Eli Lilly vola dopo la trimestrale e supera i massimi delle 52 settimane

Ufficio Studi Money.it

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Eli Lilly guadagna il 7,30% a 1.382,32 dollari e supera il massimo delle 52 settimane, dopo ricavi Q3 2026 a 24,4 miliardi di dollari (+39%) ed EPS rettificato di 7,48 dollari, entrambi sopra le attese. Alzata la guidance sui ricavi per l’intero 2026.

Eli Lilly vola dopo la trimestrale e supera i massimi delle 52 settimane

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Eli Lilly guadagna il 7,30% in Borsa. Alle 15:22 di oggi, giovedì 29 ottobre, il titolo tratta a 1.382,32 dollari, sulla chiusura di ieri fissata a 1.288,30 dollari (+0,50%, tra 1.260,34 e 1.299,43 dollari). È una quotazione intraday, destinata ad aggiornarsi nel corso della seduta: poco dopo l’apertura il titolo ha toccato un massimo di 1.408,38 dollari, superando il precedente massimo delle 52 settimane, a 1.321,21 dollari.

Il contesto: i conti del terzo trimestre battono le attese

A muovere il titolo sono i risultati del terzo trimestre 2026, pubblicati oggi. I ricavi sono saliti a 24,4 miliardi di dollari, +39% sul terzo trimestre 2025. L’utile per azione contabile è di 7,22 dollari (+16%); quello rettificato - il dato che esclude le voci straordinarie e che la società stessa usa per mostrare l’andamento ricorrente del business - è di 7,48 dollari (+7%). I numeri sono quelli del comunicato ufficiale diffuso tramite la SEC.

Lilly ha alzato la guidance sui ricavi 2026 a 91-92 miliardi di dollari, dai precedenti 85-87. Quella sull’utile rettificato per azione scende invece a 35-36 dollari, dai 35,50-36,50 precedenti: non per un business più debole, ma perché il trimestre ha incluso oneri una tantum da 4,57 dollari per azione legati ad accordi di ricerca, che pesano più del miglioramento di 4,07 dollari registrato sul resto della stima.

Mounjaro ha incassato 10,72 miliardi di dollari (+65%), Zepbound 5,35 miliardi (+49%). Il farmaco per l’Alzheimer Kisunla, voce ancora minore, cresce del 175% a 193 milioni di dollari. Lilly era diventata pochi mesi fa la prima casa farmaceutica a superare i mille miliardi di dollari di capitalizzazione, come avevamo raccontato nel nostro approfondimento su quel record.

Il rialzo riguarda tutto il comparto dei farmaci GLP-1 per diabete e obesità, dove Lilly compete soprattutto con la danese Novo Nordisk, che ad agosto aveva alzato le proprie stime senza che il titolo ne beneficiasse in Borsa.

Il quadro tecnico conferma la forza del movimento

Il prezzo supera le medie mobili a 20, 50, 100 e 200 sedute - comprese tra 1.088,04 e 1.221,08 dollari - e la banda superiore di Bollinger, a 1.332,45 dollari: un livello che segnala un movimento più ampio di quelli delle ultime settimane.

L’RSI a 14 sedute, l’indicatore che misura la velocità dei movimenti di prezzo, è salito a 64,5, ancora lontano dall’area di ipercomprato. Il MACD, che misura la differenza tra due medie di prezzo, è positivo e sopra la propria linea di segnale. L’ADX, a 32,6, indica un trend ben definito: i movimenti al rialzo prevalgono su quelli al ribasso.

Anche Pfizer, nelle scorse settimane, era entrata nel business dell’obesità con un’acquisizione, quella della biotech Metsera per 10 miliardi di dollari.

Pure Lilly ha ampliato la propria pipeline con acquisizioni: il 20 aprile 2026 aveva annunciato l’acquisto di Kelonia Therapeutics, biotech di Boston specializzata in terapie oncologiche, per un valore fino a 7 miliardi di dollari.

Guardando oltre la singola seduta

Il rialzo di oggi si aggiunge a un +8,75% nell’ultimo mese e un +55,89% nell’ultimo anno. Il minimo delle 52 settimane resta a 809,63 dollari.

Il calo della guidance sull’utile per azione dipende dagli oneri straordinari del trimestre, non da un rallentamento del business.

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