Dalla presidenza del Gruppo San Donato al rap in Francia con il nome di Mc Pao: chi è Paolo Rotelli, quanto vale l’impero di famiglia e cosa c’è nella casa da 39 milioni.
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Sei Richard Mille in un solo portaorologi, una flotta di Lamborghini e un appartamento da 550 metri quadrati che, a detta del proprietario, vale circa 39 milioni di euro. Paolo Rotelli è tornato sotto i riflettori grazie al video del content creator Ayoub Moussamih, che lo ha seguito nel suo “regno” tra orologi, opere d’arte e carte Pokémon. Dietro lo sfarzo, però, c’è uno dei maggiori imperi della sanità privata europea: il Gruppo San Donato, fondato dal nonno Luigi e trasformato in colosso dal padre Giuseppe. Ma quanto vale davvero il patrimonio dell’ex manager diventato (oggi) rapper?
Chi è Paolo Rotelli: dalla presidenza del Gruppo San Donato al rap in Francia
Classe 1989, Paolo è il primogenito di Giuseppe Rotelli, l’imprenditore che nel 2012 aveva salvato dal crac l’Ospedale San Raffaele rilevandolo per 405 milioni di euro. Prima di entrare nell’azienda di famiglia si era laureato a Sciences Po e lavorava in un think tank a Parigi, dopo un primo assaggio di gestione ospedaliera con uno stage nel 2011. Tutto cambia nel giugno 2013: il padre muore e lui, a soli 24 anni, si ritrova ai vertici di un gruppo che, come da lui stesso ricordato, fatturava circa 1,3 miliardi. Nel 2015 assume la presidenza, che nel 2019 cede all’ex ministro Angelino Alfano, restando vicepresidente insieme a Kamel Ghribi. Nel frattempo diventa anche presidente dell’Università Vita-Salute San Raffaele.
La svolta arriva a maggio 2026, con un’intervista al Corriere della Sera: Rotelli lascia tutte le cariche nel gruppo e nell’ateneo, dove viene chiamata l’ex ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, e liquida entrambe le esperienze come missioni compiute. Da un paio d’anni vive in Francia e fa il rapper con il progetto Tractopelle Musik, firmandosi Mc Pao. Il nome è un manifesto: tractopelle in francese significa ruspa, ciò che abbatte il vecchio per costruire il nuovo.
Gruppo San Donato, quanto fattura l’impero della famiglia Rotelli
Per capire da dove arriva la ricchezza bisogna partire dai conti. Il 2024 si è chiuso con ricavi per 2,57 miliardi di euro, quasi il 30% in più rispetto al 2023, un EBITDA di 323 milioni e una rete dichiarata di 161 strutture, 58 delle quali in Italia, tra cui San Raffaele, Policlinico San Donato e Galeazzi-Sant’Ambrogio. Nel 2025 l’asticella si è alzata ancora: secondo quanto anticipato da Ghribi al Sole 24 Ore e a Milano Finanza, i ricavi hanno toccato 2,7 miliardi e l’EBITDA ha superato i 380 milioni, con un obiettivo di 2,9 miliardi per il 2026 e, nel medio-lungo periodo, l’ipotesi di una quotazione a Piazza Affari o dell’ingresso di un socio.
Gli ultimi mesi hanno portato altre novità. A inizio ottobre Moody’s ha alzato il rating del gruppo da B3 a B2, con outlook stabile. Pochi giorni dopo il Sole 24 Ore ha rivelato che GSD e GKSD, la holding di Ghribi, sono alle battute finali della cessione di American Heart of Poland e Scanmed, la piattaforma polacca acquisita nel 2023 (65 strutture, circa 552 milioni di fatturato e 120 milioni di EBITDA), per una valutazione intorno a 1,5 miliardi di euro. In corsa ci sarebbero una decina di pretendenti, tra cui il fondo CVC, coinvolto anche nei dialoghi sugli asset italiani.
Sul fronte proprietario, il gruppo è interamente controllato dalla famiglia attraverso la holding Papiniano spa, che fa capo a Paolo, ai fratelli Marco e Giulia e alla madre Gilda Gastaldi. Già il testamento di Giuseppe Rotelli aveva indicato i tre figli come eredi universali in parti uguali. Manca però una ripartizione pubblica e aggiornata delle quote personali: fatturato e margini, quindi, non si traducono automaticamente nel patrimonio del singolo erede.
La casa da 39 milioni, i Richard Mille e le Lamborghini: quanto valgono i beni di Rotelli
L’appartamento mostrato nel video, diviso tra un’area staff e una per gli ospiti, non è una casa milanese: secondo MilanoToday si troverebbe presumibilmente nel Principato di Monaco. I 39 milioni non sono altro che una stima fornita dallo stesso Rotelli, ma piuttosto plausibile.
Il pezzo forte è l’alta orologeria: degli otto segnatempo esibiti, sei sono Richard Mille, marchio stabilmente tra gli orologi più costosi al mondo. Rotelli ha indicato in circa 120mila euro il valore di un RM 07-01 in ceramica rosa con diamanti e in circa 350mila euro quello di un RM 030 Blue Ceramic in edizione limitata. In salotto spiccano poi le miniature delle sue Lamborghini, dalla Revuelto che dice di usare sempre alla SVJ, passando per Huracán Sterrato, Huracán STO e Urus Performante: un parco auto stimato dalle testate in poco meno di 2 milioni di euro. Alle pareti, invece, le tele dello street artist Alec Monopoly, in buona parte regalate, tra cui un’opera da 150mila euro.
E le carte Pokémon? Possono valere molto, ma solo se rare, ben conservate e certificate, gli stessi criteri che guidano chi sceglie di investire in carte Pokémon. Discorso analogo per orologi e supercar, il cui prezzo d’acquisto non coincide con quanto si incasserebbe in caso di vendita.
Quanto guadagna, quindi, Paolo Rotelli? Non esistono dati pubblici verificabili su compensi o stipendi, né stime ufficiali del suo patrimonio personale. Di certo la sua ricchezza poggia su una quota familiare in un gruppo da 2,7 miliardi di ricavi: abbastanza per dormire sonni tranquilli, tra lusso e gioielli di pregio.
Commenti
139 milioni per un appartamento? Io in affitto faccio i salti mortali per 500€ al mese. Ma certo, «investire» in orologi e Lamborghini è la vera mossa! 🤑