Ponte Morandi: ecco il decreto urgenze per Genova

Nel provvedimento sono contenute misure per gli sfollati e le imprese e investimenti sulla sicurezza delle infrastrutture, ma manca il nome del Commissario straordinario e dell’azienda che ricostruirà il viadotto crollato.

Ponte Morandi: ecco il decreto urgenze per Genova

Chi ricostruirà il Ponte Morandi a Genova e chi sarà il Commissario straordinario che avrà il compito di seguire la ricostruzione? Domande che ad oggi non trovano risposta, neanche nell’atteso decreto “urgenze varato ieri dal Consiglio dei Ministri.

Il provvedimento, che contiene disposizioni urgenti per affrontare l’emergenza nel capoluogo ligure a seguito del crollo del 14 agosto scorso, non dà indicazioni in tal senso.

Intanto, oggi, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è atteso a Genova per ricordare le vittime, a un mese esatto dalla terribile tragedia costata la vita a 43 persone.

Chi ricostruirà il Ponte?

Il Governo, in più occasioni, è stato chiaro e diversi esponenti dell’esecutivo hanno ripetutamente annunciato che il Ponte Morandi non sarà ricostruito da chi ha contribuito a farlo crollare.

L’idea è quella di affidare i lavori ad un’azienda di Stato, come la Fincantieri, e reperire le risorse dai privati, in questo casoda Autostrade per l’Italia, che ha in concessione il tratto autostradale coinvolto nel crollo.

Nel decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, però, non viene indicato chi realmente eseguire l’attività di ricostruzione, così come manca la nomina del Commissario, solo formalmente istituito attraverso il provvedimento.

“Ci sarà un commissario straordinario ad hoc che avrà ampi poteri di procedere e di disporre, e consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine. Il nome non c’è. Ci riserviamo di farlo in futuro, sarà indicato con un decreto del Presidente del Consiglio”

ha spiegato Conte.

Le altre misure adottate per Genova: imprese e sfollati

Al centro del decreto licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri, ci sono anche misure a sostegno degli sfollati e per chi, in seguito alla tragedia, ha subito danni materiali.

Un contributo è previsto anche per le imprese al fine di mitigare i “pregiudizi sofferti, impregiudicati i diritti risarcitori nei confronti degli eventuali responsabili”.

Per aiutare la ripresa dell’economia, gravemente colpita dal crollo del principale collegamento della città e di passaggio delle merci, il governo introduce delle misure di facilitazione fiscale sia per la imprese locali che per il ripristino dei traffici portuali.

In particolare è prevista “l’istituzione di una zona franca urbana e di una zona logistica semplificata per il porto e il retroporto, nonché misure immediate per favorire la viabilità e i collegamenti in entrata e in uscita da Genova, implementando il trasporto pubblico locale”.

Investimenti in sicurezza

Altra novità contenuta nel decreto riguarda gli investimenti sulla sicurezza delle infrastrutture.

A tal proposito, il decreto introduce l’istituzione di una Agenzia di Vigilanza per la sicurezza di strade, autostrade e ferrovie e nuovi obblighi per il monitoraggio costante delle infrastrutture del Paese, che saranno tenute costantemente sotto controllo grazie all’applicazione di sensori altamente innovativi e i cui dati confluiranno in una banca dati delle opere pubbliche.

Per mettere a punto il progetto, servirà un ampliamento dell’organico attualmente a disposizione e per questo si procederà all’assunzione di 250 ingegneri: saranno loro a vigilare sulle infrastrutture più a rischio.

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