Fatturato Inter 2026, tutti i dati di bilancio dei campioni d’Italia

Emanuele Di Baldo

28 Settembre 2026 - 13:54

La squadra più vincente degli ultimi anni, perlomeno in Italia, brilla anche dal punto di vista finanziario (per il secondo anno consecutivo)

Fatturato Inter 2026, tutti i dati di bilancio dei campioni d’Italia

Se una squadra esce agli spareggi di Champions League contro il Bodø/Glimt e chiude comunque l’esercizio con 518 milioni di euro di ricavi, forse il segreto non sta solo in campo, ma nei conti. Il fatturato dell’Inter 2025/2026 racconta proprio questo: una società che, dopo l’annata dei record, ha dimostrato di poter restare in utile anche senza la spinta straordinaria di una finale europea.

Il Consiglio di amministrazione di F.C. Internazionale Milano ha approvato il 24 settembre 2026 il progetto di bilancio dell’esercizio 2025/26, chiuso al 30 giugno 2026, con un utile netto di 22,7 milioni di euro. È il secondo attivo consecutivo dopo i 35,4 milioni della stagione precedente. E arriva nell’anno del double Scudetto-Coppa Italia, a conferma che la squadra più vincente d’Italia degli ultimi anni ha trovato anche un equilibrio finanziario.

I conti non sono ancora definitivi: passeranno al vaglio dell’Assemblea degli azionisti, convocata entro la metà di ottobre. Ma i numeri principali sono già scritti. Per capire perché questo utile vale forse più di quello dell’anno scorso bisogna allora guardare ai dati: quanto fattura l’Inter, da dove arrivano i ricavi e cosa raccontano davvero i conti del club nerazzurro.

Fatturato Inter 2026: 518 milioni, il secondo miglior dato di sempre

Il fatturato dell’Inter nel 2026 si attesta a 518 milioni di euro. Nel bilancio 2025/26 i ricavi scendono rispetto ai 567 milioni dell’esercizio precedente, circa 49 milioni in meno, ma restano il secondo miglior risultato nella storia del club. Un calo che non sorprende, perché il 2024/25 era stato spinto da componenti straordinarie: la partecipazione al Mondiale per Club FIFA e la corsa fino alla finale di Champions League.

Il confronto va quindi letto con attenzione. Nel 2025/26 l’Inter è uscita dalla Champions agli spareggi contro il Bodø/Glimt, con incassi europei inferiori alle previsioni, eppure il fatturato non è crollato. È questo il punto che il club sottolinea nella nota ufficiale, parlando di consolidamento del fatturato: i ricavi ricorrenti tengono anche quando il cammino in Europa si interrompe presto. Ed è esattamente il tipo di stabilità che distingue un modello economico solido da una stagione fortunata.

Merchandising, stadio e sponsor (il mix che tiene in piedi i ricavi)

La voce che più di tutte spiega la tenuta del fatturato è quella commerciale. I ricavi commerciali crescono del 7%, trainati soprattutto dal merchandising, che beneficia del nuovo modello di business costruito con Fanatics, gruppo attivo a livello globale nel licensing sportivo. Una scelta che, a giudicare dai numeri, sta già dando i suoi frutti.

Anche lo stadio dà segnali positivi. I ricavi da match day aumentano se misurati come media per singolo evento, un indicatore che guarda alla redditività di ogni partita a prescindere dal numero di gare giocate in casa. Il club, nella nota sul progetto di bilancio, non ha però diffuso il dettaglio in milioni delle singole voci (diritti televisivi, stadio, sponsorizzazioni), che al momento non è ancora stato reso noto.

Sul fronte degli sponsor, poi, la stagione 2026/27 si è aperta con la firma della partnership con BBVA, nuovo Official Sleeve Partner e Official Banking Partner nerazzurro, oltre che sponsor di maglia per tutte le squadre giovanili dall’Under 18 in giù. Un accordo che non pesa sul bilancio appena chiuso, ma che indica la direzione: il potenziale commerciale del marchio Inter è tutt’altro che esaurito.

Player trading: la leva che cresce senza indebolire la rosa

C’è poi il capitolo del player trading, che nel bilancio 2026 torna a dare una mano. I ricavi dalla gestione dei diritti dei calciatori aumentano di 11 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. Allo stesso tempo, la voce ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali dei calciatori scende di 8 milioni.

Qui il messaggio è chiaro: l’Inter usa il mercato per generare valore, non per tappare buchi. E lo fa senza smontare la squadra: nel corso dell’estate la rosa di Cristian Chivu, alla seconda stagione sulla panchina nerazzurra, è stata ampliata con nuovi innesti internazionali in vista della nona Champions League consecutiva. Meno ammortamenti significa anche un capitale investito nei cartellini gestito con più efficienza, un dettaglio che può sfuggire al tifoso ma che pesa, eccome, sul conto economico.

I costi scendono (il vero cambio di passo)

Se i ricavi spiegano perché il fatturato tiene, i costi raccontano perché l’Inter resta in utile. Nel 2025/26 i costi della produzione scendono di circa 20 milioni di euro, pari al 4%. Non è un taglio spettacolare, ma è strutturale.

Il punto è proprio questo: con ricavi in calo di circa 49 milioni, mantenere il segno positivo richiedeva di intervenire sulla spesa. Il club lo ha fatto, e il risultato è un conto economico in cui entrate e uscite trovano un equilibrio senza dipendere da un’annata eccezionale in Europa.

Oneri finanziari dimezzati (l’effetto del rifinanziamento)

C’è un’altra voce che ha fatto la differenza, forse la meno visibile: gli oneri finanziari. Nell’esercizio 2025/26 si riducono di circa il 50%, con un risparmio di 19 milioni di euro. Il merito è dell’operazione di rifinanziamento conclusa al termine della stagione precedente, che ha sostituito il vecchio debito con un nuovo finanziamento dal costo del capitale più contenuto.

Tradotto: l’Inter paga molto meno per il suo debito. E con un utile netto di 22,7 milioni, i 19 milioni risparmiati in interessi rappresentano da soli una parte decisiva del risultato finale. È la dimostrazione di quanto, negli anni passati, il peso degli interessi abbia zavorrato i conti nerazzurri.

Patrimonio netto di nuovo positivo

Il dato forse più significativo riguarda la struttura patrimoniale. Il patrimonio netto del Gruppo torna in territorio positivo a 10,4 milioni di euro, da un valore negativo di 12 milioni alla chiusura del bilancio 2024/25. Un miglioramento di oltre 22 milioni in un solo esercizio, sostenuto dal secondo utile consecutivo.

Il messaggio è semplice: le fragilità accumulate negli anni della pandemia si stanno riassorbendo. E il miglioramento dei conti non ha frenato gli investimenti, perché il club ha avviato un consistente piano per lo sviluppo delle infrastrutture dell’Inter Training Center di Appiano Gentile e del Konami Women & Talent Center di Interello.

Dieci anni di conti Inter: dal rosso del Covid ai due utili

Per capire la portata della svolta basta mettere in fila i risultati netti degli ultimi esercizi, in milioni di euro:

  • 2015/16: -59,6
  • 2016/17: -24,6
  • 2017/18: -17,8
  • 2018/19: -48,4
  • 2019/20: -102,4
  • 2020/21: -245,6
  • 2021/22: -140,1
  • 2022/23: -85,4
  • 2023/24: -35,7
  • 2024/25: +35,4
  • 2025/26: +22,7

Il fondo è stato toccato nel 2020/21, con un rosso di 245,6 milioni nella stagione segnata dalla pandemia. Da lì una risalita costante, fino al primo utile del 2024/25 e alla conferma del 2025/26. Dall’arrivo di Oaktree a fine stagione 2023/24, l’Inter ha messo insieme due bilanci in attivo per circa 58 milioni di utili complessivi e due trofei.

Perché l’utile 2026 vale più di quello del 2025?

Letti così, i conti spiegano perché il bilancio 2026 dell’Inter conta, per certi versi, più di quello record dell’anno prima. Il primo utile era arrivato nella stagione della finale di Champions e del Mondiale per Club, con ricavi eccezionali difficilmente ripetibili. Il secondo arriva invece in un’annata in cui l’Europa ha deluso, e si regge su ricavi commerciali in crescita, costi in calo e interessi dimezzati.

Resta la distanza dai grandi club della Premier League in termini di fatturato, e la sfida dei prossimi anni sarà consolidare questi risultati in un contesto internazionale sempre più competitivo. Ma per i campioni d’Italia il quadro è chiaro: la squadra che vince in campo ha imparato anche a far quadrare i conti. E il fatturato Inter 2026, alla fine, è tutto qui: non un record, ma la prova che il modello regge anche senza i record.

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