Perché lo spread BTP-Bund sta spaventando di nuovo

Perché lo spread BTP-Bund è tornato a spaventare il mercato?

Perché lo spread BTP-Bund sta spaventando di nuovo

Anche oggi lo spread BTP-Bund è finito inevitabilmente sotto i riflettori viste le oscillazioni delle ultime giornate.

Soltanto ieri, giovedì 14 novembre, il differenziale di rendimento fra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni si è riportato sui livelli di fine agosto, ben oltre i 170 punti base.

Ma cosa sta determinando la risalita dello spread BTP-Bund, tornato a spaventare i mercati e l’Italia intera? Le motivazioni, secondo gli esperti, potrebbero essere diverse.

Spread BTP-Bund oggi: occhi sul Governo

Nel momento in cui l’esecutivo gialloverde è crollato lo spread BTP-Bund ha imboccato la via del ribasso visto che l’allontanamento della Lega e la formazione della coalizione PD-M5S sono stati visti positivamente dai mercati.

Il differenziale si è persino riportato intorno ai 131 punti base e ha continuato a scambiare intorno ai 140 fino alla fine di ottobre.

Da quel momento in poi le difficoltà interne al Governo sono diventate sempre più evidenti. Si pensi soltanto al caso Ilva, esploso dopo che ArcelorMittal ha comunicato la sua intenzione di ritirarsi.

Lo spread BTP-Bund ha ripreso la via del rialzo e all’inizio di novembre si è riportato sopra i 150 punti base. A sostenere il differenziale però, potrebbero essere stati anche altri elementi.

Germania e BCE In focus

Secondo un’indagine pubblicata da Il Sole 24 Ore, a pesare sul mercato potrebbe essere stata anche la decisione tedesca di aprire a una garanzia europea sui depositi bancari in cambio però di una riduzione dei titoli di Stato in pancia agli istituti di credito.

A oggi le banche italiane posseggono circa 400 miliardi di BTP per cui la richiesta della Germania potrebbe rappresentare un problema per il Belpaese.

Tra gli elementi che potrebbero aver causato la risalita dello spread BTP-Bund come non annoverare il tiering della BCE che per gli istituti italiani potrebbe rivelarsi un boomerang.

“Possono prendere a prestito fondi a tassi negativi sul mercato interbancario dei pronti/termine, e poi depositarli in BCE a tasso zero. In questo modo lucrerebbero sul differenziale, ma drenerebbero liquidità facendo salire i tassi dei p/t e di conseguenza dei BTP,”

ha fato notare al quotidiano Antonio Cesarano di Intermonte.

Al momento in cui si scrive, lo spread BTP-Bund è in calo su quota 172 punti base, complice un rendimento decennale all’1,39.

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