Didattica a distanza: ecco cosa devono fare i docenti durante le vacanze di Pasqua

Antonio Cosenza

6 Aprile 2020 - 13:06

6 Aprile 2020 - 13:13

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Vacanze di Pasqua: nei giorni di festa la didattica a distanza è sospesa? Sì, a meno che non ci sia volontà congiunta dei docenti e del Dirigente scolastico.

Didattica a distanza: ecco cosa devono fare i docenti durante le vacanze di Pasqua

Scuola: in questi giorni di didattica a distanza ci sono diversi dubbi riguardo alle imminenti festività di Pasqua.

Ci sono istituti, infatti, che sembrerebbe vogliano proseguire con la didattica a distanza riducendo le vacanze di Pasqua a pochi giorni, così da recuperare alcuni dei giorni persi nelle prime settimane di emergenza da COVID-19, quando le scuole sono rimaste chiuse e la didattica a distanza non era ancora partita.

È il caso, ad esempio, di una scuola di Torino dove il consiglio di istituto ha modificato il calendario delle vacanze di Pasqua riducendole a due giorni, così da recuperare qualche giorno perso di lezione.

Sono in molti a fare appello alle scuole affinché si possa prendere d’esempio da questo istituto; ad esempio, nelle ultime ore è stato il Codacons a chiedere al Ministero dell’Istruzione di rivedere le vacanze di Pasqua visto che è “folle aggiungere altri periodi di sospensione della didattica a quelli già saltati per effetto del Coronavirus”.

Un appello che però il MIUR non sembra voler ascoltare: ecco perché la didattica a distanza verrà sospesa durante le vacanze di Pasqua (confermati i giorni previsti dai calendari scolastici di inizio anno) e gli insegnanti non avranno nessun obbligo in merito.

Didattica a distanza: i docenti devono comunque lavorare?

La didattica a distanza si ferma durante le vacanze di Pasqua; vale tanto per i docenti quanto per gli studenti. Come deliberato dal Consiglio di Istituto ad inizio anno, infatti, durante le vacanze pasquali tutte le attività didattiche (quindi anche quelle a distanza) restano sospese.

Come spiegato dall’avvocato Barone ad OrizzonteScuola.it, quindi, solo una modifica da parte del MIUR del calendario scolastico può far cambiare le disposizioni vigenti. Fino ad allora le vacanze pasquali continuano ad essere un diritto di tutti i lavoratori della scuola; “diritto che non può essere intaccato da alcuna disposizione unilaterale da parte della dirigenza scolastica”.

D’altronde, come più volte sottolineato dalla Corte di Cassazione, la possibilità di svolgere attività lavorativa durante i giorni di festività deve derivare da un accordo congiunto tra lavoratore e datore di lavoro. Non può dipendere, quindi, da una volontà unilaterale, né dell’una né dell’altra parte.

Quindi, durante le vacanze di Pasqua - nella maggior parte dei casi si andrà da giovedì 9 a lunedì 13 aprile - i docenti non dovranno occuparsi della didattica a distanza.

Didattica a distanza: non è ancora obbligatoria

Altro punto sul quale è bene intervenire, anche se potrebbero esserci novità in tal senso già in giornata, è quello riguardante l’obbligo della didattica a distanza. Ad oggi, infatti, le lezioni a distanza sono svolte su base “volontaria e non obbligatoria”.

Ecco perché questi non possono essere obbligati a ricorrere a questo strumento, né ora né tantomeno durante le vacanze di Pasqua.

Come anticipato, però, potrebbero esserci novità già in giornata: nel decreto Scuola che la Presidenza del Consiglio dei Ministri approverà in giornata, infatti, dovrebbe esserci scritto che nei giorni in cui le scuole resteranno chiuse i docenti si occuperanno di andare avanti con il programma avvalendosi appunto della didattica a distanza.

Una disposizione - già presente nella prima bozza - che di fatto renderebbe obbligatoria la didattica a distanza (ma non durante le vacanze di Pasqua).

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