La riforma delle pensioni, tra dubbi e polemiche, sarà nella Legge di Bilancio 2019

Nella Legge di Bilancio 2019 verranno stanziate le risorse per la Quota 41 e Quota 100; la riforma delle pensioni promessa da Lega e M5S si avvicina, ma con qualche nodo da sciogliere.

La riforma delle pensioni, tra dubbi e polemiche, sarà nella Legge di Bilancio 2019

La riforma delle pensioni promessa da Lega e Movimento 5 Stelle avrà avvio già nel 2019; lo ha confermato il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia in un’intervista rilasciata per Sky Tg24.

Una conferma importante che smentisce coloro i quali ritenevano che per approvare la riforma del sistema previdenziale prevista nel contratto di Governo servissero tempi più lunghi. Nella Legge di Bilancio 2019, quindi, bisognerà trovare le risorse necessarie (si parla di 5 miliardi di euro l’anno) per introdurre il sistema a quote annunciato nel contratto, con il quale verrà consentito a tutti i lavoratori di andare in pensione una volta maturati 41 anni di contributi.

Ma questo non è il solo strumento con il quale verrà riformato il sistema previdenziale italiano con l’obiettivo di superare una volta per tutte la Legge Fornero: l’intenzione del Governo, infatti, è di introdurre anche la Quota 100, ovvero uno strumento con il quale ai lavoratori verrà concesso di andare in pensione una volta che la somma dell’anzianità contributiva con l’età anagrafica dà come risultato 100.

Il problema è che per la Quota 100 ci sono ancora molti dubbi che dovranno essere sciolti con la Legge di Bilancio. E non si tratta di dettagli: il Governo, infatti, dovrà stabilire l’età minima per accedere a questo strumento e dovrà decidere se introdurre delle penalizzazioni per i beneficiari.

A tal proposito cominciamo a rilevare i primi malumori da parte dei sindacati; secondo alcuni, infatti, prevedere un’età anagrafica minima per accedere alla Quota 100 equivale a prendere in giro gli italiani.

Nell’attesa di saperne di più, approfondiamo quanto sta succedendo in questi giorni analizzando le ultime dichiarazioni sul tema della riforma delle pensioni.

La riforma delle pensioni in Legge di Bilancio 2019

Come anticipato, è stato il viceministro dell’Economia - Massimo Garavaglia - ad assicurare gli italiani sulla prossimità della riforma delle pensioni. A tal proposito Garavaglia ha confermato che le risorse per gli interventi sulle pensioni utili per rivedere la Legge Fornero saranno stanziate con la Legge di Bilancio 2019.

Il viceministro, però, non sembra essere del tutto favorevole a questa intenzione del Governo, poiché secondo lui sarebbe stato più giusto partire con la Flat Tax (che a questo punto potrebbe slittare al 2020).

Tuttavia nessuna decisione è stata ancora presa poiché - come confermato dallo stesso Garavaglia - il Consiglio dei Ministri non ha ancora parlato di cosa ci sarà nella Legge di Bilancio per il prossimo anno; la sensazione del viceministro del Ministero dell’Economia, però, è che vista la priorità posta nel contratto di Governo la riforma delle pensioni sarà uno dei primi provvedimenti ad essere approvato.

I dubbi sulla Quota 100

Se da una parte non ci sono dubbi sull’estendere la Quota 41 - strumento oggi riservato ai soli lavoratori precoci - a tutti i lavoratori, dall’altra ci sono diversi aspetti da chiarire in merito alla Quota 100.

Questo è lo strumento che permette ad un lavoratore di essere collocato in quiescenza quando la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva dà come risultato 100. Il problema è che per avere abbastanza copertura finanziaria (ricordiamo che la stima fatta dai tecnici del Governo è di 5 miliardi di euro l’anno) bisognerà per forza introdurre dei paletti: ad esempio, è molto probabile che verrà stabilita un’età anagrafica minima per accedere al contributo che dovrebbe essere pari a 64 anni.

In questo modo verrà consentito ai lavoratori di andare in pensione con 3 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia, per la quale dal 1° gennaio 2019 saranno necessari 67 anni d’età. Tuttavia se per la pensione di vecchiaia sono sufficienti 20 anni di contributi, per andare in pensione con la Quota 100 a 64 anni bisognerà aver maturato un’anzianità contributiva di 36 anni.

Un altro aspetto da chiarire è quello che riguarda la penalizzazione sull’importo dell’assegno previdenziale per chi ricorre alla Quota 100. È molto probabile, infatti, che al pari di quanto succede con l’Opzione Donna, anche per chi deciderà di andare in pensione con la Quota 100 l’intero importo dell’assegno verrà calcolato con il sistema contributivo.

Le polemiche dei sindacati

Secondo l’Anief - sindacato appartenente al comparto Istruzione - introdurre la Quota 100 e poi prevedere un’età minima di 64 anni per farvi accesso sarebbe un vero e proprio “imbroglio” del Governo del cambiamento.

Nessuno infatti ha obbligato Lega e M5S a fare determinate promesse; ecco perché dal momento in cui queste sono state fatte sarebbe giusto mantenere l’impegno preso senza introdurre dei paletti anagrafici.

Lega e Movimento 5 Stelle sono stati mesi a garantire che i finanziamenti per la riforma delle pensioni verranno trovati eliminando gli sprechi; ecco - secondo Pacifico, segretario generale dell’Anief - questo è il momento per farlo e per tutelare, finalmente, tutti quei lavoratori danneggiati dalla Legge Fornero.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Pensione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.