Pensione anticipata 2019: requisiti invariati? Ipotesi stop adeguamento speranze di vita

Di Maio si dice favorevole alla possibilità di sterilizzare gli adeguamenti con le aspettative di vita per la pensione anticipata e la Quota 41; i tecnici del Ministero del Lavoro stanno valutando la fattibilità della proposta dei Gruppi Uniti.

Pensione anticipata 2019: requisiti invariati? Ipotesi stop adeguamento speranze di vita

Come noto nel 2019 interverrà l’adeguamento con le aspettative di vita che andrà ad incrementare di 5 mesi l’età pensionabile per le varie misure previdenziali.

La pensione di vecchiaia, così come quella anticipata, nonché le loro opzioni contributive, saranno incrementate di 5 mesi, così come la Quota 41 riservata ad alcune categorie di lavoratori precoci.

Tuttavia ci potrebbero essere delle misure per la quali gli effetti dell’adeguamento con le speranze di vita saranno sterilizzati: stiamo parlando della pensione anticipata e della Quota 41 per cui il Governo sta riflettendo sulla possibilità di bloccare l’età pensionabile.

Ne ha parlato Luigi Di Maio nell’incontro avuto con i rappresentanti dei Gruppi Uniti, che erano stati invitati dal Ministro del Lavoro lo scorso 29 settembre (qui il video del precedente incontro). Il resoconto del colloquio informale lo ha fornito lo stesso Ministero del Lavoro tramite un comunicato diffuso nella serata nel quale si legge che:

“Il Ministro del Lavoro ha incontrato le associazioni che rappresentano i lavoratori lasciati senza tutele dalla riforma Fornero con una lunga storia contributiva. Ha ascoltato le istanze e le difficoltà dei cosiddetti ‘Quota 41 anni’ ed ha dato mandato ai suoi tecnici di lavorare ad una soluzione da portare in Legge di Bilancio partendo anche da un’ipotesi di sterilizzazione dell’aspettativa di vita”.

Di Maio si è mostrato molto disponibile alle richieste dei rappresentanti che hanno preso parte all’incontro, i quali hanno chiesto che il Governo mantenga le promesse fatte nel contratto in merito all’estensione della Quota 41, la misura oggi riservata ad alcune categorie di lavoratori precoci che consente di accedere al pensionamento indipendentemente dall’età anagrafica, ma con soli 41 anni (e 5 mesi dal 2019) di contributi.

Come più volte vi abbiamo anticipato, però, l’estensione della Quota 41 potrà essere realizzata solamente nel 2020, visto che nella Legge di Bilancio sono state stanziate solamente le risorse per l’introduzione della Quota 100 (mentre Opzione Donna dovrebbe essere rifinanziata).

Per andare incontro a questi lavoratori - “penalizzati dalla riforma Fornero” - il Governo quindi potrebbe bloccare l’età pensionabile per la sola pensione anticipata, così da consentire a questi di andare in pensione con 5 mesi di anticipo rispetto a quanto previsto per il 2019.

Pensione anticipata 2019: i requisiti restano invariati?

Come dichiarato da Luciano Cecchin, uno dei rappresentanti dei Gruppi Uniti che ha preso parte all’incontro, da parte del vice premier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico “c’è stata una grande disponibilità ad intervenire per sterilizzare il meccanismo della speranza di vita legata al diritto alla pensione”.

Secondo le ultime indiscrezioni, il blocco delle speranze di vita se ci sarà riguarderà esclusivamente la pensione anticipata (insieme alla Quota 41). Allo Stato, infatti, costerebbe troppo sterilizzare gli adeguamenti per tutte le misure previdenziali e quindi questo provvedimento non sarebbe compatibile con le risorse complessivamente stanziate dal Governo per il capitolo pensioni.

Ricordiamo che oggi per la pensione anticipata sono richiesti, indipendentemente dall’età anagrafica, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Dal 2019, però, questi requisiti subiranno un incremento di 5 mesi, arrivando così a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Nel contempo ci sarà anche un incremento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia, per la quale bisognerà aver compiuto 67 anni di età.

In caso di blocco dell’adeguamento con le aspettative di vita, quindi, la pensione anticipata resterebbe invariata rispetto al 2018, non superando così la soglia dei 43 anni di contributi. Al momento comunque si tratta solamente di indiscrezioni poiché non sappiamo quanto costerà al Governo sterilizzare gli incrementi con le aspettative di vita per la pensione anticipata e se questa decisione sarà o meno compatibile con i vincoli di bilancio.

Blocco dell’età pensionabile anche per Quota 41

Anche Quota 41 dovrebbe essere interessata dal blocco dell’adeguamento con le aspettative di vita (se mai ci sarà). Questa misura, che secondo i piani nel 2019 subirà un incremento di 5 mesi del requisito contributivo, continuerà però ad essere riservata solamente ai lavoratori precoci (ossia a coloro che hanno maturato 12 anni di contributi prima del compimento dei 19 anni di età) che rientrano in uno dei profili di tutela riconosciuti, quali ad esempio i disoccupati, i lavoratori gravosi o usuranti, gli invalidi al 74% e i caregivers.

Per l’estensione di Quota 41, infatti, ogni discorso sarà rinviato al prossimo anno visto che Quota 100 e Opzione Donna, nonché il reddito di cittadinanza, non lasciano altro spazio nella Legge di Bilancio 2019.

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