Se c’è una cosa che agli investitori di Leonardo non piace più di un’ipotesi di cessate il fuoco, è l’idea che le fonti di approvvigionamento militare possano spostarsi tutte verso gli Stati Uniti. Ed è proprio questo il timore che sembra essersi materializzato dopo il recente incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. La paura degli analisti è chiara: il rally del settore difesa potrebbe essere stato sostenuto più dal war premium, la percezione di conflitto, che da fondamentali industriali solidi e duraturi. E se quel premio dovesse venire meno? Allora titoli come Leonardo, che dai minimi del ciclo hanno messo a segno un rialzo superiore al 500%, rischiano un ridimensionamento brusco.
Il doppio rischio per Leonardo
In un primo momento, l’idea che il vertice Trump–Zelensky potesse aprire a un incontro trilaterale con Putin aveva fatto circolare lo scenario di un possibile cessate il fuoco. Poi, il massiccio attacco russo con 270 droni ha cambiato nuovamente le carte in tavola. A quel punto, a spaventare i mercati è stata la notizia della possibile maxi-commessa ucraina verso gli USA. Kiev avrebbe infatti avanzato la proposta di acquistare armi americane per un valore complessivo di 100 miliardi di dollari. Una mossa che, se confermata, rischia di trasformarsi in un vero spartiacque per l’industria della difesa europea.
Un potenziale spostamento della domanda di armi dall’Europa agli Stati Uniti significherebbe minori contratti per player come Leonardo, Airbus Defence o Rheinmetall, e un vantaggio competitivo crescente per giganti come Lockheed Martin o Raytheon. In altre parole, un rischio strutturale di medio-lungo periodo per l’industria europea della difesa.
L’analisi tecnica: cosa dicono i livelli chiave
Su Leonardo c’è un livello che sta attirando l’attenzione: i €43, punto di controllo (POC) che rappresenta un’area chiave di equilibrio tra domanda e offerta.
La rottura di questo livello al ribasso potrebbe aprire la strada a scenari correttivi: prima i $40, poi la media mobile a 50 periodi intorno ai $36, con un potenziale ribasso di circa 20%. Al contrario, la tenuta dei $43 potrebbe trasformare quest’area in un supporto cruciale, da cui i compratori potrebbero provare a ricostruire posizioni.
LDO
Grafico a candele settimanali di LDO. Fonte: baha.com
Opportunità o rischio?
L’eventuale spostamento degli equilibri verso il mercato americano metterebbe in discussione la sostenibilità di quei flussi di ricavi futuri. Per questo motivo, parlare di “opportunità” richiede cautela. Il settore resta altamente volatile e dipendente da news geopolitiche difficili da prevedere. Tuttavia, livelli come i €43 su Leonardo diventano cartine di tornasole importanti: se terranno, il mercato potrebbe vederli come segnali di forza; se cederanno, il contrario. A maggior ragione, se oggetto di classiche «bear» o «bull» trap, false rotture per cercare liquidità, per poi confermare il trend contrario.