Superbonus, i limiti pazzi delle Entrate: nuovi esclusi dall’agevolazione

Superbonus, la circolare n. 24/E dell’Agenzia delle Entrate pone dei limiti più severi di quelli del decreto Rilancio: vediamo chi sarebbero i nuovi esclusi dall’agevolazione qualora questa interpretazione restrittiva venisse confermata.

Superbonus, i limiti pazzi delle Entrate: nuovi esclusi dall'agevolazione

Superbonus, l’Agenzia delle Entrate ha escluso dei beneficiari con la circolare su ecobonus e sismabonus al 110% dell’8 agosto.

È una situazione particolarmente assurda, visto che, durante la fase di conversione del decreto Rilancio, sono state apportate modifiche volte ad ampliare la platea di beneficiari.

La limitazione della circolare dell’8 agosto nasce perché si fa riferimento alla natura residenziale degli edifici, particolarità che il decreto Rilancio invece non prende in considerazione, proprio per fare in modo che l’agevolazione fiscale potesse essere applicata ad ampio raggio.

Prendiamo ad esempio il caso delle Onlus: le associazioni non a scopo di lucro che gestiscono Rsa, case di riposo, cliniche ed ospedali, dunque fabbricati che spesso non sono accatastati fra le abitazioni e che con questa interpretazione assolutamente restrittiva delle Entrate rischiano l’esclusione dal superbonus.

Superbonus, i limiti pazzi delle Entrate: nuovi esclusi dall’agevolazione

L’Agenzia delle Entrate ha difatto creato nuovi esclusi dal superbonus con la circolare n. 24/E dell’8 giugno. Nel documento di prassi, al capitolo 2 (nell’ambito oggettivo) infatti si legge che l’ecobonus e il sismabonus al 110%, sia per i lavori trainanti che per quelli trainati, sono agevolazioni riservate a edifici di natura residenziale.

Questa caratterizzazione degli edifici non fa parte però della normativa del decreto Rilancio, provvedimento “padre” del superbonus.

L’Agenzia delle Entrate, insomma, si è presa il dito con tutta la mano: il decreto Rilancio infatti non fa mai riferimento al carattere residenziale dei fabbricati, ma utilizza un generico “edifici”.

La conseguenza è che, mentre il decreto prova ad ampliare il più possibile la platea di beneficiari del superbonus. Con questa interpretazione dell’Agenzia delle Entrate vengono esclusi anche i condomini con di soli negozi o uffici, quando invece per il TUIR non c’è distinzione tra la destinazione residenziale o strumentale quando si parla di unità immobiliare.

Superbonus, l’Agenzia delle Entrate esclude anche Onlus, ospedali e cliniche dall’agevolazione

Tra i grandi esclusi delle interpretazioni restrittive (e fantasiose) dell’Agenzia delle Entrate ci sono anche le Onlus.

Le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale sono state inserite tra i beneficiari del superbonus durante la fase di conversione del decreto Rilancio.

Come anticipato, sono spesso le Onlus a gestire le Rsa, le case di riposo, le cliniche, gli ospedali. Questi edifici però non sono, di solito, accatastati come abitazioni.

Stesso discorso anche per le associazioni e società sportive dilettantistiche, che secondo il decreto Rilancio hanno diritto al superbonus limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

In conclusione dunque ci auspichiamo che l’Agenzia delle Entrate torni sui suoi passi e si adegui a quanto esplicitamente previsto dal decreto Rilancio.

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