A settembre l’impennata degli yield ha riacceso gli interessi sull’asset obbligazionario. A prima vista, le variabili macroeconomiche nelle principali economie mondiali sembrano “in ordine”, ma c’è qualcosa che scricchiola. Vanno bene i tassi di occupazione, i consumi delle famiglie e la domanda aggregata, e benino il PIL, gli investimenti (industriali e real estate delle famiglie) e i saldi commerciali. Ovviamente questo è il quadro di massima, poi da Stato a Stato le cose cambiano a seconda della variabile in esame.
Tra ciò che non va, invece, c’è anzitutto l’inflazione che si mangia tanto potere d’acquisto, specie del denaro tenuto fermo e infruttifero. Inoltre, in molti Stati i salari reali non crescono alla stessa velocità dei prezzi, acuendo quel fastidioso senso di relativa povertà. Infine ci sono i debiti sovrani sempre più gonfi di soldi presi a prestito, una circostanza che al mercato non piace più di tanto. Anzi.
Morale, inflazione, debiti sovrani e aspettative di rialzo sui tassi delle banche centrali spingono in alto gli yield. A voler fare un esempio, dura meno di 4 anni ma rende più del 5,1% questo titolo di Stato rumeno in euro e quindi senza rischio di cambio.
leggi anche
Altro che BTP Valore. Alle Poste c’è un 20% di premio fedeltà sul buono fruttifero Rinnova Prima 3X4
Il bond “Romania Tf 3,624% Mg30 Eur”
Il titolo che qui presentiamo è il Romania Tf 3,624% Mg30 Eur con matricola ISIN XS2178857954. È quotato, visibile e negoziabile sull’EuroMOT di Borsa Italiana, e lo si acquista con un taglio minimo di 1.000 € e relativi multipli. Anzi, ormai da marzo lo si acquista a sconto sul valore di rimborso finale, e a settembre quello sconto si è relativamente ampliato.
Ad oggi il minimo annuo è stato a 94,61 nei giorni scorsi, e non è detto che possa ritestarlo e/o superarlo da qui a dicembre. A ottobre del 2022 passava di mano anche a 74-75, malgrado la discreta cedola e, all’epoca una durata residua media-lunga ma non lunghissima. Il prezzo massimo YTD, invece, l’ha segnato a febbraio a 100,55 centesimi.
Il flottante è modesto a soli 2 miliardi di €, ma gode di apprezzabili volumi di scambi giornalieri, nell’ordine dei 500-1.000 contratti. Quanto ai controvalori, sempre giornalieri, siamo mediamente sul mezzo milione di euro a seduta.
Ha data scadenza 26 maggio 2030, tra 3 anni e 8 mesi scarsi, mentre la duration modificata è contenuta, al 3,27%. Al netto di eventi davvero eclatanti, il rischio di ritornare alle quotazioni di 4 anni sembra remoto, ma non impossibile visto il rischio emittente che tra poco vedremo. L’importo del coupon, con unico stacco annuo a maggio, è del 3,624% lordo, che scende al 3,171% al netto del 12,50% di trattenuta sugli interessi.
Rendimenti sovrani sui titoli di Stato a 3,66 anni residui
Ai prezzi attuali l’effettivo a scadenza sale al 5,11% (dati: Borsa Italiana), un punto e mezzo annuo in più rispetto al nominale. In generale i bond in euro emessi da Bucarest hanno tutti yield interessanti rispetto ai pari durata MEF o di molti altri Stati sovrani in euro e con maggiore appeal di mercato.
Su questa durata infra quadriennale (circa 3,66 anni residui), nell’Eurozona siamo in genere entro il 4% annuo lordo. Nello specifico, sul 3,25% in Germania e Irlanda, sul 3,5% in Spagna, sul 3,6% in Belgio e Grecia, sul 3,8% in Italia e Francia. Fuori dalle emissioni nell’eurovaluta incontriamo un “misero” 0,4% in Svizzera (bond in CHF) e due ricchi 4,8% in UK (valuta: £) e 5% negli USA (valuta: $).
Davvero tanto, verrebbe quindi da dire, malgrado la scadenza medio corta e l’assenza di rischio cambio. Tuttavia, è il profilo emittente che getta molti dubbi, uno Stato con l’economia in sofferenza da anni e con saldi strutturali in negativo, sia fronte valutario che commerciale. Cioè tanto in termini di beni e servizi scambiati che di valuta pregiata tradata, dato che importa più di quanto esporta nel 1° caso e vale il contrario nel 2°. Non mancano poi le forti tensioni politiche interne al Paese, che peraltro condivide centinaia di km di confine con l’Ucraina sul suo versante orientale.
Insomma, i motivi di preoccupazione non mancano e spaziano in molte direzioni. A voler sintetizzare tramite il parametro rating, quello rumeno è giusto un pelo sopra l’investment grade, con livelli pari a BBB- per Fitch e S&P, e a Baa3 per Moody’s.
Meno di 4 anni e più del 5,1% di rendimento sul titolo di Stato rumeno in euro
Ora, come potenzialmente spendere questo bond in un portafoglio titoli? Non spetta a noi dirlo, ma è innegabile che va non visto affatto in ottica all-in quanto in quello di un investimento satellite. Cioè una piccola costola su una base più vasta robusta, ma meno generosa nei ritorni rispetto al Romania Tf 3,624% Mg30 Eur.
Facciamo un esempio puramente ed esclusivamente numerico, e niente di più. Per semplicità immaginiamo un solo prodotto, ad esempio 35mila € già investiti sul BTP Valore con ISIN ordinario IT0005594483 e in scadenza il 14 maggio 2030. Immaginiamo sia stato sottoscritto in emissione, quando i tassi erano al 3,35% annui nei primi tre e al 3,90% per residui tre, più lo 0,8% di premio fedeltà a scadenza. Oggi prezza a 99,46 per uno yield lordo del 4,05% (dati: Borsa Italiana). Infine ipotizziamo un neo capitale disponibile da investire di 5mila € da voler destinare sul Romania (il 12,5% del totale sulla componente obbligazionaria).
Bene, in questo caso un neo portafoglio tra il Romania Mg30 Eur (12,5%) e BTP Valore Mg30 (87,5%) acquistato in emissione renderebbe intorno al 4,05% annuo lordo.
Se invece l’acquisto dei due bond avvenisse oggi ai prezzi di mercato, il ritorno annuo medio lordo ponderato sarebbe in area 4,181%. E così via per altri importi, altri pesi, altri titoli, altre durate e altri prezzi di carico.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.