Debito Francia, l’allarme di UBS che ricorda l’incubo di Italia e Grecia

Laura Naka Antonelli

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Sergio Ermotti, amministratore delegato di UBS, ha parlato della necessità che la Francia vari misure drastiche. La risposta alla domanda sul ritorno all’austerity.

Debito Francia, l'allarme di UBS che ricorda l'incubo di Italia e Grecia

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Per rimettere in sesto i propri conti pubblici, la Francia deve mettere in atto “misure drastiche”, che sono quelle che sono state adottate da Paesi dell’area euro come l’Italia e la Grecia, così come la Spagna e il Portogallo, per uscire dalla crisi dei debiti sovrani esplosa 15 anni fa.

Parola di Sergio Ermotti, CEO di UBS che, in un intervento alla trasmissione “Squawk On The Street” della CNBC, ha affermato che interventi di lieve entità, nello specifico “misure limitate e graduali”, non sono sufficienti per affrontare la spirale del debito della Francia.

Alert Francia da Ermotti (UBS): il paragone con crisi debiti sovrani e con incubo Italia e Grecia

Ermotti ha paragonato le attuali turbolenze sul mercato obbligazionario europeo alla crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona del 2011, avvertendo che le dimensioni dell’economia francese sono tali da rischiare di rendere la situazione ancora più difficile da gestire.

Così il numero uno di UBS:

“Negli ultimi 10-15 anni abbiamo attraversato situazioni simili in Spagna, Italia, Grecia e Portogallo. Questi Paesi, che sono entrati in una grave crisi, sono ora quelli che registrano le migliori performance in Europa”.

UBS ha per caso invocato il ritorno all’austerity? La risposta di Ermotti

Ma Ermotti ha per caso invocato il ritorno all’austerity, ovvero manovre di lacrime e sangue per consentire alla Francia, così come anche ad altri Paesi europei alle prese con l’erosione dei loro conti, di ripristinare la credibilità fiscale?

Nel riconoscere che il problema non è solo di Parigi, visto che ci sono altre parti dell’Europa che potrebbero necessitare di “qualcosa di simile” per tornare a essere credibili, Ermotti ha dato una risposta precisa alla domanda della CNBC relativa al possibile bisogno di ricorrere di nuovo all’austerità: “C’è bisogno di misure severe...misure limitate e graduali non saranno sufficienti, per far fronte all’enorme montagna del debito”

Che la Francia sia nei guai, a causa della difficoltà di Parigi a far scendere il rapporto deficit-PIL (che rimane superiore al 5%, rispetto al 3% massimo consentito dal Patto di stabilità e crescita UE), lo dimostra da diverso tempo il trend dei suoi titoli di debito, ovvero degli OAT.

Riesplode oggi la tensione su Titoli di Stato europei, rendimenti OAT +10 punti base

Oggi l’ansia torna a montare, in generale sul mercato dei Titoli di Stato dell’area euro: i rendimenti degli OAT francesi sono quelli che soffrono di più, di nuovo, schizzando di 10 punti base e risalendo al 4,85%, dopo il recente dietrofront.

Balzano in modo sostenuto anche i rendimenti dei BTP (+8 punti base), tornando a viaggiare al di sopra della soglia del 4,60%.

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