Hai un condizionatore in casa ma non hai mai provato la funzione dry? Ecco di cosa si tratta e come usarla correttamente sia in estate sia in inverno.
Il condizionatore è diventato negli anni un elettrodomestico indispensabile nelle case degli italiani. Per quanto oneroso a livello di acquisto degli split e di installazione, permette di godere di un ambiente sempre piacevole.
In estate, quando il caldo diventa afoso e insopportabile, si può impostare una temperatura fresca e piacevole, d’inverno col freddo tagliente ci sono modalità e funzioni per un ambiente sempre accogliente e confortevole.
La funzione più utile in questo senso è la dry, spesso sottovalutata. Non l’hai mai usata prima? Ecco una guida completa per sapere di cosa si tratta e come sfruttarla correttamente sia in estate sia in inverno.
Cos’è la funzione dry del condizionatore
La funzione dry del condizionatore altro non è che la modalità di deumidificazione.
Si tratta di una modalità presente in tutti i condizionatori che permette di eliminare l’umidità in eccesso nell’aria con tutte le conseguenze positive come il rendere l’aria più pulita, gradevole e l’ambiente più vivibile.
L’umidità infatti è responsabile della formazione di muffe, virus, batteri, nocivi per la salute. Il dispositivo in modalità dry assorbe l’aria presente nella stanza mentre il liquido refrigerante raggiunge la serpentina a bassa temperatura.
Una volta là raffredda l’aria, trasformando in ghiaccio la componente acquosa. A questo punto l’aria è pronta per essere immessa di nuovo nella stanza. Il deumidificatore quindi secca l’aria e la filtra in modo continuo per renderla più pulita e respirabile.
Anche in estate la funzione dry può essere utile per donarci una sensazione di benessere. La sudorazione sarà più naturale e essendo la quantità di ossigeno più alta in relazione alla minore presenza di acqua nell’aria, respireremo anche meglio.
Occhio però perché la funzione deumidificatore dev’essere usata in presenza di particolari condizioni meteo esterne. C’è chi utilizza tale funzione in modo errato.
Come usare la funzione dry del condizionatore per un clima ottimale in casa
La funzione dry è efficace al 100% in casa quando c’è tanta afa e umidità, il che rende l’ambiente in cui si vive particolarmente disagiante.
Non è necessario che ci siano temperature elevate o troppo basse, in diverse situazioni e contesti attivare la deumidificazione del condizionatore può portare a vantaggi tangibili.
In estate
In estate, la funzione dry diventa molto efficace per poter sopravvivere all’afa, e non al caldo in senso stretto. Quando l’aria diventa quasi impossibile da respirare, questa modalità può tornarti utile.
Ma qual è il momento giusto in cui impostarla? Sicuramente per le serate afose può essere un potente alleato. Quando fa caldo anche dopo il tramonto, l’umidità tende a salire a dismisura. Ecco perché attivarla, magari poco prima di andare a dormire, può tornare utile. In camera da letto, infatti, questa funzione risulta essere più silenziosa e previene raffreddori o torcicollo causati dal getto d’aria freddo diretto.
Un altra situazione in cui la deumidificazione diventa quasi fondamentale è quando si verificano temporali estivi. Subito dopo, l’aria esterna diventa piena di umidità che entra in casa se le finestre sono aperte. Ricordati di chiuderle e di attivare la funzione dry per asciugare l’ambiente circostante.
In termini di aree geografiche, sicuramente l’umidità è più alta nelle zone costiere e in Pianura Padana. Qui la modalità dry è più efficiente e confortevole rispetto alla modalità cool.
In inverno
Anche durante l’inverno, l’uso della funzione dry può tornare molto utile, sebbene risulti essere meno intuitiva. Ci sono situazioni specifiche in cui attivarla può fare bene all’ambiente circostante.
Quando fa particolarmente freddo, l’aria esterna è fredda e secca, mentre quella interna registra spesso picchi di umidità a causa di attività quotidiane come cucinare, asciugare i panni o fare la doccia.
Avere aria umida in casa crea la condensa quando questa incontra superfici fredde. E a lungo andare possono emergere problemi come la muffa, l’aumento di percezione del freddo e problemi respiratori.
Ecco dunque che può tornare utile attivare la funzione dry soprattutto in determinate situazioni. Per esempio dopo aver fatto la doccia, anche solo per 15-20 minuti. Oppure quando ci sono vestiti da asciugare in casa.
Valuta di accendere il condizionatore anche dopo aver cucinato o la mattina appena sveglio, così da eliminare l’umidità prodotta durante la notte.
Se in generale d’inverno si predilige la modalità heat per il riscaldamento, oppure si accendono semplicemente i termosifoni, la funzione dry può comunque essere utile per i casi sopracitati.
A che temperatura mettere la funzione dry del condizionatore
Anche se l’obiettivo principale della funzione dry è di diminuire il tasso di umidità, piuttosto che di raffreddare o riscaldare l’ambiente, è importante scegliere una temperatura adeguata.
Ci sono diverse correnti di pensiero a riguardo, ma gli esperti rivelano che esiste un range consigliato da impostare in estate e uno perfetto per l’inverno.
In estate
Durante le giornate più calde, come detto nei capitoli precedenti, puoi valutare la possibilità di impostare la modalità dry quando c’è molta afa in casa.
La temperatura ottimale è solitamente tra i 24 e i 26 gradi centigradi. Il motivo? Innanzitutto si prova così una sensazione di benessere, con l’aria che sembrerà più fresca – pur essendo a 24-25 gradi – piuttosto che con aria umida.
Anche dal punto di vista dell’efficienza energetica, impostare temperature più o meno alte fa sì che il compressore lavori meno, risparmiando in bolletta rispetto per esempio alla modalità cool a 18 gradi.
Ci sono infine vantaggi per la salute. Non essendoci sbalzi termici troppo elevati tra l’interno e l’esterno della casa, si evita di andare incontro a colpi d’aria, torcicollo o altri malanni.
In inverno
D’inverno invece, la funzione dry non ha come obiettivo il comfort, quanto piuttosto eliminare l’umidità interna in eccesso senza raffreddare l’ambiente.
Per questo motivo, la temperatura da impostare dovrebbe essere vicina a quella del riscaldamento che già stai utilizzando in casa. Un range tra i 19 e i 22 gradi potrebbe andare bene.
Considerando che la modalità in questione ha un leggero effetto refrigerante, devi stare attento a non impostare una temperatura troppo bassa, altrimenti rischi di rendere troppo fredde le stanze.
Ricordati di attivare la funzione dry solo per brevi periodi, per esempio 30-60 minuti. Questo perché l’obiettivo è prevenire la muffa e l’aria pesante, non regolare la temperatura che hai in casa.
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