Mercato Auto Italia: incentivi in vista?

Gaetano Cesarano

18/02/2022

18/02/2022 - 10:03

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Dopo il record negativo delle immatricolazioni auto in Italia (mai così negli ultimi 38 anni), il Ministro Giorgetti sembra riaprire alle possibilità di rinnovo degli incentivi auto.

Continua il periodo difficile per il mercato dell’auto. Il mese di gennaio si è chiuso in Europa con una ulteriore flessione delle immatricolazioni segnando il volume di vendita più basso degli ultimi 22 anni. Il risultato peggiore è quello dell’Italia che segna un crollo delle immatricolazioni pari al 19.7%, record negativo degli ultimi 38 anni.

A condizionare il mercato non sono solamente le difficoltà di fornitura di microchip, ma incidono ormai le incertezze legate al rialzo dell’inflazione e i rincari di carburanti e energia. La Germania (+8,5%) e il Regno Unito (+27,5%), sebbene ancora lontane dai livelli pre-covid, sono tra i pochi paesi in cui i costruttori di auto hanno messo a segno un aumento delle vendite.

Dopo che il 2021 si era chiuso in Europa con un -1,5% di immatricolazioni rispetto al 2020, continua pertanto il trend negativo del settore che risulta ancora più impietoso nel confronto delle immatricolazioni con il mese di gennaio 2019 (-32,9%).

L’associazione europea dei costruttori d’automobili (ACEA) prevede che le immatricolazioni di autovetture risaliranno già nel 2022 - con la stabilizzazione delle forniture di materie prime e microchip - e stima in circa 10 milioni il totale di vetture vendute a fine anno, ovvero il 20% in meno del periodo pre-crisi.

Nel frattempo in Italia gli addetti ai lavori continuano a chiedere a gran voce il varo di incentivi dedicati a supporto del settore.

Le notizie trapelate negli ultimi giorni circa la possibilità di creare un fondo per rifinanziare l’eco-bonus e favorire la riconversione della filiera, non avevano ancora acquietato gli animi delle associazioni di categoria, ma le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti durante un question time al Senato sembrano lasciare spazio ad un futuro più roseo per il comparto automotive: «qualche forma di provvedimento analoga a quella che c’è in altri paesi europei deve essere prevista. Questo traina la domanda e induce e convince tutti i soggetti che sono nella filiera a fare degli investimenti, anche assistiti e sussidiati dallo Stato. Spero che a brevissimo il Parlamento o il Governo dedichi altrettanta attenzione alle sfide dell’automotive. Sennò saremo di fronte a crisi epocale».

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