Il differenziale tra BTP e Bund decennali si allarga per il secondo giorno consecutivo, con il rendimento italiano al 4,55%. Domani in asta due BTP e un CCTeu, nel pieno di un rialzo dei rendimenti sovrani globali che non risparmia nessun emittente.
Lo spread tra BTP e Bund tedeschi decennali è tornato a salire oggi, aprendo a 92,3 punti base contro i 91 della chiusura di venerdì, per poi allargarsi ulteriormente nel corso della mattinata fino a 94 punti. Il rendimento del BTP decennale è salito al 4,59%, quello del Bund tedesco al 3,61-3,62%. Il movimento arriva alla vigilia di un test per le casse dello Stato: domani, martedì 29 settembre, il Tesoro mette in asta fino a 8 miliardi di euro tra due BTP e un CCTeu.
I numeri di oggi
Secondo la rilevazione dell’apertura, lo spread BTP-Bund si è attestato a 92,3 punti alle 8:35, con il BTP al 4,55% (+3,7 punti base) e il Bund al 3,62% (+2,1 punti base); anche l’OAT francese decennale è salito al 4,7%. Nel corso della mattinata il differenziale è poi ulteriormente salito a 94 punti base, con il Bund al 3,61% e, nel confronto europeo, l’OAT francese al 4,70-4,72% e il Bonos spagnolo al 4,10%.
Il rialzo dei rendimenti sorpassa i confini italiani fino a coinvolgere l’intero comparto obbligazionario sovrano globale. Venerdì scorso il rendimento del Treasury decennale Usa aveva toccato il 5,17%, in un contesto - riportano gli analisti di ING, Padhraic Garvey e Benjamin Schroeder - in cui «il mercato ha già scontato una quota sufficiente delle preoccupazioni su rialzi dei tassi e inflazione, ma i rendimenti dei titoli di Stato potrebbero restare sotto pressione a causa delle dinamiche del debito pubblico».
Dopo Moody’s, l’arrivo delle aste in serie
L’allargamento dello spread arriva a soli tre giorni dalla conferma, venerdì sera, del rating sovrano dell’Italia a Baa2 con outlook stabile da parte di Moody’s, e nel pieno di una settimana fitta di scadenze per il Tesoro. Venerdì il collocamento del BOT semestrale aveva già segnalato la stessa dinamica: rendimento salito al 2,873%, il livello più alto da ottobre 2024. Il messaggio che arriva dal mercato è che il miglioramento del giudizio sul debito italiano, di per sé una notizia positiva, non basta a compensare la spinta al rialzo dei rendimenti che arriva dai mercati sovrani globali.
I dettagli dell’asta di domani
Martedì il Tesoro offrirà due BTP e un CCTeu. Il primo è un BTP a 5 anni di nuova emissione, scadenza 1° febbraio 2032, con cedola annua del 3,95%, per un importo compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro (più un eventuale collocamento supplementare fino a 1,05 miliardi). Il secondo è un BTP a 10 anni, scadenza 1° ottobre 2036, cedola del 4%, per 2,5-3 miliardi di euro (più supplementare fino a 600 milioni).
Tra i due BTP, l’importo complessivo può arrivare fino a 6,5 miliardi. A completare l’offerta un CCTeu con scadenza aprile 2036 e tasso annualizzato al 3,237%, per un importo indicativo tra 1,25 e 1,5 miliardi.
Sommando le tre linee, l’offerta complessiva può quindi avvicinarsi agli 8 miliardi di euro. Le domande vanno presentate entro le 11:00 di domani, il regolamento è fissato per il 1° ottobre.