C’è chi l’ha definito il collocamento dell’anno nell’ambito dei Btp. In effetti – considerando l’attenzione rivolta dal mercato ai trentennali – il nuovo Btp 4,3% 2054 ha requisiti certamente interessanti nell’attuale contesto della curva dei rendimenti.
Prima di confrontarlo con altre emissioni governative italiane sulla stessa parte di curva eccone le caratteristiche.
La carta d’identità del Btp 2054
Il titolo andrà in regolamento e in quotazione la settimana prossima.
- Rating BBB (S&P)
- Isin IT0005611741
- Cedola 4,3%
- Scadenza 1/10/2054
- Taglio 1.000 Eur
- Ammontare 8 miliardi di Eur.
Il titolo è stato collocato a 99,789 – che è anche prezzo fiscale - corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,359%.
L’importo complessivo è stato pari a 8 miliardi di euro contro una domanda che ha sfiorato i 131 miliardi di euro. Questi due numeri sono la conferma di un appeal di tutto rilievo. Ciò deriva da tre fattori:
- gli emittenti governativi in euro stanno allungando le scadenze delle emissioni in collocamento per estendere la vita media del debito, il che avviene anche da parte del Mef,
- proprio sul trentennale c’è - osservando la curva in corso degli yield - un picco interessante di rendimento, che il mercato vuole cogliere,
- una cedola del 4,3% su una scadenza 2054 consentirà di sfruttare movimenti al rialzo delle quotazioni pur con un rendimento distribuito significativo. È l’abbinata giusta cui il mercato guarda in ottica di “total return” nell’arco di due-tre anni.
Una prima cedola cortissima
Come già avvenuto per altre emissioni italiane c’è da notare che il primo stacco cedola si verificherà solo 14 giorni dopo il debutto, ovvero l’1/10/2024, con un tasso proporzionale dello 0,164481%.
In seguito lo schema diventerà quello tradizionale a sei mesi, ovvero con pagamento il 1° aprile e poi il 1° ottobre di ogni anno.
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Un confronto del Btp 2054 con gli avversari esteri
Prima di analizzare il nuovo Btp rispetto ad altri titoli di Stato italiani è opportuno effettuare un raffronto con quanto rendono i trentennali di diversi Paesi europei sempre dell’area euro. Il Grecia 2054 si colloca al 3,88%, lo Spagna 2054 al 3,66%, il Francia 2054 al 3,42% e il Germania 2054 al 2,41%.
Il Btp quindi è primo nella relativa classifica, il che ovviamente è motivo di esultanza per gli investitori (non solo italiani) ma di tensioni per il debito pubblico nazionale. Si è detto di un rendimento in emissione del 4,359%, sebbene – in presenza già di due tagli dei tassi (il primo ieri) – l’ipotesi di una discesa sotto il 4% sia realistica.
Di qui la corsa agli acquisti da parte degli istituzionali in corso di asta.
Un confronto del Btp 2054 con altri due Btp
La proposta di un trentennale si inserisce in una fase molto favorevole per altri Btp già quotati da tempo e che si piazzano regolarmente ai primi posti degli scambi su Borsa Italiana. Sono:
- Btp 4,5% Ot2053 – Isin IT0005534141 – scadenza 1/10/2053 – emissione del febbraio 2023
- Btp 1,7% St2051 – Isin IT0005425233 – scadenza 1/9/2051 – emissione del settembre 2020.
Questi due Btp viaggiano quasi in parallelo nei volumi delle contrattazioni, perché caratterizzati da parametri diversi fra loro ma che si adattano a strategie differenti. Il primo – il 2053 – quota sui 106-106,5 Eur, con uno yield a scadenza sul 4,1% e una “duration” (sensibilità ai tassi) di 15,9.
Come l’esordiente 4,3% 2054 si presta al “total retun” di cui si diceva sopra. Il secondo – il 2051 – quota sui 63-63,5 Eur, con uno yield a scadenza del 4%, che però dice poco, poiché chi lo acquista considera solo il fattore “duration” a 19,2 e quindi le maggiori potenzialità di incremento delle quotazioni in presenza di una politica monetaria che si rivelasse sempre più espansiva.
Il 2054 si allinea sul primo fronte e diventerà perciò il concorrente diretto del 2053, con cui affronterà probabilmente una dura battaglia sul fronte degli scambi.
In sintesi la linea di fuoco dei trentennali assume un ruolo importante sulla curva dei Btp, che dovrebbe progressivamente tendere verso una normalizzazione del suo andamento. Oggi i 2053-2054 già godono di rendimenti elevati rispetto agli altri tratti della “yield curve”, il che fa loro riscuotere maggiore interesse da parte di chi investe sui nostri titoli di Stato.
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