16 Mezzi ANM (11-15) Napoli
Venerdì 20 Sciopero generale Cgil, scuola compresa Nazionale
Venerdì 20 e sabato 21 Treni (dalle 21 del 20 alle 20 del 21) Nazionale
Sabato 21 Controllori ENAV (13-17); trasporto locale di dodici aziende Nazionale; varie regioni
Domenica 22 Controllori ENAV Malpensa; vigilanza aeroporto Marco Polo Milano; Venezia

Sciopero generale del 20 novembre, cosa chiede la Cgil

Proclamato il 19 ottobre, due giorni dopo l’annuncio del segretario generale Maurizio Landini dal palco della manifestazione in piazza del Popolo a Roma, lo sciopero generale nazionale della Cgil riguarda l’intera giornata di lavoro di tutti i settori pubblici e privati, compresi appalti e servizi strumentali. Ci rientrano anche trasporto pubblico locale, treni, aerei, taxi e trasporto marittimo, con le prestazioni indispensabili garantite dalla Legge 146/1990. Nella stessa giornata è in programma anche uno sciopero europeo degli studenti.

Il bersaglio principale è la manovra di bilancio. Nel testo della proclamazione il sindacato contesta l’assenza di risposte al caro vita legato all’energia e l’aumento delle spese per il riarmo, e giudica inadeguati i finanziamenti per sanità, istruzione e non autosufficienza. Sul fisco lamenta la mancata restituzione del fiscal drag e chiede meccanismi di indicizzazione dell’Irpef all’inflazione. Sulla previdenza rivendica interventi a partire dal blocco dell’aumento dell’età pensionabile, insieme alla piena rivalutazione delle pensioni e a un confronto sulla legge di bilancio.

Le modalità di adesione dei singoli comparti saranno comunicate dalle organizzazioni di categoria, come previsto dalla proclamazione stessa.

Sciopero treni novembre, Italo il 9 e 23 ore a cavallo del weekend

Il primo stop nazionale sui binari è lunedì 9 novembre: il personale di Italo si ferma per otto ore, dalle 9:01 alle 16:59, su proclamazione di Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti. Lo sciopero riguarda solo i treni della compagnia, non quelli di Trenitalia.

Il secondo arriva a ridosso dello sciopero generale, che si salda con quello di CUB Trasporti e SGB Ferrovie: dalle 21 di venerdì 20 alle 20 di sabato 21 novembre. Si ferma il personale di tutte le imprese ferroviarie, Trenitalia, Italo e Trenord compresi, insieme al trasporto merci su rotaia.

Sabato 21 la stessa proclamazione coinvolge per l’intera prestazione anche il trasporto pubblico locale di dodici aziende:

  • Ferrovie del Sud Est, Ferrotramviaria, Ferrovie del Gargano;
  • GTT, SAD, Trentino Trasporti;
  • Ferrovie Udine Cividale, Sistemi Territoriali;
  • TFT, Ferrovie Adriatico Sangritana (TUA), EAV, Ferrovie della Calabria.

Nel trasporto merci c’è anche uno stop di otto ore del personale SBB Cargo Italia, proclamato dalla Filt Cgil, dalle 21 del 10 novembre alle 4:59 dell’11, senza effetti per i passeggeri.

Bus, tram e metro: da Palermo a Napoli

Il trasporto urbano apre il mese lunedì 9 novembre a Palermo, dove si fermano i mezzi Amat dalle 11 alle 15 su proclamazione della Cub Trasporti. Martedì 10 tocca al personale di Busitalia Rail Service in provincia di Cosenza, dalle 9:59 alle 13:59, su iniziativa della Faisa Cisal.

Venerdì 13 novembre a Milano si fermano per 24 ore i lavoratori del Gruppo ATM su proclamazione di Al Cobas, con possibili ripercussioni su metropolitane, tram e autobus. Il registro parla di «varie modalità»: orari e fasce di garanzia andranno quindi verificati sugli avvisi dell’azienda. Lo stesso giorno a Venezia incrociano le braccia per 24 ore i dipendenti ATVO, su iniziativa di SGB e FAST Mobilità.

Sabato 14 tocca a Bari, con lo sciopero AMTAB dalle 0 alle 24 proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Ugl Autoferro. Lunedì 16 i dipendenti ANM di Napoli si fermano dalle 11 alle 15, con possibili stop di bus, tram, Linea 1 della metropolitana e funicolari, su proclamazione di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl Fna e Faisa Cisal. Si arriva poi al 20 novembre, quando l’intero comparto è coinvolto nello sciopero generale, e al 21, con lo stop delle dodici aziende elencate sopra.

Sciopero aerei, easyJet e controllori di volo

Lo sciopero easyJet riguarda solo i voli della compagnia, mentre quelli del personale ENAV, che gestisce l’assistenza al traffico aereo civile, possono avere effetti sui voli di più vettori. Il calendario di novembre:

  • venerdì 6 novembre: personale navigante easyJet, 24 ore dalle 00:00 alle 23:59 (USB Lavoro Privato); per i voli da e per Bari lo stop si riduce a quattro ore, dalle 13 alle 16:59;
  • venerdì 6 novembre: ENAV aeroporto di Bari, dalle 13 alle 17 (RSA Fast Confsal AV);
  • venerdì 20 novembre: settore aereo nell’ambito dello sciopero generale Cgil;
  • sabato 21 novembre: sciopero nazionale ENAV dalle 13 alle 17 (Filt Cgil e Ugl TA);
  • domenica 22 novembre: ENAV Milano Malpensa dalle 00:01 alle 24 (RSA Fast Confsal AV), con garantiti i voli da e per Bari;
  • domenica 22 novembre: personale Sicuritalia IVRI addetto ai controlli di sicurezza del Marco Polo di Venezia, dalle 00:00 alle 23:59 (Fisascat Cisl).

Sciopero scuola del 20 novembre

Il 20 novembre si ferma anche la scuola. La Flc Cgil ha aderito allo sciopero generale per il personale di scuola, università, ricerca, Afam e formazione professionale. Per la stessa giornata ha proclamato un’astensione anche il sindacato Sisa, rivolta a docenti, dirigenti e personale Ata. Gli istituti sono tenuti ad avvisare per tempo le famiglie se lezioni e servizi potrebbero non essere garantiti.

Fasce di garanzia, quando i servizi sono assicurati

Nel trasporto regionale di Trenitalia i servizi essenziali circolano dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 nei giorni feriali, sabato compreso, e dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21 nei festivi. Per Trenord e Trenitalia Tper fanno fede gli avvisi delle rispettive aziende. Frecce, Intercity e Italo non hanno fasce orarie fisse: contano solo le liste dei treni garantiti pubblicate da ciascun operatore. Trenitalia avverte inoltre che i treni in viaggio all’avvio dello sciopero possono fermarsi in una stazione intermedia.

Per i voli le fasce di tutela vanno dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. Il riferimento resta però l’elenco dei voli garantiti pubblicato dall’ENAC sulla base della programmazione dei vettori. Lo sciopero ENAV del 21 novembre, dalle 13 alle 17, cade fuori da entrambe le fasce.

Per bus, tram e metro le fasce cambiano da città a città e le comunica ogni azienda.

Come ottenere il rimborso se il viaggio salta

Treni. Bisogna distinguere tra chi decide di non partire e chi si vede cancellare il treno.

In caso di rinuncia preventiva, Trenitalia accetta la richiesta di rimborso integrale a partire dalla proclamazione dello sciopero:

  • per Frecce e Intercity, fino all’orario di partenza del treno prenotato;
  • per i Regionali, entro le 24 del giorno precedente lo sciopero.

In alternativa si può riprogrammare il viaggio a condizioni simili, in base ai posti disponibili. Se invece il treno viene soppresso, il rimborso spetta senza trattenute. Per Italo la soppressione dà diritto al rimborso integrale; la scelta tra rimborso e cambio va comunicata prima della partenza, al personale in stazione o tramite il servizio Pronto Italo.

Aerei. In caso di volo cancellato, il Regolamento (CE) n. 261/2004 lascia al passeggero la scelta tra rimborso del biglietto e riprotezione su un volo alternativo. La compagnia deve inoltre prestare assistenza durante l’attesa: pasti, bevande e, se necessario, albergo e trasferimenti.

La compensazione pecuniaria segue una regola diversa. Uno sciopero di personale esterno al vettore, come i controllori di volo o gli addetti alla sicurezza, può costituire una circostanza eccezionale che esonera la compagnia dal pagarla, se ne ricorrono le condizioni. Restano comunque in piedi il rimborso del biglietto, la riprotezione e l’assistenza.

Se il vettore non fornisce l’assistenza dovuta, si possono chiedere le spese necessarie, ragionevoli e documentate sostenute al suo posto: meglio conservare le ricevute. Per segnalare il mancato rispetto dei diritti si può presentare reclamo all’ENAC.

Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il

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Commenti

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È interessante osservare come l’organizzazione degli scioperi, in particolare quello generale della Cgil, possa riflettere le dinamiche economiche e sociali del momento. La concentrazione di vari stop nei trasporti in un breve lasso di tempo evidenzia una sorta di «culmine della tensione» che si accumula per l’assenza di risposte adeguate alle necessità dei lavoratori, specialmente in un contesto di inflazione elevata. È un chiaro esempio di come le teorie economiche sulla mobilitazione sociale possano manifestarsi in forme tangibili come gli scioperi. I sindacati, agendo come intermediari tra le istanze dei lavoratori e le istituzioni, rendono evidente la frustrazione crescente che può portare a conflitti. Questo scenario ci invita a riflettere su come le politiche economiche dovrebbero affrontare non solo le conseguenze immediate, ma anche le cause strutturali di tali disagi.

Ecco un’altra occasione per ricordare che investire in beni rifugio, come gli orologi, è sempre una scelta migliore rispetto a seguire l’andamento di un mercato impazzito. Chi ha tempo da perdere con gli scioperi?

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