I prelievi sono ripartiti, ma non per tutte le reti. Per chi vive in Italia, Binance da luglio è una porta che si apre solo in uscita. Ecco cosa controllare, dove spostare i fondi, come evitare le truffe e cosa sapere sul fisco.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Per milioni di utenti la settimana appena trascorsa è stata un lungo trattenere il fiato. Il 29 ottobre Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, ha subito un attacco da circa 6,3 miliardi di dollari. È il furto di cripto-attività più grande mai registrato, più di quattro volte quello che aveva colpito Bybit nel febbraio 2025. Il 31 ottobre l’FBI lo ha attribuito al gruppo nordcoreano noto come TraderTraitor. Domenica 1° novembre, dopo tre giorni di blocco, la piattaforma ha cominciato a riaprire i prelievi, e i clienti si sono messi in fila.
Tra le 7 e le 16.30 ora italiana sono usciti 4,65 miliardi di dollari a fronte di 1,01 miliardi di depositi. Il deflusso netto di 3,64 miliardi equivale, secondo la società, al 2,1% dei 171 miliardi di attività rilevati dall’ultima proof of reserves del 28 ottobre. I dati del sito DefiLlama raccontano una storia meno rassicurante, con 5,8 miliardi usciti in 24 ore, cifra che Binance contesta. La co-amministratrice delegata Yi He ha spiegato che una parte dei movimenti registrati sono trasferimenti tra wallet interni dell’exchange e non prelievi dei clienti. L’exchange ha promesso di assorbire l’intera perdita senza scaricarla sui clienti. Dice di aver già ricostituito circa il 95% degli asset sottratti attingendo al fondo di emergenza SAFU, a una parte del fondo assicurativo dei future e alla tesoreria aziendale. Il restante 5% è composto da token poco liquidi, più lenti da ricomprare nelle quantità necessarie.
Perché per gli utenti italiani la questione è diversa
Chi legge questa storia dall’Italia deve sovrapporle un altro fatto, che risale all’estate. Binance non ha ottenuto la licenza prevista dal regolamento europeo MiCA entro la fine del periodo transitorio. Dal 1° luglio 2026 non può quindi offrire servizi regolamentati ai residenti nell’Unione. Da allora nuovi ordini e depositi sono sospesi, i prodotti Earn e lo staking sono stati chiusi e la funzione Convert lavora solo in vendita. Restano aperti, senza scadenza, i prelievi di criptovalute ed euro.
In altre parole, chi ha ancora fondi su Binance si trova su una piattaforma da cui può soltanto uscire. Il furto di ottobre aggiunge un argomento in più per farlo con metodo, invece di lasciare il conto in sospeso a tempo indeterminato.
Primo passo, controllare se la propria rete è già aperta
La riapertura procede a tappe. Entro le 13.36 ora italiana di domenica i prelievi erano tornati disponibili sulle 15 reti della prima fase. Si tratta di Bitcoin, Ethereum, BNB Smart Chain, Tron, Solana, XRP Ledger, Zcash, Dogecoin, Polygon, Avalanche C-Chain, Arbitrum, Base, Optimism, TON e Sui, ciascuna per un elenco preciso di asset. Su Ethereum, per esempio, si possono ritirare ETH, USDT e USDC. Per le altre reti e gli altri token i test sono ancora in corso e, al momento in cui scriviamo, una data per la seconda fase non è stata comunicata.
leggi anche
MiCA, Binance sospende i servizi nell’UE dal 1° luglio. Come spostare le crypto con bonus fino al 10%
Prima di qualsiasi operazione conviene quindi verificare che la combinazione di token e rete che interessa sia attiva. Va fatto dall’app ufficiale o dalla sezione annunci del sito, digitando l’indirizzo a mano e senza cliccare su link ricevuti per messaggio. È possibile, inoltre, che nelle prime ore i prelievi subiscano ritardi a causa della domanda elevata, come la stessa società ha avvertito.
Prima di spostare, scaricare tutto lo storico
C’è un’operazione che va fatta prima di svuotare il conto, non dopo. Bisogna scaricare lo storico completo di transazioni, conversioni, depositi, prelievi e movimenti Earn, insieme agli estratti conto e ai report disponibili. Una migrazione forzata da una piattaforma all’altra spezza la continuità dei dati, e quei file sono gli unici che permettono di ricostruire costi di acquisto e plusvalenze al momento della dichiarazione. Conservarli in più copie, anche fuori dal computer, costa pochi minuti e può risparmiare parecchi grattacapi.
Dove spostare i fondi
Le strade sono essenzialmente due. La prima è un wallet personale, idealmente un hardware wallet, che lascia all’utente il controllo delle chiavi e con esso la piena responsabilità della loro custodia. Chi smarrisce la frase di recupero perde i fondi, e nessuno può restituirglieli. La seconda è un altro exchange, purché autorizzato. In questo caso il nome famoso non basta. Bisogna verificare nel registro dei CASP pubblicato dall’ESMA, l’autorità europea dei mercati, quale entità legale ha ottenuto la licenza, quali servizi copre e se opera anche in Italia. La vecchia iscrizione al registro OAM non equivale all’autorizzazione MiCA. La Consob ha rilasciato la prima autorizzazione di questo tipo in Italia il 7 maggio 2026.
Come fare il prelievo senza errori
Gli incidenti più frequenti non sono opera degli hacker ma della fretta. La rete scelta in uscita deve coincidere con quella supportata dal destinatario. Un USDT inviato su BNB Smart Chain a un indirizzo che lo accetta solo su Ethereum, reti che usano indirizzi dall’aspetto identico, rischia di non arrivare mai o di richiedere un lungo recupero manuale. Per alcune reti, come XRP Ledger e TON, molti exchange richiedono anche un memo o un tag di destinazione, senza il quale il versamento non viene accreditato al conto giusto.
La prudenza suggerisce di partire con una piccola transazione di prova e di inviare il resto solo dopo averne visto l’accredito. L’indirizzo va copiato e incollato, poi controllato carattere per carattere almeno all’inizio e alla fine, perché esistono malware che sostituiscono gli indirizzi negli appunti. Anche le commissioni variano molto da rete a rete. Raggruppare i trasferimenti invece di farne molti piccoli aiuta a contenerle.
Attenzione alle truffe che sfruttano l’attacco
Come accade dopo ogni grande incidente, ai ladri veri si sono aggiunti quelli di seconda mano. Sui social circolano schermate che promettono un “risarcimento” di 150 dollari per la sospensione dei prelievi. Lo stesso fondatore Changpeng Zhao le ha definite false, e la co-fondatrice e co-amministratrice delegata Yi He ha precisato che non è in corso alcuna campagna di buoni in denaro.
Una vera iniziativa di ricompense per la community è stata annunciata, ma partirà solo dopo l’approvazione di un’autorità di vigilanza e verrà comunicata esclusivamente attraverso i canali ufficiali. Un’altra trappola segnalata dalla società consiste nell’inviare piccole quantità di token con un finto annuncio ufficiale nel campo descrizione. Il messaggio sostiene che i fondi non sono al sicuro e invita a trasferirli su una presunta “cassaforte” Binance.
Nessun exchange chiede di spostare i fondi su un indirizzo indicato in un messaggio, di collegare il wallet a un sito sconosciuto o, peggio ancora, di comunicare la frase di recupero. Chiunque lo faccia, con qualunque logo si presenti, è un truffatore.
Cosa succede sul fronte fiscale
Trasferire le proprie cripto da Binance a un wallet o a un exchange intestato a sé non è un’operazione fiscalmente rilevante, perché la proprietà non cambia. Diverso è il caso di chi vende, sfruttando la funzione Convert, per ritirare euro sul conto corrente. Quella cessione genera una plusvalenza o una minusvalenza. Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività è salita al 33%, mentre resta al 26% solo per le stablecoin in euro conformi a MiCA, e già dal 2025 non esiste più la franchigia di 2.000 euro, per cui si paga dal primo euro di guadagno. Conta anche la conversione in una cripto-attività con caratteristiche diverse, come il passaggio da Bitcoin a una stablecoin.
Binance non agisce come sostituto d’imposta, quindi resta a carico del contribuente l’obbligo di indicare le cripto-attività nel quadro RW del modello Redditi, o nel quadro W per chi usa il 730, e le eventuali plusvalenze nel quadro RT, versando l’imposta sul valore delle cripto-attività dello 0,2%. Chi vuole approfondire calcoli e scadenze può consultare la nostra guida alla tassazione di Bitcoin e criptovalute nel 2026.
leggi anche
Truffe in criptovalute, i “segreti” per difendersi svelati dalla Guardia di Finanza a Money.it
Qualche spiraglio arriva anche sul fronte del recupero, perché gli emittenti di stablecoin hanno congelato una parte del bottino, oltre 1,1 miliardi di USDC secondo Circle e circa 1,6 miliardi di USDT secondo quanto annunciato da Tether il 30 ottobre, mentre per martedì 3 novembre Binance ha promesso una nuova proof of reserves completa. Per gli utenti italiani, però, il punto non cambia. Su Binance oggi si può solo uscire, e conviene farlo con calma, nel modo giusto e prima che i truffatori trovino il modo di farlo al posto nostro.
Articolo revisionato da Flavia Provenzani il
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.