Dividendi Piazza Affari, questi 3 titoli hanno ancora spazio per correre nel secondo semestre

Claudia Cervi

22 Giugno 2026 - 15:20

Oggi stacco dividendi per Leonardo, Poste, Stm, Snam, Terna e Hera. Solo 3 titoli hanno ancora margine reale, secondo gli analisti.

Dividendi Piazza Affari, questi 3 titoli hanno ancora spazio per correre nel secondo semestre

Cedola oggi o rendimento in futuro? I dividendi di Piazza Affari di oggi 22 giugno offrono uno scorcio su due modi opposti di investire in azioni. Acea paga il 5,39%, Enav il 5,30%, Iren il 5,21%. Leonardo invece si ferma all’1,21%. Stm, addirittura, allo 0,14%. Eppure è il titolo che da gennaio ha reso oltre il 200% a chi lo aveva già in portafoglio.

Il FTSE Mib, nello stesso periodo, è salito del 16%. Tra i tre yield più ricchi di oggi, solo Enav ha tenuto il passo dell’indice, con un +10%. Acea e Iren no: -5,15% e -3,75% da inizio anno. Un gap di oltre 20 punti percentuali rispetto all’indice, pagato solo in parte con la cedola di oggi.

Il FTSE Mib ha aperto oggi a 52.789 punti, dopo aver toccato il massimo storico di chiusura (52.984 punti) venerdì scorso. Con l’indice su questi livelli, come distinguere chi ha ancora margine per salire da chi è a fine corsa? Partiamo dai numeri e vediamo i dividendi di oggi 22 giugno, in ordine di rendimento del dividendo:

SocietàPaniereDividendoValutaDividend YieldTipo dividendo
Acea Mid Cap 1,20 EUR 5,39% Cedola unica annua (0,95 ordinaria + 0,25 straordinaria)
Enav Mid Cap 0,29 EUR 5,30% Cedola unica annua
Iren Mid Cap 0,1386 EUR 5,21% Cedola unica annua
Powersoft FTSE Italia Growth 0,78 EUR 4,33% Cedola unica annua
Hera FTSE Mib 0,16 EUR 4,26% Cedola unica annua
Poste Italiane FTSE Mib 0,85 EUR 2,95% Saldo (dividendo 2025 totale 1,25 euro)
Snam FTSE Mib 0,1813 EUR 2,86% Cedola unica annua
Tamburi Investment Partners Mid Cap 0,26 EUR 2,80% Cedola unica annua
Terna FTSE Mib 0,277 EUR 2,71% Cedola unica annua
OVS Mid Cap 0,14 EUR 2,20% Cedola unica annua
Leonardo FTSE Mib 0,63 EUR 1,21% Cedola unica annua
Carel Industries Mid Cap 0,195 EUR 0,65% Cedola unica annua
STMicroelectronics FTSE Mib 0,09 USD 0,14% Prima tranche trimestrale (dividendo 2025 totale 0,36 USD)

Per rispondere alla domanda, abbiamo analizzato i fondamentali e le previsioni degli analisti e solo tre titoli superano la verifica.

Leonardo

Leonardo paga oggi una cedola di 0,63 euro per azione, in crescita dal 0,52 dello scorso anno. Ma non è il rendimento del dividendo a far gola a chi investe sul titolo. Molti analisti continuano a rivedere al rialzo i target a 12 mesi. La scorsa settimana Kepler Cheuvreux, ha assegnato un rating buy con fair value a 75 euro, con aggiornamento legato alle previsioni sul secondo trimestre e all’inclusione di Iveco Defence nel perimetro.

È un target ben sopra la media del consensus degli ultimi mesi, fissato tra 60 e 70 euro, su un titolo che il mercato continua a valutare con il backlog in crescita a doppia cifra e la spesa militare europea come driver strutturale. Il payout sotto il 30% lascia margine per continuare a reinvestire senza forzare la cedola. Rispetto ai prezzi attuali, l’upside potenziale è del 48%.

STM

Dopo la revisione della guidance sui ricavi dei data center, Equita, Ubs e Intermonte avevano già alzato i target di STM rispettivamente a 76, 80 e 70 euro. Kepler Cheuvreux ora fa il salto più vistoso: da 48 a 78 euro, con rating buy. Bank of America è la più aggressiva: passa da neutral a buy e porta il target da 71 a 86 euro.

STM fornisce microcontrollori, circuiti integrati fotonici e tecnologie di packaging avanzate per le infrastrutture AI: BofA stima che questo segmento passerà da 670 milioni di dollari di ricavi nel 2026 a 2,3 miliardi nel 2028. Il ciclo di investimenti nei satelliti in orbita bassa, secondo la banca, è appena iniziato e la guidance del management, 3 miliardi di ricavi cumulati nel periodo 2026-2028, sarebbe già “troppo prudente”.

BofA ritiene anche che le attuali stime sull’utile per azione siano basate su ipotesi di margine troppo pessimistiche e stima un EPS di 1,57 dollari per il 2026 (+43% sopra il consensus), 3,53 dollari per il 2027 (+43%) e 4,63 dollari per il 2028 (+30%). Il target a 86 euro implica un rialzo del 25% dai livelli attuali.

Poste Italiane

Poste Italiane non è solo un titolo da dividendo: il saldo di oggi da 0,85 euro, più l’acconto da 0,40 pagato a novembre, danno un dividend yield del 4,3% circa, mentre il titolo è salito di oltre il 200% in tre anni e del 30% da inizio 2026.

Cinque banche hanno alzato il target in sei settimane. Akros è partita da 26,5 euro l’8 maggio, dopo una trimestrale con ricavi record a 3,5 miliardi (+8%) ed Ebit adjusted a 905 milioni (+13,6%). Il 16 giugno ha alzato nuovamente a 32 euro. Berenberg è arrivata a 30,1 euro il 29 maggio, stimando sinergie sull’operazione Tim fino a 1 miliardo contro gli 0,7 miliardi di guidance ufficiale. Deutsche Bank ha portato il target a 29,1 euro il 10 giugno.

Oggi Poste tratta a 27,9 euro: tre target su quattro sono sotto, quindi un margine di upside reale c’è ancora, calcolabile in una forchetta tra il 4% e il 14,7% (rispetto all’ultimo target di Akros).

Quello che rende Poste un caso diverso è però un altro: la crescita potenziale del dividendo. Berenberg stima una cedola fino a 1,50 euro nel 2028 (payout al 77%, yield al 6,6%), ed Equita calcola un payout al 75% sull’utile ex-Tim con un rendimento sopra il 6,5% già nel 2027. Se queste stime si confermano, il dividendo di oggi (al 4,3%) è solo il punto di partenza di una traiettoria che nei prossimi due anni potrebbe quasi raddoppiare il rendimento.

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