Notte di San Giovanni 2022: cos’è, perché e come si festeggia

23 Giugno 2022 - 18:02

25 Giugno 2022 - 14:55

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Tra il 23 e il 24 giugno si festeggia la notte di San Giovanni, una notte considerata da molti magica in cui si svolgono diversi riti propiziatori e purificatori.

Notte di San Giovanni 2022: cos'è, perché e come si festeggia

Tutto pronto per la notte di San Giovanni 2022 che si svolge a cavallo tra il 23 e il 24 giugno. Considerata una notte magica, si pensa che se festeggiata porti fortuna e possieda virtù curative, purificatrici e protettrici.

Gli eventi per questa notte avvengono in tutto il mondo e le tradizioni, i riti sono davvero diversi. Vediamoli tutti.

Notte di San Giovanni 2022: cos’è e come si festeggia

La notte di San Giovanni è legata all’evento astronomico del solstizio d’estate, che avviene il 21 di giugno. Si festeggia tra il 23 e il 24 giugno, nello stesso giorno in cui la Chiesa ha collocato il giorno della nascita di San Giovanni Battista, il precursore di Cristo. Una festa cristiana che affonda però le sue radici su una differente festa pagana, risalente probabilmente alla ritualità celtica nata per festeggiare il Sole nel periodo di massimo splendore.

Sono diversi i riti propiziatori e purificatori che si svolgono in tutto il mondo. Uno dei più famosi è l’accensione di enormi falò, i cosiddetti falò di San Giovanni. Una tradizione comune a molti Paesi europei, dall’Italia alla Spagna, dall’Irlanda alla Grecia, dalla Russia alla Norvegia, dalla Germania alla Svezia.

I falò accesi nei campi si crede possano essere propiziatori e purificatori. Quando il fuoco sarà ormai spento è buona usanza prendere le ceneri e cospargerle tra i capelli per allontanare tutti i mali. In molte città il falò di San Giovanni è ormai sostituito da fuochi d’artificio. Genova e Firenze sono le due città italiane dove la tradizione della notte di San Giovanni si fa più sentire.

Ma oltre ai falò ci sono anche altri riti che si svolgono durante questa notte come la preparazione dell’acqua di San Giovanni, della barca di San Giovanni o del nocino.

Acqua di San Giovanni: come si prepara

La sera del 23 giugno è tradizione in molte famiglie preparare l’acqua di San Giovanni con cui lavarsi mani e viso la mattina del 24. Si tratta di un infuso misto di erbe e fiori che si crede abbia poteri straordinari come proteggere dalle malattie, disgrazie e invidia.

Per tradizione, le erbe e i fiori vanno raccolti a mano dalle donne, meglio se a digiuno e in numero dispari. L’acqua dovrebbe essere di fonte e il recipiente non di plastica. Di solito vanno bene le erbe e i fiori spontanei presenti nel proprio territorio, ma nel complesso vanno più che bene:

  • iperico;
  • assenzio;
  • finocchio selvatico;
  • achillea;
  • avena;
  • valeriana;
  • felce d’acqua;
  • alloro;
  • melissa;
  • elicriso;
  • sambuco;
  • lavanda;
  • timo;
  • rosmarino;
  • rosa;
  • salvia;
  • calendula;
  • ruta.

La mattina del 24 giugno l’acqua dove sono stati lasciati i fiori e le erbe viene usata per lavarsi mani e viso. Si tratta di un rito propiziatorio che si dice porti amore, salute e fortuna. Se avanza l’acqua non si conserva ma si regala ad amici.

Barca di San Giovanni: cos’è

La barca di San Giovanni è un’altra tradizione per la notte del 23 e 24 giugno, molto in voga soprattutto nel territorio di Firenze. Un rito dalle origini antiche il cui scopo è prevedere il futuro. Per vedere la barca di San Giovanni occorrono pochi e semplici ingredienti: contenitore di vetro o plastica, mezzo dito d’acqua e albume d’uovo.

La prima cosa da fare è versare l’acqua nel contenitore, e dopo anche l’albume. A questo punto bisogna disporre il contenitore all’esterno su una terrazza, in balcone o in giardino la sera del 23 per tutta la notte.

La mattina seguente sarà possibile ammirare la barca di San Giovanni (frutto dell’influenza dell’umidità sull’albume, ndr) e a seconda della posizione delle vele capire cosa ci riserverà il futuro: più saranno numerose e spiegate le vele della barca, più il futuro sarà roseo.

Nocino

Infine, un’altra tradizione prevede la preparazione del nocino con le noci raccolte proprio la notte tra il 23 e il 24 giugno. Queste, ancora acerbe, vengono tagliate e messe a macerare nell’alcool fino alla notte del 31 ottobre. A questo punto si aggiunge dell’acqua per ridurre il grado alcolico, ma in alcune Regioni l’acqua viene sostituita dal vino bianco. Una volta imbottigliato, il nocino deve essere lasciato a riposo prima di berlo, fino a Natale.

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# Acqua

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