Elezioni Israele: Netanyahu male nei sondaggi e anche Trump si defila

Martedì 17 settembre ci saranno le elezioni parlamentari in Israele: i sondaggi danno in testa i liberali di Gantz, con Netanyahu sempre più in difficoltà e un Trump finora molto freddo nei confronti del primo ministro uscente.

Elezioni Israele: Netanyahu male nei sondaggi e anche Trump si defila

Si avvicinano le elezioni in Israele di martedì 17 settembre, che si terranno cinque mesi dopo il voto di aprile visto che il Likud del primo ministro uscente Benjamin “Bibi” Netanyahu, al potere dal 2009, non è riuscito poi a formare una maggioranza a sostegno di un suo governo.

Tutto da rifare quindi e questa volta sono diversi i sentori che fanno pensare a una debacle per Netanyahu. Per prima cosa ci sono i sondaggi, che vedono davanti a tutti l’alleanza Bianca e Blu del liberale Benny Gantz.

C’è poi lo strano silenzio in merito a queste elezioni di Donald Trump, che invece nella campagna elettorale di aprile molto si era speso per l’amico Bibi tanto da sfilarsi dall’accordo sul nucleare con l’Iran, riconoscere Gerusalemme come capitale e la sovranità di Israele sulle Alture del Golan, attualmente considerato dall’Onu territorio occupato.

Infine c’è il chiaro messaggio che Gantz ha mandato ai suoi avversari politici: chiuse le urne, un’alleanza di governo tra i Bianchi e Blu e il Likud sarà possibile a patto che Netanyahu, a rischio incriminazione per tre casi di corruzione se dovesse perdere le elezioni, venga escluso dal possibile esecutivo.

Elezioni Israele: data e legge elettorale

Anche politicamente parlando non sembrerebbe esserci pace per Israele. Lo scorso 9 aprile infatti il paese si era recato alle urne con sette mesi d’anticipo per via dello sgretolamento della maggioranza guidata sempre da Benjamin Netanyahu.

La causa furono le dimissioni dell’allora ministro della Difesa Avigdor Lieberman, ultranazionalista del partito Yisrael Beitenu, contrario al cessate il fuoco concordato nella Striscia di Gaza.

Dopo il voto di aprile però il Likud non è riuscito a formare una nuova maggioranza di governo proprio per il rifiuto decisivo sempre di Lieberman, che con il suo partito Yisrael Beitenu non ha garantito l’appoggio dei suoi decisivi 5 deputati eletti.

Tutto da rifare quindi e nuove elezioni che si terranno martedì 17 settembre, quando si voterà per eleggere i 120 deputati che siedono nel Knesset, il Parlamento monocamerale israeliano, attraverso una legge elettorale puramente proporzionale con soglia di sbarramento fissata al 3,25%.

Con una legge elettorale proporzionale e uno scenario politico più che frammentato, sono inevitabili delle alleanze post voto per poter formare una maggioranza di governo che nel Knesset è di 61 deputati.

I sondaggi

Questa volta la faccenda per Bibi sembrerebbe mettersi male. Quando uno come Donald Trump, che è sempre stato un grande amico e sostenitore ma che non ama molto essere accostato a candidati perdenti, rimane freddo e distaccato non è mai un buon segnale.

Una situazione di difficoltà per Benjamin Netanyahu fotografata anche dal sondaggio di Kantar del 10 settembre in merito a queste elezioni in Israele. L’alleanza Bianco e Blu di Gantz sarebbe infatti davanti al Likud.

Difficile però che i liberali possano formare una maggioranza con le altre forze politiche, specie quelle di destra oppure religiose, così l’ipotesi al momento più probabile è quella di un patto proprio con il Likud: Gantz primo ministro e Netanyahu fuori dal governo.

Guardando il sondaggio, sarebbe in bilico sulla soglia di sbarramento il partito di estrema destra Otzma Yehudit, con i Laburisti sempre più in crisi e anche loro a rischio di non eleggere propri deputati nel prossimo Knesset.

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