La manovra 2027 rafforza il «più assumi meno paghi», cioè la deduzione maggiorata del costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato. Ecco chi può usarla, quali requisiti servono, come si calcola e quanto vale per un’impresa che assume un giovane o una madre.
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Assumere un giovane o una madre costerà meno alle imprese nel 2027. La legge di Bilancio 2027, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, alza infatti le percentuali della maxi-deduzione del costo del lavoro, l’incentivo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riassunto con lo slogan «più assumi meno paghi» e che permette a imprese e professionisti di dedurre dal reddito più di quanto spendono per i nuovi dipendenti.
Il testo del disegno di legge non è ancora disponibile, ma le regole attuali della maxi-deduzione sono già definite nel dettaglio e in conferenza stampa il governo ha indicato con precisione le nuove percentuali. Ecco come funziona oggi l’agevolazione, cosa cambia dal 2027 e quanto vale per chi assume.
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Cos’è la maxi-deduzione del costo del lavoro
La maxi-deduzione è stata introdotta dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 216 del 2023, uno dei provvedimenti attuativi della riforma fiscale, e permette alle imprese e ai professionisti che aumentano l’occupazione di dedurre dal reddito il costo dei nuovi dipendenti a tempo indeterminato non al 100%, come accade normalmente, ma con una maggiorazione del 20%, quindi al 120%. La maggiorazione sale al 30%, cioè al 130%, quando il nuovo assunto appartiene a categorie di lavoratori considerati svantaggiati.
L’agevolazione, nata per il periodo d’imposta 2024, è stata prorogata dalla legge di Bilancio 2025, con l’articolo 1, commi 399 e 400, della legge n. 207 del 2024, ai periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027. La maxi-deduzione esisterebbe quindi anche nel 2027 senza la nuova manovra, che interviene sulla misura delle maggiorazioni.
Cosa cambia nel 2027 con la manovra
Secondo il comunicato del Consiglio dei ministri, per le assunzioni del periodo d’imposta 2027 aumenta la quota di costo del lavoro riconosciuta in deduzione. In particolare, il coefficiente «sale all’80% per le lavoratrici madri e al 40% per i giovani di età inferiore a 36 anni». Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo lo ha tradotto in conferenza stampa nelle percentuali complessive. La deduzione arriva al 140% per i giovani e al 180% per le lavoratrici madri, mentre Meloni ha confermato il 120% come regola generale.
| Lavoratore assunto | Maggiorazione | Deduzione complessiva |
|---|---|---|
| Regola generale | 20% | 120% |
| Categorie svantaggiate (regole attuali) | 30% | 130% |
| Giovani under 36 (dal 2027) | 40% | 140% |
| Lavoratrici madri (dal 2027) | 80% | 180% |
Elaborazione di Money.it
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Il governo non ha ancora spiegato quali lavoratrici rientrino nella definizione di madri, per esempio con quanti figli e di quale età. Non chiarisce neppure se la maggiorazione del 30% per le altre categorie svantaggiate resti invariata, né come si combinino le diverse percentuali quando un lavoratore rientra in più categorie.
Chi può usare la maxi-deduzione del costo del lavoro e chi è escluso
La maxi-deduzione spetta ai titolari di reddito d’impresa, dalle società di capitali alle imprese individuali e alle società di persone, e agli esercenti arti e professioni. Gli enti non commerciali possono usarla solo per i lavoratori impiegati nell’attività commerciale. L’impresa o lo studio deve avere esercitato l’attività nei 365 giorni precedenti l’inizio del periodo d’imposta, quindi chi ha appena aperto non può accedervi.
Sono esclusi i contribuenti in regime forfettario, che non determinano il reddito in modo analitico. Restano fuori anche le imprese in liquidazione ordinaria, in liquidazione giudiziale o sottoposte ad altre procedure di natura liquidatoria, dall’inizio della procedura.
I requisiti
La maggiorazione non premia una singola assunzione ma l’aumento effettivo dei posti di lavoro, verificato con due controlli che vanno superati entrambi:
- alla fine del periodo d’imposta, il numero di dipendenti a tempo indeterminato deve essere superiore alla media del periodo precedente;
- l’organico complessivo, compresi i dipendenti a termine, a fine anno deve anch’esso superare la media dell’anno prima.
Il confronto avviene su base mobile, quindi per le assunzioni del 2027 il riferimento sarà il 2026. Secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, i pensionamenti e le altre cessazioni contano come riduzioni dell’organico, mentre l’apprendistato è considerato un contratto a tempo indeterminato. Una semplice trasformazione di un contratto a termine in uno a tempo indeterminato, senza nuovi ingressi, non basta, perché l’organico complessivo non cresce.
Come si calcola la maxi-deduzione del costo del lavoro?
La maggiorazione si applica prendendo il valore più basso tra due grandezze:
- il costo dei nuovi assunti a tempo indeterminato, così come risulta dal conto economico;
- l’incremento del costo complessivo del personale rispetto all’anno precedente.
Su quell’importo si calcola la percentuale aggiuntiva, che riduce il reddito imponibile e quindi le imposte.
Facciamo un esempio. Una srl che paga l’Ires ordinaria al 24% assume nel corso dell’anno un nuovo dipendente con un costo di 35.000 euro, e il suo costo complessivo del personale cresce della stessa cifra. Con la maggiorazione ordinaria del 20% può dedurre 7.000 euro in più e risparmia 1.680 euro di Ires. Se il nuovo assunto è un giovane under 36, con la maggiorazione del 40% prevista dalla manovra la deduzione aggiuntiva sale a 14.000 euro e il risparmio a 3.360 euro. Se è una lavoratrice madre, con l’80% si arriva a 28.000 euro dedotti in più e a 6.720 euro di Ires risparmiata.
| Assunzione da 35.000 euro | Deduzione aggiuntiva | Ires risparmiata (24%) |
|---|---|---|
| Regola generale, 20% | 7.000 euro | 1.680 euro |
| Categorie svantaggiate, 30% | 10.500 euro | 2.520 euro |
| Giovane under 36, 40% | 14.000 euro | 3.360 euro |
| Lavoratrice madre, 80% | 28.000 euro | 6.720 euro |
Elaborazione di Money.it
Se invece l’incremento del costo complessivo fosse inferiore al costo del nuovo assunto, per esempio perché nel frattempo un altro dipendente è andato in pensione, la maggiorazione si calcolerebbe sull’importo più basso. In quel caso, però, bisognerebbe prima verificare di aver superato il doppio test sull’occupazione.
Quando si ottiene il beneficio
Non serve presentare domande, la maggiorazione si applica direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno delle assunzioni, come variazione in diminuzione del reddito. Secondo la circolare dell’Agenzia delle Entrate, la maggiorazione non va considerata nel calcolo degli acconti, che si determinano come se l’agevolazione non ci fosse. Per le assunzioni del 2027 il risparmio arriverà quindi con la dichiarazione presentata nel 2028.
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1Ma non si rischia di incentivare solo contratti precari? E per noi che siamo già nel sistema, che ne sarà?