Cos’è il PEI, come si compone il GLO e quali sono le 4 dimensioni dell’inclusione. Tutte le novità del Decreto Scuola 2026 per la didattica di sostegno.
Che cos’è il PEI e perché se ne sta parlando in questi giorni? L’inclusione scolastica italiana si fonda sul principio che prevede che ogni studente abbia il diritto di sviluppare pienamente il proprio potenziale umano e formativo, indipendentemente dalle sue difficoltà. Attorno a questo principio ruota il Piano Educativo Individualizzato, il PEI, ovvero lo strumento che progetta il percorso didattico degli alunni che hanno una disabilità certificata.
Comprendere a fondo come è strutturato e che cadenze ha il PEI è fondamentale per chiunque voglia comprendere il sistema di istruzione italiano. Il documento, infatti, non rappresenta solo una formalità a livello burocratico, ma è una mappa che deve garantire che l’inclusione sia attuata come realtà quotidiana. In questo ultimo periodo, tra l’altro, ci sono state importanti riforme normative che hanno riguardato il PEI, che esamineremo di seguito.
Cos’è il PEI: il quadro normativo
Il PEI è un documento programmatico con il quale vengono pianificati e descritti gli interventi didattici ed educativi destinati al singolo alunno. In esso sono elencate anche le modalità di valutazione e i criteri per assegnare le risorse di supporto.
Il PEI affonda le sue radici normative nella Legge 104/1992, anche se nel corso del tempo ci sono state evoluzioni che hanno reso lo strumento meno discriminatorio.
Il Decreto Interministeriale 182/2020 ha introdotto i nuovi modelli di PEI, validi a livello nazionale, e ha recepito l’approccio ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) che stabilisce che uno studente non debba essere valutato solo in base alla diagnosi medica.
Lo scopo del PEI è quello di eliminare le barriere fisiche, didattiche e relazionali utilizzando i facilitatori che promuovono l’autonomia personale come strumenti compensativi, tecnologie e relazioni positive.
A cosa serve il PEI
Il PEI ha come funzione primaria quella di adattare la scuola sui bisogni specifici dell’alunno garantendo a quest’ultimo la massima partecipazione alla vita scolastica. Nel concreto si muove su quattro dimensioni:
- dimensione della relazione, della socializzazione e dell’interazione che si basa sui rapporti con compagni e docenti;
- dimensione della comunicazione e del linguaggio grazie ai canali comunicativi come LIS, linguaggio verbale e Comunicazione Aumentativa Alternativa;
- dimensione dell’autonomia e dell’orientamento che stimola l’autonomia personale e la gestione dello spazio;
- dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento che punta allo sviluppo delle facoltà cognitive e delle competenze nelle diverse discipline.
Il PEI, inoltre stabilisce i criteri di valutazione dell’alunno (mantenere il valore legale del titolo di studio o differenziarlo) e quantifica di quante ore di sostegno ha necessità per l’anno scolastico successivo.
Come viene usato il PEI nelle scuole?
Il PEI viene elaborato e approvato dal GLO, il gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, di cui fanno parte:
- i docenti della classe e l’insegnante di sostegno;
- la famiglia (i genitori) che deve garantire il raccordo tra scuola e vita a casa;
- gli specialisti sanitari come medici della ASL e terapisti che seguono lo studente dal punto di vista clinico;
- le figure specialistiche come l’assistente all’autonomia e alla comunicazione.
Il PEI serve per mettere in pratica l’azione didattica: possono essere somministrate verifiche equipollenti, può essere previsto l’utilizzo di strumenti compensativi e i progressi devono essere misurati a scadenze periodiche.
Le novità 2026, cosa cambia con il Decreto Scuola?
Nell’ambito della gestione del PEI l’inizio dell’anno scolastico ha portato delle novità importanti. Il decreto legge numero 170 del 30 settembre 2026, entrato in vigore il 1° ottobre 2026, ha modificato le scadenze per ridurre la burocrazia che ritarda l’assegnazione dei docenti di sostegno.
Per ogni alunno nuovo iscritto o con nuova certificazione deve essere redatto un PEI provvisorio entro il mese di giugno, mentre il PEI definitivo deve essere pronto entro il 15 ottobre.
Per gli alunni che già frequentano la stessa scuola il PEI definitivo per l’anno scolastico successivo deve essere pronto entro il mese di giugno, con possibili integrazioni a inizio ottobre.
La novità di maggior impatto, che obbliga ad avere un PEI definitivo entro giugno per gli alunni già frequentanti, permette di programmare l’anno scolastico con largo anticipo. Il decreto, inoltre, rafforza la continuità didattica dando la priorità alla conferma delle ore di sostegno dell’anno precedente, anche se in questo caso l’applicazione reale si scontra con quelli che sono i limiti storici dell’organico della scuola italiana.