Perché le azioni Stellantis frenano oggi dopo il rally del 15% di ieri

Ufficio Studi Money.it

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Il titolo cede oltre il 2% dopo il balzo di oltre il 15% messo a segno ieri sui conti del terzo trimestre: ricavi, margini, perdita netta e le reazioni ancora caute degli analisti.

Perché le azioni Stellantis frenano oggi dopo il rally del 15% di ieri

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Dopo il rally storico di ieri, Stellantis torna a scendere. Nella tarda mattinata del 29 ottobre 2026 il titolo tratta a 4,176 euro, in calo del -2,44% rispetto alla chiusura precedente, con un minimo intraday a 4,11 e un massimo a 4,2125 euro. Il FTSE MIB, nello stesso momento, cede appena lo 0,15%: anche in questo caso il movimento è legato al titolo, non al mercato nel suo complesso.

Il contesto è quello di un classico ritracciamento dopo un rialzo eccezionale: ieri, 28 ottobre, Stellantis aveva chiuso a 4,28 euro, con un balzo del +15,36% innescato dalla pubblicazione dei conti del terzo trimestre 2026, uno dei maggiori guadagni giornalieri degli ultimi anni per il titolo.

I conti che hanno acceso il rally

Secondo il comunicato ufficiale di Stellantis del 28 ottobre 2026, i ricavi netti del terzo trimestre sono stati 37,6 miliardi di euro, in crescita dell’1% su base annua, sopra la forchetta di attese che circolava sul mercato. La crescita è arrivata da Europa allargata e Sud America (+3% entrambe), mentre Nord America (-3%), Medio Oriente e Africa (-19%) e Asia-Pacifico (-7%) hanno pesato in negativo.

L’utile operativo rettificato si è fermato a 0,3 miliardi di euro, con un margine dello 0,7%, in miglioramento di 50 punti base sull’anno precedente: tutte le aree geografiche hanno margini positivi, tranne l’Europa allargata. La perdita netta è stata di 0,5 miliardi di euro, in calo del 90% rispetto al trimestre dello scorso anno, quando pesavano voci straordinarie molto più ampie. Il flusso di cassa industriale resta negativo per 4 miliardi di euro, comunque in miglioramento di 300 milioni sull’anno prima, mentre la liquidità industriale disponibile si attesta a 42,7 miliardi di euro, pari al 26% dei ricavi degli ultimi dodici mesi, dentro il range obiettivo indicato dall’azienda (25-30%).

Stellantis ha confermato la guidance per l’intero 2026 e si attende un flusso di cassa industriale «eccellente e positivo» già nel 2027. Per quest’anno il gruppo stima un costo netto dei dazi USA di circa 1 miliardo di euro (0,6 miliardi già sostenuti nei primi nove mesi) e capex più spese di ricerca e sviluppo al 6,5% dei ricavi netti; nel quarto trimestre sono attese ulteriori pressioni sui costi legate a chip di memoria e richiami, mentre i risparmi del piano di efficienza dovrebbero raddoppiare rispetto al terzo trimestre.

L’amministratore delegato Antonio Filosa ha parlato di «ulteriori progressi nella prima fase di esecuzione del piano FaSTLAne 2030» e ha detto che l’azienda è sulla buona strada per realizzare entro fine anno almeno il 40% dei 6 miliardi di euro di efficienze annue previste dal piano.

Perché oggi il titolo frena

Le reazioni degli analisti raccolte ieri da Money.it restano caute più che entusiaste: Equita conferma «hold» con target a 5,50 euro, J.P. Morgan resta a «hold» con target a 6 euro pur definendo «significativo» l’assorbimento di cassa da 4 miliardi, mentre HSBC mantiene il giudizio più severo («reduce», target 3,30 euro). Il nostro approfondimento di ieri su Stellantis vola a Piazza Affari dopo i conti del terzo trimestre: cosa dicono gli analisti ricostruisce nel dettaglio il quadro completo delle valutazioni, ancora in gran parte di «mantenere» piuttosto che di acquisto convinto.

Non è un caso che oggi arrivi una pausa: dopo un balzo di oltre il 15% in una sola seduta il titolo aveva raggiunto condizioni di ipercomprato molto marcate, con lo stocastico sopra 95 e un prezzo che era arrivato a superare anche la banda di Bollinger superiore. In questi casi una parte delle prese di profitto nelle sedute successive è un comportamento tecnico ricorrente, soprattutto quando - come ricordava anche il nostro pezzo del 26 ottobre su perché le azioni Stellantis salivano in Borsa prima ancora dei conti - parte del movimento recente era già legata a coperture tecniche più che a un cambio radicale della view di lungo periodo sul titolo.

Il quadro tecnico

Con la seduta di oggi il prezzo torna sotto la media mobile a 20 sedute (3,90 euro alla chiusura di ieri) e soprattutto sotto quella a 50 sedute (4,22 euro), un livello che ieri era stato riconquistato proprio grazie al rally. Restano più lontane, e quindi meno significative nell’immediato, la media a 100 sedute (4,65 euro) e quella a 200 sedute (5,67 euro): il trend di fondo, calcolato sulla regressione a 60 sedute, resta negativo con una pendenza del -0,43% al giorno. I supporti più vicini indicati per la seduta di ieri erano a 3,94 e 3,59 euro, livelli che il titolo non ha ancora toccato nemmeno con il calo di oggi; le resistenze restano a 4,47 e 4,66 euro.

Il titolo resta comunque a oltre il 10% dal minimo decennale toccato nelle scorse settimane, e il quarto trimestre - con le incognite su chip di memoria, richiami e il proseguimento del piano di efficienza - sarà probabilmente il vero banco di prova per capire se il rimbalzo di ieri segna un cambio di fase o resta un episodio isolato in un anno comunque molto difficile per il titolo, come raccontavamo già a inizio ottobre parlando della sottovalutazione relativa di Stellantis, Campari e Amplifon rispetto al resto di Piazza Affari.

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