Il won sudcoreano chiude in rialzo l’ultima seduta del trimestre grazie alle vendite di valuta estera degli esportatori, mentre la Banca di Corea rivela di aver venduto altri 9,6 miliardi di dollari nel secondo trimestre per difendere il cambio: è il settimo trimestre consecutivo di intervento.
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Oggi, ultimo giorno del terzo trimestre, il won sudcoreano si muove al rialzo a 1.352,8 won per dollaro, sostenuto dalle vendite di valuta estera che gli esportatori effettuano tradizionalmente a fine mese e fine trimestre per rimpatriare i ricavi. Lo stesso giorno la Banca di Corea (BOK) ha reso pubblici i dati trimestrali sulle proprie operazioni di stabilizzazione del cambio: nel secondo trimestre 2026 le autorità valutarie coreane hanno venduto in modo netto 9,612 miliardi di dollari per contenere l’apprezzamento del won, il settimo trimestre consecutivo di vendite nette dal quarto trimestre 2024.
Un intervento che dura da quasi due anni
Secondo i dati diffusi dalla banca centrale coreana, il controvalore netto ceduto nel trimestre aprile-giugno risulta inferiore ai 13,628 miliardi di dollari del primo trimestre, ma si inserisce in una sequenza di sette trimestri di fila (a partire dal quarto trimestre 2024, quando la breve crisi della legge marziale proclamata e poi revocata dall’allora presidente Yoon Suk-yeol aveva innescato una vendita generalizzata di won in cui l’ammontare complessivo venduto ha superato i 54 miliardi di dollari.
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Il cambio medio won/dollaro nel trimestre appena concluso è stato di 1.502 won, in peggioramento rispetto ai 1.466,7 won del trimestre precedente. Una fonte ufficiale della Banca di Corea, citata dalla stampa finanziaria coreana, ha ribadito che «le misure di stabilizzazione del mercato servono a prevenire una volatilità eccessiva e una concentrazione unidirezionale nel tasso di cambio», non a fissare un livello obiettivo per il won.
Perché il dollaro resta così forte
Il contesto in cui la BOK interviene è quello di un dollaro sostenuto da rendimenti obbligazionari Usa ai massimi pluriennali. Oggi il rendimento del Treasury a 10 anni si è mantenuto in un’area compresa tra il 5,23% e il 5,29%, un livello che non si vedeva dal 2007, mentre il trentennale ha toccato punte di oltre il 5,6%, ai massimi dal 2002.
Il Dollar Index (Dxy), il paniere che misura il biglietto verde contro le principali valute, si è mantenuto intorno a quota 101. In un simile contesto le valute asiatiche restano strutturalmente sotto pressione. Nella stessa seduta di mercoledì anche lo yen giapponese ha ceduto terreno, con il cambio dollaro/yen sopra quota 156,8. Le stesse fonti di mercato coreane attribuiscono la fase di apprezzamento del won che ha preceduto l’intervento del secondo trimestre anche a fattori specifici, come le tensioni in Medio Oriente e la presa di profitto di investitori esteri sull’azionario coreano.
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