No tax area per under 35 e aliquota agevolata al 5%, le due strade per i giovani nella manovra 2027

Patrizia Del Pidio

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Manovra 2027 e under 35. Confronto tra no tax area totale e flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per ridurre le tasse sui giovani lavoratori.

No tax area per under 35 e aliquota agevolata al 5%, le due strade per i giovani nella manovra 2027

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Il cantiere della Legge di Bilancio 2027 entra nella sua fase più calda e al centro del dibattito ci sono, come ogni anno, le preoccupazioni per le coperture finanziarie. L’interesse del Governo, quest’anno, sembra concentrarsi su misure che possano contrastare la crisi demografica e la fuga dei cervelli all’estero. Proprio per questo si stanno delineando proposte e ipotesi per alleggerire il carico fiscale dei giovani con l’obiettivo di trattenere in Italia i giovani talenti.

Da un lato c’è la proposta di estendere la no tax area totale per gli under 35 e dall’altro si sta studiando una flat tax con aliquota agevolata al 5% sugli aumenti salariali. Anche se sono due strategie diverse con effetti differenti, entrambe le misure puntano a ridurre il cuneo fiscale sulle nuove generazioni di lavoratori.

No tax area per gli under 35

La prima proposta, avanzata da Forza Italia e rilanciata nelle ultime ore dal vicepremier Antonio Tajani, è la no tax area per i lavoratori dipendenti che non hanno ancora compiuto i 35 anni. L’obiettivo è quello di innalzare la no tax area per questa platea di lavoratori permettendo a chi entra nel mercato del lavoro di ottenere il 100% dello stipendio fino a un determinato tetto.

La misura vorrebbe rendere l’Italia un Paese attrattivo dal punto di vista fiscale per i neolaureati, ma il costo strutturale per l’applicazione della misura sarebbe altissimo. Per questo motivo, l’ipotesi al vaglio è quella di un’applicazione graduale o condizionata al rispetto di determinati tetti Isee familiari.

L’aliquota agevolata al 5%

La seconda ipotesi per aumentare il potere di acquisto dei giovani lavoratori è quella che, pur non azzerando l’imposta, detassa la crescita professionale grazie all’applicazione di un’aliquota agevolata sugli aumenti stipendiali.

Si tratta di una sorta di flat tax incrementale sul lavoro dipendente degli under 35. Se il lavoratore ottiene un aumento di stipendio o un premio produzione, la quota di retribuzione maggiore, rispetto a quella dell’anno precedente, non è tassata con le normali aliquote Irpef, ma con un’aliquota agevolata al 5%.

Il costo di questa misura è decisamente più sostenibile per i conti pubblici e incentiva le aziende a erogare aumenti stipendiali reali, che andranno quasi interamente a beneficio del lavoratore.

Quale misura sarà attuata?

Anche per quest’anno le risorse per la realizzazione delle misure contenute nella Manovra 2027 sono limitate. Proprio per questo motivo la misura che potrebbe essere inserita nel testo potrebbe essere un compromesso tra le due ipotesi: una no tax area limitata soltanto ai redditi più bassi combinata con l’aliquota al 5% su premi di produttività e aumenti stipendiali per tutti i lavoratori.

La differenza fondamentale tra le due proposte va ricercata nell’impatto economico. La no tax area agisce come uno scudo totale alla base e permette un aumento del netto mensile fin dal primo giorno di lavoro eliminando l’Irpef per gli under 35. La flat tax al 5% funziona, invece, come un acceleratore della crescita: non riguarda lo stipendio che si percepisce, ma azzera le tasse su un eventuale aumento.

Il rischio più grande di una no tax area totale e netta per gli under 35, in ogni caso, è la creazione di uno squilibrio al compimento dell’età limite. Non pagare l’Irpef sullo stipendio per poi trovarsi, al compimento del trentacinquesimo anno di età, a dover versare l’aliquota ordinaria potrebbe essere traumatico ed economicamente insostenibile per i giovani (che magari contando sullo stipendio hanno acceso un mutuo o messo al mondo figli). Senza un meccanismo graduale d’uscita ci si troverebbe, da un mese all’altro, con un taglio netto in busta paga. La misura richiederebbe una sorta di décalage progressivo per abituare il giovane al prelievo fiscale.

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