Le 5 azioni italiane più vendute dai fondi

Tommaso Scarpellini

22 Luglio 2025 - 07:51

Le 5 azioni italiane con più posizioni short aperte dai fondi, tra grandi nomi del FTSE MIB e mid cap, tra rischi nascosti e possibili short squeeze sul mercato.

Le 5 azioni italiane più vendute dai fondi

Se ti dicessi che è possibile sapere quali sono le azioni più vendute dai fondi in Italia, le avresti in portafoglio?

Beh, dipende. C’è chi sostiene che quando un titolo viene massicciamente shortato potrebbe diventare il terreno fertile per un short squeeze, con rialzi improvvisi e spettacolari. Ma c’è anche un’altra corrente di pensiero, più prudente, che dice: attenzione, se tanti fondi professionali scommettono al ribasso, forse c’è qualcosa di negativo che sta bollendo in pentola.

Senza fare previsioni magiche, ecco un’analisi fredda e tecnica: prendiamo la lista delle Top 5 Shorts in Italia pubblicata da Whale Wisdom e vediamo perché i fondi stanno spingendo così forte al ribasso. Ecco cosa devi assolutamente sapere.

Le azioni più vendute in Italia secondo Whale Wisdom

Ecco la lista aggiornata delle cinque posizioni corte più significative sui titoli italiani:

  • Saipem S.p.A. – 7,06%
  • BPER Banca S.p.A. – 4,55%
  • Amplifon S.p.A. – 3,57%
  • Esprinet S.p.A. – 3,05%
  • Eurogroup Laminations S.p.A. – 2,99%

Numeri alla mano, non parliamo solo di scommesse marginali: su Saipem, ad esempio, oltre il 7% del flottante è attualmente oggetto di posizioni ribassiste, una percentuale significativa che evidenzia un sentiment molto negativo da parte degli investitori istituzionali.

FTSE MIB nel mirino: Saipem, BPER e Amplifon sotto pressione

Sebbene Esprinet ed Eurogroup siano società più piccole, colpisce che le prime tre della lista siano large cap del FTSE MIB 40. Tradotto: titoli presenti nei portafogli della maggior parte degli investitori italiani e persino in molti ETF passivi che replicano l’indice principale di Piazza Affari.

Ma perché Saipem, BPER e Amplifon sono finite nel mirino dei venditori allo scoperto?

Saipem S.p.A. non è una novità in questa lista. Da anni il titolo soffre di una debolezza strutturale, complici continue operazioni straordinarie (reverse split, aumenti di capitale) e una cronica difficoltà nel generare utili sostenibili. Il settore oil service resta ciclico, e il mercato sconta una scarsa visibilità sul futuro dei flussi di cassa. I fondi ribassisti qui non stanno improvvisando: semplicemente cavalcano un trend debole che dura da anni.

SAIPEM, 1W SAIPEM, 1W Grafico a candele settimanali del titolo SAIPEM. Fonte: baha.com

BPER Banca S.p.A. invece sorprende. Il titolo, almeno a livello di price action, è in forma smagliante: ha superato di slancio i massimi pre-crisi finanziaria e dai minimi del 2020 segna un clamoroso +620%. Un titolo così forte in cima alla lista degli short lascia perplessi. Forse i fondi vedono una sopravvalutazione rispetto ai fondamentali o temono un rallentamento degli utili in uno scenario di tassi più bassi e margini di interesse compressi. Oppure stanno semplicemente coprendo esposizioni lunghe altrove. Il dato certo è che la presenza massiccia di short su un titolo in trend positivo è anomala e va monitorata.

Amplifon S.p.A., infine, ha una storia più lineare: dopo il boom post-2020 legato alla ripartenza economica e alla domanda di apparecchi acustici, il titolo ha perso oltre il 60% dai massimi senza una vera giustificazione legata a crisi settoriali o shock esterni. Qui lo short potrebbe essere guidato dalla compressione dei multipli di mercato, dall’aumento della concorrenza e dai timori di un calo dei margini in un contesto globale più competitivo. Eppure, se Amplifon è così shortata, perché non lo è allo stesso modo anche Diasorin? Domanda aperta.

Un segnale da ignorare o da cogliere?

Questi dati non vanno presi come una profezia: non significa che domani i titoli crolleranno, né che saliranno di colpo. Ma sono segnali importanti.

La verità è che i fondi ribassisti hanno accesso a dati e modelli che spesso anticipano i trend. Non sempre ci prendono, ma quando convergono in modo così marcato su pochi titoli, vale la pena alzare le antenne.

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