Le 5 obbligazioni più liquide di Piazza Affari (che devi conoscere)

Tommaso Scarpellini

29 Aprile 2026 - 07:04

5 BTP ultra-lunghi guadagnano oltre il 2% in un mese mentre l’attenzione è sui BTP Valore. Chi sta comprando e perché nessuno ne parla.

Le 5 obbligazioni più liquide di Piazza Affari (che devi conoscere)

Quando un BTP a lunghissima scadenza guadagna oltre 2 punti percentuali in quattro settimane e nessuno ne parla, significa una cosa: il mercato si sta muovendo, ma il rumore mediatico è altrove.

Mentre l’attenzione degli investitori retail è concentrata su BTP Valore, cedole trimestrali e scadenze brevi, esiste un segmento del mercato obbligazionario italiano che sta performando in modo silenzioso ma significativo. Sono le obbligazioni più liquide negoziate su Piazza Affari, prevalentemente titoli di Stato italiani a lunghissima scadenza, e negli ultimi trenta giorni hanno messo a segno rialzi che vanno dall’1% al 2,3% in termini di prezzo.

Non sono strumenti esotici. Non richiedono piattaforme particolari. Sono quotati, negoziabili, trasparenti. Eppure la maggior parte degli investitori italiani non sa nemmeno che esistano in questa forma liquida, accessibile attraverso il mercato secondario della Borsa Italiana.

I sei titoli che dominano per volumi e performance

I dati riferiti al mercato secondario di Piazza Affari mostrano sei titoli che dominano per volumi di scambio e che, contemporaneamente, hanno registrato performance positive nelle ultime settimane. Si tratta di strumenti che combinano liquidità elevata con caratteristiche tecniche precise: scadenze ultra-lunghe, cedole significative e prezzi sotto la pari che potrebbero offrire margini di apprezzamento qualora lo scenario macro si evolvesse nella direzione attesa dal mercato.

  • IT0005611741, scadenza 1 ottobre 2054, cedola 4,3%. Prezzo attuale: 97,38. Variazione ultima settimana: +1,34 punti percentuali.
  • IT0005634141, scadenza 1 ottobre 2053, cedola 4,5%. Prezzo attuale: 100,72. Variazione ultima settimana: +1,32 punti percentuali.
  • IT0005425233, scadenza 1 settembre 2051, cedola 1,7%. Prezzo attuale: 59,06. Variazione ultima settimana: +0,95 punti percentuali.
  • IT0005217390, scadenza 1 marzo 2067, cedola 2,8%. Prezzo attuale: 70,03. Variazione ultima settimana: +0,59 punti percentuali.
  • IT0005441883, scadenza 1 marzo 2072, cedola 4%. Prezzo attuale: 58,37. Variazione ultima settimana: +0,62 punti percentuali.
  • IT0005704447, scadenza 14 aprile 2027, cedola 0%. Prezzo attuale: 97,65. Variazione ultima settimana: +0,22 punti percentuali.

Cinque titoli su sei hanno scadenze oltre il 2050. Quattro su sei offrono cedole superiori al 4%. Tutti hanno prezzi sotto la pari, alcuni significativamente sotto: il BTP 2072 quota 58,37, il BTP 2051 quota 59,06.

Cosa significa questa configurazione di prezzi e scadenze

Titoli a lunghissima scadenza che quotano sotto la pari con cedole elevate rappresentano una scommessa precisa: chi compra oggi sta prezzando un calo strutturale dei rendimenti nei prossimi anni. Non si tratta di speculazione fine a sé stessa, ma di matematica finanziaria pura applicata a uno scenario macro specifico.

Quando il prezzo di un BTP a 30 o 50 anni sale, significa che il mercato sta anticipando tassi più bassi in futuro. Se i tassi scendono, il valore attuale di flussi di cassa lontani nel tempo aumenta. Questo perché il prezzo di un’obbligazione è la somma scontata di tutti i flussi futuri, cedole incluse, e il tasso di sconto utilizzato per calcolare quel valore attuale dipende dai rendimenti di mercato. Quando questi ultimi scendono, il denominatore della formula di pricing si riduce, e il valore attuale sale.

La liquidità come vantaggio nascosto ma strutturale

Uno degli elementi meno discussi ma più rilevanti di questi titoli è proprio la liquidità. In un mercato obbligazionario dove la maggior parte degli strumenti viene negoziata over-the-counter con spread bid-ask ampi e dove trovare una controparte disposta a negoziare volumi significativi può richiedere tempo e concessioni di prezzo, avere accesso a titoli quotati su un mercato regolamentato con volumi giornalieri significativi rappresenta un vantaggio competitivo reale.

La liquidità non è solo comodità operativa. È protezione. In caso di necessità di smobilizzo, un titolo liquido può essere venduto rapidamente senza subire sconti rilevanti. Un titolo illiquido, invece, richiede concessioni di prezzo anche solo per trovare una controparte disposta ad acquistare. Per un’audience over 40 che privilegia la protezione del capitale e la capacità di uscire da una posizione quando necessario, questo non è un dettaglio secondario.

Questi sei BTP sono tra i più scambiati del mercato italiano. Questo significa che il book degli ordini è profondo, che gli spread denaro-lettera sono contenuti, e che è possibile eseguire operazioni anche di dimensione significativa senza muovere eccessivamente il prezzo. Non è una caratteristica scontata nel mercato obbligazionario italiano, dove molti titoli, pur essendo tecnicamente negoziabili, di fatto soffrono di scarsa profondità di mercato.

I rischi da non ignorare: volatilità, duration e rischio sovrano

Questi titoli non sono privi di rischio. Anzi, proprio la duration elevata che amplifica i guadagni in caso di calo dei tassi funziona in modo speculare se i tassi risalgono. La volatilità è strutturalmente più alta rispetto ai titoli a breve scadenza, e questo significa che movimenti di mercato anche modesti sui rendimenti possono tradursi in oscillazioni di prezzo significative.

Se la BCE dovesse invertire le aspettative, magari per un ritorno dell’inflazione o per un deterioramento dei conti pubblici italiani che richiedesse un riposizionamento della politica monetaria, questi BTP ultra-lunghi potrebbero subire perdite in conto capitale superiori ai titoli brevi.

Non è uno scenario da escludere a priori. L’inflazione core europea, pur rallentando, resta sopra il target della BCE, e qualsiasi ripresa della dinamica inflazionistica potrebbe forzare la banca centrale a mantenere i tassi più alti più a lungo di quanto il mercato attualmente preveda.

Il secondo rischio è il rischio sovrano italiano. Anche se lo spread BTP-Bund si è compresso nelle ultime settimane, l’Italia mantiene un debito pubblico sopra il 140% del PIL con una crescita strutturale debole e un contesto politico che potrebbe generare volatilità. Qualsiasi shock macro, geopolitico, fiscale o politico, potrebbe riaccendere la pressione sullo spread e impattare negativamente sui prezzi dei BTP, in particolare su quelli a lunga scadenza che sono più sensibili alle variazioni del premio al rischio sovrano.

Il terzo rischio è il carry negativo per alcuni di questi titoli. Il BTP 2051 con cedola 1,7% che quota 59,06 ha un rendimento corrente molto basso rispetto al tasso privo di rischio. Se lo tieni a scadenza, recuperi il valore nominale, ma il rendimento implicito potrebbe non compensare adeguatamente il rischio di duration e il rischio sovrano. In altre parole, stai assumendo rischio significativo per un rendimento atteso che potrebbe non essere commisurato.

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