Si può andare a sciare quest’anno? Piste da sci chiuse in Italia e (forse) in Europa

Gli impianti sciistici potranno aprire per la nuova stagione? Niente sci per tutto il 2020, ma i Paesi con noi confinanti potrebbero riaprire gli impianti. Ecco la proposta delle Regioni per salvare la stagione.

Si può andare a sciare quest'anno? Piste da sci chiuse in Italia e (forse) in Europa

Niente settimana bianca o una giornata sugli sci nel 2020: almeno fino a gennaio in Italia non si potrà andare sulla neve poiché gli impianti sciistici restano chiusi.

Le Regioni che beneficiano dell’indotto del turismo invernale sperano che nel 2021 il Governo possa concedere il via libera autorizzando le linee guida regionali per una riapertura delle piste da sci in sicurezza. Nell’attesa, però, è stato chiesto al Governo di adottare una misura che permetta di bloccare gli spostamenti verso i Paesi confinanti con l’Italia dove le stagione invernale potrebbe aprire regolarmente.

Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, sembra stia fallendo il piano di Giuseppe Conte, appoggiato dalla Merkel, di bloccare l’avvio della stagione invernale su tutto il territorio dell’Unione Europea.

Non si può sciare fino per tutto il 2020: le Regioni chiedono il blocco delle frontiere

Quelle Regioni dove lo sci è una risorsa non indifferente, visto il turismo invernale che ne deriva, dopo aver provato invano a chiedere al Governo di permettere una ripresa, seppur parziale, delle attività, adesso hanno fatto appello al Presidente del Consiglio affinché questo acconsenta alla chiusura delle frontiere per evitare gli spostamenti verso quei Paesi dove la stagione invernale potrebbe partire regolarmente.

Con il prossimo DPCM il Governo estenderà, almeno fino ai primi di gennaio 2021, la norma che chiude le piste da sci. A tal proposito, i presidenti delle Regioni hanno chiesto di prevedere anche una chiusura delle frontiere per evitare la concorrenza degli Stati europei che a differenza di noi potrebbero permettere le vacanze sulla neve.

D’altronde, in queste ore sembra traballare il patto “no sky auspicato da Giuseppe Conte. Nonostante l’appello da parte di Angela Merkel, infatti, sembra che l’Austria abbia comunque intenzione di riaprire le piste da sci. E in tal caso l’intero piano comune rischia di saltare, con la decisione di riaprire le piste da sci che spetterebbe ai Governi nazionali.

Allora sì che l’Italia dovrebbe difendersi chiudendo, come richiesto dalle Regioni, le frontiere.

In Italia le piste da sci non riaprono sicuramente nel 2020

Al momento di certo c’è che l’Italia non riaprirà le piste di sci, almeno per tutto il 2020. Giuseppe Conte ad Otto e Mezzo su La7 ha spento ogni possibilità riguardo alle vacanze invernali sulla neve. Il Presidente del Consiglio ha spiegato che al momento “non possiamo permettercelo”.

Anche se “gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali sono fondamentali per la nostra economia”, ha dichiarato Giuseppe Conte, “questi potranno ripartire solo quando l’epidemia si sarà raffreddata”. Il Premier ha previsto un possibile allentamento delle restrizioni nel giro di “un mese, o un mese e mezzo”, e nel frattempo, come anticipato, sta ragionando con Francia e Germania riguardo alla possibilità di bloccare l’inizio della stagione invernale in tutta Europa.

Piano che, come anticipato, potrebbe fallire a causa della decisione dell’Austria di riaprire comunque gli impianti sciistici.

Possono riaprire le piste da sci? Ecco la proposta delle Regioni

Non siamo nella condizione di concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Per gli impianti da sci “il protocollo è un conto”; ma dobbiamo stare attenti ad autorizzare le vacanze altrimenti rischiamo di trovarci di fronte ad una “nave incontrollabile”.

Nel 2021, una volta che la pandemia potrebbe essere sotto controllo, se ne riparlerà. A tal proposito, le Regioni hanno pensato ad un piano articolato per permettere la partenza della stagione sciistica una volta che otterranno l’autorizzazione da parte del Governo, ma senza mettere a rischio la salute delle persone.

Nel dettaglio, nel documento denominato “Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali” si leggono le seguenti regole:

  • imposizione di un numero massimo di presenze giornaliere. Non si potranno vendere, quindi, skipass oltre il tetto massimo individuato a seconda della capienza dell’impianto;
  • nelle aree gialle non ci sono poi particolari limitazioni se non quelle solite, come indossare le mascherine e mantenere le distanze. Nelle aree arancioni, inoltre, gli impianti resteranno attivi ma con una riduzione della portata: alla capienza massima individuata in base alla grandezza della struttura (comprensiva delle varie aree), infatti, si aggiunge un’ulteriore riduzione. Gli impianti, infatti, resteranno attivi con riduzione di portata pari al 50%;
  • è prevista una deroga in caso di temporali. In tal caso, per evitare che gli sciatori si possano accalcare presso le stazioni a monte, verrà consentito il pieno carico per la discesa a valle.

Questo il piano, per il quale però non mancano i dubbi. Ad esempio, resta da capire, considerando gli alti costi di gestione, come faranno a guadagnare gli impianti delle zone arancioni qualora questi potranno lavorare solamente in misura parziale. In ogni caso se ne discuterà e si proverà a salvare la stagione, ma solo qualora ci si renda conto che ciò non andrà a compromettere la situazione sanitaria provocando una risalita dei contagi.

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