Repertorio incentivi del Ministero: come si usa e perché non basta per i bonus assunzioni 2026

Redazione Lavoro

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Il catalogo online del Ministero del Lavoro aiuta a orientarsi, ma non riporta i bonus giovani, donne, ZES e stabilizzazione del 2026. Dove verificarli e cosa controllare prima del 31 dicembre.

Repertorio incentivi del Ministero: come si usa e perché non basta per i bonus assunzioni 2026

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Chi apre oggi il Repertorio degli incentivi all’assunzione del Ministero del Lavoro per capire quanto risparmierebbe assumendo un under 35 rischia di uscirne con un’idea sbagliata. Il guaio è che, al momento della consultazione (2 novembre 2026), non c’è traccia delle misure partite nel 2026, comprese quelle che si chiudono il 31 dicembre.

Per le imprese il calendario è stretto: restano meno di due mesi per assumere, o per trasformare un contratto a termine, con l’esonero totale dei contributi entro un tetto mensile.

Come funziona il Repertorio

La pagina del Ministero lo definisce «il catalogo online di tutti gli incentivi per l’occupazione disponibili a livello nazionale e regionale». L’applicazione vera e propria sta sul Portale politiche attive e parte dalla scelta di un profilo.

L’azienda filtra per comune della sede, tipo di contratto, orario e attività economica. Il cittadino indica età, genere, nazionalità, posizione professionale ed eventuale condizione di svantaggio; l’operatore ha tutti i filtri insieme. Ogni scheda riporta norme di riferimento, importo e durata massimi, contratti ammessi, regole di cumulo ed ente a cui chiedere il beneficio.

Quel «tutti», però, va preso con le pinze. Interrogando il servizio il 2 novembre 2026 le schede sono 17: quattordici nazionali e tre della Regione Campania. La più recente riguarda i beneficiari dell’Assegno di inclusione ed è valida dal 1° gennaio 2024. Le schede su donne e over 50 citano come ultime modifiche la legge di Bilancio 2023, e in elenco compare ancora una scheda del 2010 sui giovani genitori, che non va presa per una misura attiva senza una verifica puntuale.

Così il catalogo pensato per far incontrare imprese e incentivi ignora proprio gli esoneri varati quest’anno con il decreto Lavoro. Per quelli bisogna passare dall’INPS: circolari e Portale delle Agevolazioni.

Gli incentivi 2026 che nel Repertorio non ci sono

Il pacchetto principale viene dal decreto-legge 62/2026, convertito dalla legge 25 giugno 2026, n. 112, di cui trovate i dettagli nel nostro approfondimento sul Decreto Lavoro 2026 e gli incentivi contributivi. Le soglie sono quelle fissate dalle circolari INPS: per giovani, donne e ZES valgono per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, mentre la stabilizzazione ha un calendario a parte.

  • Bonus giovani. Per gli under 35 assunti a tempo indeterminato e privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (12 in alcuni casi), il datore non paga i contributi a suo carico, INAIL escluso, fino a 500 euro al mese. Il tetto sale a 650 euro se la sede di lavoro è in una regione della ZES unica (circolare INPS n. 55/2026).
  • Bonus donne. Vale per lavoratrici di qualsiasi età senza impiego retribuito da almeno 24 mesi o, a certe condizioni, da 12. Il limite è di 650 euro mensili, che diventano 800 se la lavoratrice risiede in una regione della ZES unica (circolare n. 57/2026).
  • Bonus ZES. Riservato ai datori che nel mese di assunzione hanno al massimo 10 dipendenti e assumono, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o Umbria, persone di almeno 35 anni disoccupate da 24 mesi: esonero fino a 650 euro al mese per 24 mesi (circolare n. 56/2026).
  • Stabilizzazione. Qui non si assume, si trasforma: il contratto a termine di un under 35 mai assunto a tempo indeterminato, iniziato entro il 30 aprile 2026 e di durata non superiore a 12 mesi, deve diventare stabile, senza interruzioni, tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. In cambio, fino a 500 euro al mese per 24 mesi, con il modulo ESTA (circolare n. 72/2026).

Per giovani e donne la durata piena è di 24 mesi. Le circolari aprono anche a una platea più larga di svantaggiati, per esempio chi è senza impiego regolarmente retribuito da sei mesi, ma in quel caso lo sgravio dura 12 mesi.

C’è poi una misura che non viene dal decreto Lavoro: l’esonero della legge di Bilancio 2026 per chi assume madri di almeno tre figli minorenni, senza impiego da almeno sei mesi. Copre il 100% dei contributi datoriali fino a 8.000 euro l’anno, per 24 mesi se il contratto è a tempo indeterminato e 12 se è a termine, e si chiede con il modulo ELM3, come spiega il comunicato INPS del 31 luglio.

Cosa verificare prima di firmare il contratto

La domanda si fa solo online, nel Portale delle Agevolazioni dell’INPS, dove i moduli per giovani, donne e ZES sono disponibili da giugno. Si può inviare anche prima dell’assunzione: l’Istituto calcola il beneficio, accantona le risorse e, con una comunicazione via PEC (o e-mail) e una notifica in MyINPS, concede al datore 10 giorni perentori per instaurare il rapporto e trasmettere l’Unilav, la comunicazione obbligatoria di assunzione. Se il termine salta, la somma prenotata si perde, anche se l’istanza si può ripresentare.

Poi ci sono le condizioni sostanziali, che le circolari sul decreto Lavoro ripetono quasi identiche. Serve un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti, calcolato sull’intera organizzazione del datore. Nei sei mesi prima non devono esserci stati licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (GMO) o collettivi nella stessa unità produttiva; nei sei mesi dopo, licenziare per GMO il lavoratore agevolato, o un collega con la stessa qualifica nella stessa unità, costa la revoca dell’esonero e la restituzione di quanto fruito. Si aggiungono DURC regolare, rispetto dei contratti collettivi e un trattamento economico non inferiore a quello complessivo dei CCNL più rappresentativi, come chiede l’articolo 7 del decreto.

Il vero collo di bottiglia sono i soldi. Ogni misura ha un tetto di spesa (per il bonus giovani 109,7 milioni di euro nel 2026) e l’INPS accoglie le domande solo se c’è capienza per l’intero periodo agevolato: ridursi all’ultima settimana di dicembre è un azzardo. Quanto al cumulo, gli esoneri del decreto Lavoro di regola non si sommano ad altri sgravi contributivi sullo stesso lavoratore, salvo le eccezioni elencate dalle circolari, mentre restano compatibili con la maggiorazione del costo deducibile introdotta dalla legge di Bilancio 2025.

E dal 2027?

Per ora ci sono solo annunci. Il comunicato del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2026 sul disegno di legge di Bilancio 2027 parla di «proroga al 31 dicembre 2027 degli esoneri contributivi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato di donne, giovani e lavoratori nelle Zone economiche speciali». Per il periodo d’imposta 2027 la maggiorazione del costo deducibile per le nuove assunzioni salirebbe all’80% per le lavoratrici madri e al 40% per gli under 36. Il testo deve ancora passare dal Parlamento e requisiti e importi potrebbero cambiare: ne abbiamo scritto nell’articolo su assunzioni 2027 e maxi-deduzione.

Chi pensa di assumere a gennaio farebbe bene a non contare sulle regole di oggi. Il Repertorio serve ancora per gli incentivi strutturali che riporta (under 30 della legge 205/2017, over 50 disoccupati da oltre un anno, Assegno di inclusione), meglio se incrociato con le istruzioni INPS più recenti. Per le misure nate nel 2026 la bussola resta un’altra: circolare alla mano e un occhio alle risorse rimaste prima della firma.

DISCLAIMER
Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza legale o previdenziale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente del lavoro, a un patronato o agli uffici INPS/INAIL competenti. Normative, importi e requisiti possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e l’eventuale aggiornamento della materia.

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