Inflazione e caro-bollette, l’allarme dell’Istat: “Prezzi saranno più alti del previsto”, le famiglie rischiano il collasso

Giacomo Andreoli

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Secondo l’Istat il percorso di rientro dell’inflazione sarà più lungo di quanto inizialmente previsto e registra un forte calo della spesa delle famiglie, sempre più colpite dai prezzi alti.

Inflazione e caro-bollette, l'allarme dell'Istat: “Prezzi saranno più alti del previsto”, le famiglie rischiano il collasso

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L’inflazione continua ad essere molto alta in Italia e secondo l’Istat il percorso per il suo abbassamento sarà più lungo e tortuoso di quanto precedentemente previsto. Insomma: i prezzi continueranno ad essere elevati a lungo, con riflessi soprattutto sulla bolletta di gas e luce e sulla spesa al supermercato.

Per l’Istituto italiano di statistica, infatti, “lo scenario internazionale resta caratterizzato da un elevato grado di incertezza e da rischi al ribasso”. Per questo, alla luce dell’andamento dell’economia italiana di febbraio, per i tecnici dell’Ente “si inizia a profilare un percorso di rientro dell’inflazione più lungo di quanto inizialmente previsto”.

Il livello dei prezzi al consumo a febbraio

L’inflazione a febbraio in Italia è risultata in aumento dello 0,3% su base mensile e del 9,2% su base annua. Si tratta di cifre inferiori del picco dell’11,6% su base annua di dicembre, ma comunque molto alte. La discesa, a fronte di un prezzo del gas attorno ai 50 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam oramai da inizio anno, appare lenta e difficoltosa.

Dai dati dell’Istat, poi, emerge che il Pil italiano nel quarto trimestre del 2022 ha segnato una lieve variazione congiunturale negativa (-0,1%) a sintesi del contributo positivo della domanda estera netta e di quello negativo della domanda interna.

Aumento dei prezzi, famiglie italiane a rischio collasso

In crisi, infatti, è proprio la spesa delle famiglie, che ora, se l’inflazione rimanesse alta a lungo, a fronte di stipendi stagnanti, rischiano il collasso. Nel quarto trimestre dello scorso anno, tra le componenti della domanda interna, i consumi finali nazionali sono diminuiti dell’1,1%, proseguendo una rapida discesa che va avanti dall’inizio del 2022.

In particolare a fine 2022 sono scesi i consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private (-1,6%). Secondo l’Istat laa spesa dei nuclei familiari ha mostrato forti cali per tutti i tipi di acquisti: i beni durevoli e i servizi sono diminuiti rispettivamente dell’1,9% e dell’1,5% e la spesa per beni non durevoli dell’1,3%, la terza flessione congiunturale consecutiva.

Inflazione, perché non scende in Italia?

Perché in Italia l’inflazione non frena in maniera importante? Leonardo Becchetti, professore di economia politica di Tor Vergata, ha spiegato a Money.it che “i costi per la produzione di quei beni, sostenuti nei mesi passati, sono stati elevati e dunque vengono recuperati sui prezzi finali”.

In sostanza quello che compriamo oggi nel carrello non è stato prodotto nel momento in cui acquistiamo, ma è frutto di un processo produttivo che dura molto tempo e dunque risente delle condizioni dei mesi scorsi. Resta però il dato italiano superiore alla media europea, per “la nostra maggiore dipendenza dalle fonti fossili”.

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