Sotto i riflettori anche i titoli di altre banche, dopo l’attenti lanciato dal CEO di Bank of America sulle commissioni.
Seduta positiva per le azioni MPS e Mediobanca, dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, in occasione della presentazione a Milano dell’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani nel 2026.
Bene azioni MPS e Mediobanca, male Banca Generali. L’alert lanciato da Bank of America
Le azioni MPS sono salite fino a oltre il 2%, per poi ridurre i guadagni, riportando comunque un solido rialzo rispetto alle oscillazioni che caratterizzano la performance odierna del Ftse Mib di Piazza Affari. Il titolo della banca senese è scambiato attorno a 11,82 euro.
Poco mossa Intesa SanPaolo, che viaggia a 6,721 euro circa, come sono poco mosse le azioni di Banco BPM.
Ribasso invece per i titoli di Banca Generali, che scendono del 2,42%.
In generale, i titoli delle banche italiane sono scesi subito nella giornata di oggi, scontando le dichiarazioni rilasciate alla vigilia dal CEO di Bank of America Brian Moynihan che ha parlato di un calo delle commissioni di investment banking di almeno il 10% nel corso del terzo trimestre.
Le parole del CEO del colosso hanno alimentato ansia nel settore dei titoli bancari:
“Quello che stiamo vedendo è che, in generale, il mercato dell’investment banking è in calo di circa il 10%”, ha dichiarato Moynihan, nel corso della conferenza sui servizi finanziari globali di Barclays, aggiungendo che “abbiamo ridotto le nostre posizioni in alcune delle attività che avevano registrato maggiore operatività, quindi probabilmente il calo per noi sarà leggermente superiore”.
Il CEO di Bank of America ha affermato inoltre di aspettarsi che i ricavi dell’attività di sales & trading siano sostanzialmente invariati nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si erano attestati a 5,4 miliardi di dollari.
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Cosa ha detto Gros-Pietro (Intesa SanPaolo) su MPS e su Generali
Tornando a Intesa SanPaolo, nel riferirsi all’OPAS che la banca ha promosso sul Monte dei Paschi di Siena e al recente successo dell’assemblea straordinaria degli azionisti di ISP che, la scorsa settimana, hanno approvato a larghissima maggioranza la proposta del CDA relativa all’aumento di capitale a servizio dell’offerta sul Monte, il Presidente Gros-Pietro si è così espresso: “Noi proseguiamo sul nostro binario, non sul loro binario, perché fino ad adesso è andata molto bene: come sapete la nostra assemblea ha approvato con il 97% del capitale presente”.
Dunque, ha aggiunto, Intesa SanPaolo prosegue “con la strada che abbiamo già intrapreso”. Si tratta di “una strada molto importante per l’intero sistema bancario italiano, e forse non solo italiano, di fronte a un cambiamento tecnologico importantissimo che è quello digitale”.
Gros-Pietro ha rimarcato anche cosa Intesa SanPaolo intende fare con Generali, la cui “autonomia e indipendenza”, ha tenuto a precisare, saranno rafforzate proprio grazie alla presenza di Ca’ de Sass.
Avere Intesa SanPaolo tra gli azionisti è, infatti, a suo avviso, “proprio quello che serve a Generali”.
Così il manager ai giornalisti, a margine dell’evento:
“Generali è un grandissimo operatore finanziario di cui’Italia può essere fiera. Noi, come investitore puramente finanziario, potremmo contribuire alla solidità di questo operatore italiano”.
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Su MPS focus anche su dichiarazioni Axa
Occhio anche alle altre dichiarazioni che riguardano MPS, ovvero a quelle rilasciate dal CEO di Axa Thomas Buberl.
Stando a quanto riportato da Radiocor, Buberl ha reiterato che, al momento, è “ancora prematuro” parlare del futuro della joint venture con MPS, prevista scadere nell’ottobre 2027, così come “è difficile prevedere” come si evolveranno le partite di risiko bancario aperte in Italia.
Va ricordato che, per difendersi dall’OPAS di Intesa SanPaolo, MPS ha lanciato due OPS su BPM e Banca Generali.
Un riferimento al risiko è stato fatto a tal proposito dal CEO di European Markets and Health di Axa Patrick Cohen, che ha detto che “è molto difficile prevedere come si evolverà la situazione, ma sicuramente discuteremo di quell’accordo nei prossimi mesi. Ciò che è importante è che siamo pronti a tutte le eventualita”.
Cohen ha ricordato che Axa ha rafforzato la sua presenza in Italia attraverso le acquisizioni di Nobis e Prima, con Prima che “continua a crescere del 30% quest’anno”. Axa è così “al secondo posto nel settore della vendita diretta”.
Tra l’altro, “ora operiamo nel settore assicurativo auto al dettaglio in Italia, dove siamo al primo posto in termini di nuove polizze. Si tratta quindi di una presenza molto solida e di un’attività forte in quel mercato”, ha sottolineato Cohen.
L’accordo tra MPS e Axa include la distribuzione da parte della rete commerciale di MPS, dunque dalle filiali delle banca senese, dei prodotti assicurativi della joint venture AXA-MPS.
Buberl si era così espresso alla fine di luglio, interpellato su un possibile interesse di Axa nei confronti di Generali:
“C’è molto movimento in Italia attorno al nostro partner bancario Monte dei Paschi. Attualmente siamo fortemente concentrati sul far funzionare al meglio la nostra joint venture con MPS e, come abbiamo ribadito nel corso dell’intera presentazione, la nostra attenzione è rivolta principalmente alle performance operative e allo sviluppo organico, senza prendere in considerazione l’acquisizione di partecipazioni in alcuna delle nostre società concorrenti”.