Quanti pannelli fotovoltaici servono per produrre la stessa energia di una centrale nucleare?

Ilena D’Errico

7commenti

Il fotovoltaico potrebbe davvero eguagliare la capacità del nucleare? Ecco quanti pannelli fotovoltaici servono per produrre la stessa energia di una centrale nucleare, con un confronto tra le fonti.

Quanti pannelli fotovoltaici servono per produrre la stessa energia di una centrale nucleare?

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Non è semplice paragonare la produzione di energia di una centrale nucleare a quella dei pannelli fotovoltaici, o meglio di una centrale solare fotovoltaica per un confronto quanto più equo possibile. Funzionamento e capacità completamente differenti si uniscono a numerose variabili in gioco che impediscono di ricavare un rapporto costante tra l’energia prodotta, ma avere dei parametri di riferimento è molto importante in questo momento storico.

Tra le sfide per un’energia più sostenibile, le difficoltà della transizione ecologica e il dibattito sempre acceso sul nucleare, avere un’idea della convenienza pratica delle diverse fonti di produzione dell’energia è fondamentale per prepararsi al meglio. Ovviamente per valutare le due fonti di energia bisogna tenere conto di molti aspetti e non soltanto della mera capacità produttiva, una sfida che è impari fin dalla partenza.

La reazione nucleare è inevitabilmente superiore da questo punto di vista, ma cerchiamo di comprendere di quanto precisamente e quali sono gli altri elementi da prendere in considerazione. Con un fabbisogno energetico sempre maggiore e l’urgenza di invertire la rotta in favore dell’energia sostenibile è indispensabile conoscere con precisione vantaggi e svantaggi delle varie fonti. Una buona fetta di persone è fortemente contraria al nucleare, ma potrebbe davvero essere sostituito dal fotovoltaico?

Quanti pannelli fotovoltaici per produrre la stessa energia di una centrale nucleare

Per confrontare la produzione energetica di una centrale nucleare e di un impianto fotovoltaico bisogna innanzitutto scegliere dei parametri medi di riferimento, considerando che la centrale nucleare può avere un diverso numero di reattori (con differenti potenze), così come le centrali fotovoltaiche hanno differenti grandezze e tipologie di moduli solari.

Al momento, la fonte primaria delle centrali elettro-termonucleari è l’Uranio, precisamente l’isotopo U-235. Basti sapere in proposito che la fissione di un grammo di U-235 produce 68 MJ di energia termica. Per arrivare allo stesso risultato, una centrale termoelettrica a carbone dovrebbe utilizzare 2.800 kg di combustibile.

Non perdiamo però di vista il nostro confronto con il fotovoltaico, con riferimento all’energia elettrica. A questo proposito bisogna tenere conto dell’effettiva produzione di energia e non soltanto della potenza, che da sola non offre un parametro adeguato di confronto. La potenza elettrica di un reattore nucleare va circa da 40 MW a 1.000 MW 1 GW, ma non mancano impianti che superano abbondantemente quest’ultimo valore. Gli APR coreani hanno una potenza elettrica di 1.400 MW, mentre gli EPR francesi arrivano anche a 1.750 MW.

Gli impianti di media potenza, che l’Italia stessa aveva programmato alla fine degli anni ‘80, consideravano reattori da 850/900 MW. Tenendo conto del progresso tecnologico, si può quindi tranquillamente considerare per il nostro paragone un reattore da 1.000 MW. Il reattore nucleare funziona in modo costante e senza interruzioni alla sua potenza massima, ma volendo considerare qualche pausa dovuta a lavori di manutenzione e similari possiamo indicare un funzionamento annuale di 8.000 ore (anche se nella maggior parte dei casi sono di più).

Arriviamo così a una produzione annua di almeno 8.000.000 MWh per un singolo reattore nucleare. Le centrali ne contengono un numero variabile, di norma almeno 2, anche se tutto appare destinato a cambiare con la rinnovata attenzione verso i mini-reattori. Tenendo conto che la maggior parte dei reattori oggi attivi non è tra i più avanzati, escludendo gli impianti più potenti del mondo (ai primi posti Bruce e Zaporižžja, con potenza nominale rispettivamente di 6.232 e 6.000 MW), è utile fermare il paragone all’utilizzo di un solo reattore.

Anche perché i pannelli fotovoltaici non producono energia in modo costante, né come funzionamento annuale, né come produzione fissa durante la giornata. Per questa ragione, nella valutazione delle centrali solari fotovoltaiche si prende in considerazione il picco produttivo, che i moduli solari possono eguagliare soltanto poche ore al giorno. La cosiddetta potenza di picco, tuttavia, non offre un confronto idoneo con quella costante delle centrali nucleari.

Anche in questo caso, inoltre, ci sono ulteriori variabili da prendere in considerazione, tra cui le dimensioni dei moduli, l’inclinazione, l’irraggiamento solare e la latitudine. Usando le stime medie, però, sappiamo che un pannello solare da 500 W produce tra 2 e 4 KWh di energia elettrica ogni giorno (quindi già al netto delle ore di non produttività), corrispondenti a un intervallo tra 730 e 1.460 KWh ogni anno.
Una media di 1.095 KWh, contro 8 milioni di MWh di un solo reattore nucleare di media potenza. Per arrivare a questa produzione, ovvero di 8.000.000.000 KWh operando le opportune equivalenze, scopriamo che per eguagliare il risultato servirebbero almeno 7.305.936 pannelli fotovoltaici da 500 W.

Proprio come premesso, la capacità produttiva di una centrale nucleare (dove peraltro c’è più di un reattore, spesso con potenza superiore a 1 GW) è senza eguali. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, il nucleare appare come una scelta particolarmente allettante, anche se non mancano le preoccupazioni relative alla gestione delle scorie radioattive e agli importanti investimenti iniziali richiesti.

Guardando ai vari paesi che fanno largo uso del nucleare e ai programmi internazionali sulla transizione energetica appare ulteriormente evidente che le fonti di energia, nucleare e solare, non debbano essere considerate come sostitutive, bensì in un’ottica di ottimizzazione dei vantaggi dell’una e dell’altra. L’apertura sulla fusione nucleare, tuttavia, potrebbe cambiare tutti i paradigmi con la sua estrema capacità, ma siamo ancora lontani da questo spiraglio.

Commenti

7

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Ogni tecnica di produzione di energia ha i suoi pro e i suoi contro e quindi non bisognerebbe rifiutare a priori, come purtroppo spesso succede, l’una o l’altra tecnica. Il sole ci invia costantemente 170.000 Tw, una potenza enorme che però è molto diluita. Il problema è che, mentre è del tutto gratuita e rinnovabile la materia prima (radiazione, vento, acqua, etc), per niente gratuiti e rinnovabili sono tutti i materiali che servono a trasformare tale potenza in energia fruibile. Anzi l’impatto ambientale dell’estrazione, della lavorazione e dell’eventuale recupero di tutti quei materiali è tutt’altro che trascurabile.
Vediamo alcuni numeri (da prendere come ordini di grandezza) escludendo i combustibili fossili:
Materie prime consumate per l’installazione degli impianti (in parte recuperabili col riciclo):
Fotovoltaico: circa 15.000 tonn/Tw installato;
Eolico: 10.000 tonn/Tw installato;
Geotermico: 5.000 tonn/Tw installato;
Nucleare: 1.000 tonn/Tw installato.

Come si vede le energie da fonti rinnovabili sono molto esigenti, le più esigenti, dal punto di vista delle materie prime (rame, zinco, cobalto, litio, terre rare, etc), e conseguente ne è l’impatto ambientale.

Suolo occupato (compreso quello utilizzato per l’estrazione delle materie prime):
Fotovoltaico da tetto: circa 12 mq/Mwh prodotto;
Fotovoltaico a pieno campo: circa 22 mq/Mwh prodotto
Nucleare: circa 1 mq/Mwh prodotto.
Come si vede anche qui non c’è storia.
Nella revisione dell’articolo è stato ben evidenziato come energie da fonti rinnovabili ed energia nucleare vadano considerate complementari e non alternative ed è proprio da una giusta combinazione delle due che può arrivare il mix energetico più efficiente e a minor impatto ambientale e sulla salute pubblica.
Nicolò Rozzanigo – Tezze sul Brenta

Tranne quando finisce l"uranio, o manca l’acqua come in Francia quest’estate!

Tranne quando finisce l"uranio, o manca l’acqua come in Francia quest’estate!

Vedo che i dati sono stati corretti.
Dunque per eguagliare la produzione di un reattore nucleare, il cui combustibile , altamente radioattivo e non disponibile in Italia ( bisogna acquistarlo all’estero, ora non più dalla Russia ) , sarebbe sufficiente ricoprire di pannelli fotovoltaici una superficie di 12 milioni di mq, ovvero un rettangolo dai lati di 3x4 kilometri .
Quale superficie occupa una centrale nucleare ? E a quale distanza bisognerebbe stare per avere un poco di tranquillità in caso di incidente ?
Chi di noi sarebbe felice di abitare a 2 km dal reattore ? Alzi la mano e mi risponda.
È stato calcolato che nel solo Veneto esistono 15.000 capannoni i cui tetti sono ricopribili da pannelli.
Supponendo una superficie media di 1.000 mq cadauno si sta parlando di una superficie di 15 milioni di mq, ovvero superiore ad un reattore, senza alcun impatto ambientale.

Buona sera.
Scrivo per segnalare una serie di errori e imprecisioni contenute nell’articolo di cui all’oggetto.
Innanzitutto, si parla di una centrale nucleare ma in realtà ci si riferisce ad un solo reattore, presumibilmente da 1 Gw, cioè da 1000 Mw, cioè da 1.000.000 Kw.
Ora, poichè si fa riferimento ad un pannello da 320 w (cioè 0,32 Kw) un semplice rapporto indica che il numero di pannelli necessari a eguagliare, in potenza, un reattore da 1 Gw è di 3.125.000 (tre milioni centoventicinquemila) e non 3125.
Ma l’errore più importante riguarda il fatto che riferirsi alla potenza (misurata in kw) è cosa diversa che riferirsi all’energia prodotta (misurata in kwh). Alla mie latitudini (abito in Veneto) ogni kw nucleare produce circa 7 volte l’energia di un kw solare (fattore di capacità 80-90 contro gli 11-12) e quindi quel numero di pannelli va moltiplicato per 7 e arriviamo a circa 22.000.000 (ventidue milioni) di pannelli da 320 w.
Inoltre una centrale nucleare ha normalmente da 2 a 4 reattori (facciamo 3) e quindi dobbiamo moltiplicare l’ultimo dato ancora per 3 arrivando a 66.000.000 (sessantasei milioni) di pannelli da 320 watt.
Per concludere, una centrale nucleare di medie dimensioni (3 Gw) produce all’anno, e con continuità per un tempo che va dai 60 agli 80 anni, la stessa quantità di energia che producono all’anno e in modo discontinuo 66.000.000 (sessantasei milioni) di pannelli solari per un tempo di 25-30 anni.
Direi che un articolo di correzione, dopo aver controllato anche i miei numeri, sia necessario.

Alessandro Bizzotto - Cittadella

Concordo. Quel numero di pannelli equivale a 1gwh, che sarebbe la capacità di un singolo reattore nucleare. Non si considera però che quella è la potenza di picco che viene mantenuta per un piccolo imtervallo di tempo e quando c’è molto sole. Invece il reattore nucleare può sostenere quella potenza h24

3.125 pannelli solari da 320 watt per eguagliare la produzione di una centrale nucleare ? Ma siete sicuri ? Forse sono un po’ di più !!!!

Cerca la tua Azienda su