Ecco come il dollaro schiaccerà le economie emergenti nel 2025

Redazione Money Premium

01/01/2025

Dollaro forte e rendimenti obbligazionari USA elevati: sfide cruciali per i mercati emergenti, tra valute deboli, debiti in aumento e politiche economiche divergenti.

Ecco come il dollaro schiaccerà le economie emergenti nel 2025

Le economie emergenti si trovano a fronteggiare una sfida storica determinata dal rafforzamento del dollaro americano e dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi.

Questa combinazione sta mettendo sotto pressione i mercati emergenti, privandoli di strumenti semplici per contrastare il fenomeno. Con il dollaro in ascesa, molte economie emergenti stanno vivendo una tempesta economica: valute locali indebolite, aumento dei costi per il servizio del debito denominato in dollari, flussi di capitale in diminuzione o addirittura fuga di capitali, prezzi degli asset locali depressi e crescita economica rallentata.

In questo contesto, l’incertezza intorno alle politiche commerciali e tariffarie del governo americano aggrava il quadro. Le precedenti esperienze storiche dimostrano che situazioni come questa possono creare cicli viziosi, accelerando le difficoltà economiche e rendendo complessa qualsiasi inversione di tendenza.

Uno sguardo a due giganti emergenti, Cina e Brasile, evidenzia strategie opposte e risultati simili. Pechino sta adottando politiche monetarie e fiscali espansive per stimolare la crescita, mentre Brasilia punta su tassi di interesse elevati e rigore fiscale per affrontare l’inflazione galoppante. Nonostante approcci diametralmente opposti, entrambe le economie stanno ottenendo risultati simili: crescita anemica e valute deboli.

In Brasile, l’inflazione elevata ha portato a politiche monetarie estremamente restrittive, ma la mancata riduzione della spesa pubblica ha contribuito al crollo del real, mai così debole. In Cina, invece, il governo sta affrontando pressioni deflazionistiche, tagliando i tassi di interesse e varando massicci pacchetti di stimolo economico per trilioni di dollari. Tuttavia, la crescita rimane stagnante e lo yuan è vicino ai minimi storici.

La Cina sta considerando una svalutazione controllata dello yuan per rispondere ai dazi americani, ma una simile strategia comporta rischi significativi. Una svalutazione eccessiva potrebbe accelerare la fuga di capitali e innescare una corsa al ribasso tra le valute dei mercati emergenti, con effetti disastrosi per l’economia globale. La competizione valutaria creerebbe enormi difficoltà, poiché il dollaro rappresenta ormai il principale fattore determinante per i flussi finanziari nei mercati emergenti, più dei differenziali di tasso di interesse.

Secondo l’Institute of International Finance (IIF), i flussi di capitale verso i mercati emergenti scenderanno del 24% il prossimo anno, passando da 944 miliardi a 716 miliardi di dollari.

Un’altra sfida cruciale per i mercati emergenti è rappresentata dall’aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi. Il debito sovrano e societario in valuta forte è in crescita, raggiungendo i 30 trilioni di dollari, pari al 28% del mercato obbligazionario globale, contro il 2% nel 2000. Le condizioni finanziarie nei mercati emergenti sono le più rigide degli ultimi cinque mesi, secondo Goldman Sachs, principalmente a causa dell’aumento dei tassi USA. La possibilità di ridurre i tassi di interesse locali è limitata, in quanto ciò metterebbe pressione sui tassi di cambio e potrebbe minare la stabilità finanziaria.

Un lato positivo per i mercati emergenti è la disponibilità di riserve valutarie significative, che potrebbero fornire un cuscinetto contro le pressioni finanziarie. Di queste, 12,3 trilioni di dollari sono detenuti da economie emergenti, con la Cina che ne possiede 3,3 trilioni. Le economie emergenti si trovano tra incudine e martello, strette tra un dollaro forte e condizioni finanziarie globali sempre più rigide.

Non esiste una soluzione unica per affrontare queste sfide, e le divergenze nelle strategie economiche mostrano quanto il cammino sia accidentato. In futuro, i policymakers dovranno probabilmente attingere alle riserve valutarie e continuare a sperimentare soluzioni per evitare che questa crisi globale si trasformi in un disastro di lunga durata.