Mini-pacchi extra-Ue, cade la tassa italiana da 2 euro, resta il contributo europeo

Patrizia Del Pidio

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Piccoli pacchi extra-UE. Perché il Governo ha soppresso la tassa italiana nel DDL Bilancio 2027 e come cambia il costo finale degli acquisti online.

Mini-pacchi extra-Ue, cade la tassa italiana da 2 euro, resta il contributo europeo

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La tassa italiana sui piccoli pacchi extra UE da 2 euro è stata cancellata. L’articolo 30 della bozza della Manovra 2027 ha cancellato la norma e, ora, i dazi dovuti per gli acquisti dalle piattaforme extra UE saranno gravati soltanto dalle norme europee.

Dallo scorso 1° luglio è attivo il dazio provvisorio da 3 euro, una misura temporanea che rimarrà in vigore fino al 1° luglio 2028. Dal 1° novembre, al dazio da 3 euro, si somma anche la commissione di gestione Ue da 2 euro che si applica a ogni categoria di articoli presenti nella spedizione.

Tra dazio provvisorio e commissione, il consumatore si troverà ad affrontare un aggravio minimo di 5 euro sul costo complessivo di ciascun ordine.

Cosa cambia per i pacchi sotto 150 euro

Anche se la tassa italiana da 2 euro che si sarebbe dovuta sommare ai dazi Ue è stata cancellata, sulle spedizioni restano i dazi europei per i pacchi fino a 150 euro.

Il Governo italiano ha fatto un passo indietro sui pacchi extra Ue: introdurre un prelievo italiano avrebbe generato una doppia imposizione e questo avrebbe penalizzato gli scali aeroportuali italiani a favore di altri scali europei.

La rinuncia a questa tassa porterà un mancato gettito di circa 91,3 milioni di euro l’anno a partire dal 2027. Nonostante questo il Codacons ha accolto la notizia favorevolmente, poiché questa ulteriore tassa avrebbe gravato sui contribuenti con impatto negativo sul commercio elettronico.

Anche se la tassa italiana non verrà applicata, restano pienamente operative le norme previste dall’Ue nella stretta sui colossi del fast fashion cinese (come Shein e Temu).
Le due tasse che restano in vigore sono riassunte nella seguente tabella:

Misura comunitaria Importo Carattere Validità / Revisione
Dazio forfettario Ue 3 € Temporaneo In vigore dal 1° luglio 2026 fino al 1° luglio 2028
Commissione di gestione Ue 2 € Permanente In vigore per ciascuna categoria di articoli; revisione ogni 2 anni

Il nuovo contributo europeo da 2 euro

Come funziona la nuova tassa per la commissione di gestione europea? Il meccanismo di calcolo è molto particolare e non si applica sul totale del valore del pacco. Si tratta di una tariffa fissa di 2 euro per ogni categoria di articoli presenti nel pacco. Se si acquistano, per esempio, dieci paia di pantaloni, la categoria merceologica è soltanto una e la tassa da pagare su tutta la spedizione è di soli 2 euro (a cui si somma anche il dazio temporaneo). Se nello stesso pacco si acquistano, invece, pantaloni e magliette le categorie merceologiche diventano due e la commissione è di 4 euro.

Il meccanismo si somma al dazio fisso europeo da 3 euro; il consumatore, quindi, deve mettere in conto un costo aggiuntivo di 5 euro per ogni categoria merceologica, a cui aggiungere regolarmente l’IVA.

Perché è stata cancellata la tassa italiana

La tassa italiana sui piccoli pacchi extra Ue è stata molto discussa e dibattuta. Originariamente doveva entrare in vigore a gennaio 2026, ma è stata prima posticipata al 1° luglio 2026, poi al 1° ottobre 2026 e successivamente al 1° dicembre 2026. Infine il prelievo era stato fissato al 1° gennaio 2027, ma con la cancellazione prevista nella Legge di Bilancio 2027 non sarà mai applicato.

La decisione di cancellare la tassa italiana sui piccoli pacchi ha impatti significativi sulle finanze pubbliche. La stima realizzata nella relazione tecnica alla legge di Bilancio parla di gettito in meno stimato in 91,3 milioni di euro l’anno.

Applicare tasse sui piccoli pacchi ha avuto un effetto deterrente e già le norme europee hanno raggiunto l’obiettivo: dall’entrata in vigore del dazio temporaneo (3 euro) le spedizioni extra UE hanno registrato un calo di oltre il 60%. I costi di gestione aggiuntivi in vigore dal 1° novembre avranno un effetto ancora più erosivo sulla convenienza di effettuare gli acquisti a basso costo sulle piattaforme transfrontaliere.

Reazioni e impatto sui consumatori

L’applicazione dei nuovi balzelli sui pacchi extra UE ha delineato una chiara strategia delle piattaforme di e-commerce: trasferire il costo della tassa direttamente su chi acquista.

Per evitare che chi acquista si trovi di fronte a costi doganali imprevisti, i grandi venditori devono incorporare direttamente il costo nei prezzi di listino dei prodotti per assolvere la tariffa alla fonte e per evitare i costi doganali extra da dover pagare al momento della consegna del pacco.

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