La spesa è una delle voci più influenti sul bilancio mensile di una famiglia. Ma seguendo alcune buone abitudini potremmo riuscire a risparmiare 100 euro al mese-
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Cento euro in meno alla cassa ogni mese, senza mangiare peggio né svuotare il carrello di tutto ciò che piace alla famiglia. Sembra la promessa di un volantino, invece è un obiettivo alla portata di molti nuclei, a patto di cambiare metodo, prima ancora che abitudini. E il momento non potrebbe essere più adatto: secondo le stime preliminari dell’Istat, a settembre 2026 l’inflazione è balzata al 4,2% su base annua (dal 3,3% di agosto), il dato più alto da settembre 2023, e il cosiddetto carrello della spesa è passato dal +0,9% al +1,7%, spinto dagli alimentari non lavorati (+5,5%).
Lo scontrino, insomma, torna a pesare. Già nel 2025, secondo l’ultimo report Istat sulle spese delle famiglie, la spesa media per alimentari e bevande analcoliche era salita da 533 a 552 euro al mese e il 29,4% delle famiglie aveva dichiarato di aver limitato la spesa per il cibo. Ecco un piano pratico, con numeri, tabelle e confronti, per capire come risparmiare sulla spesa partendo da tre abitudini: programmare i pasti, controllare il prezzo al chilo o al litro e scegliere dove acquistare ogni categoria di prodotto.
È davvero possibile risparmiare 100 euro al mese sulla spesa?
Sì, soprattutto se oggi la spesa si fa «a occhio»: senza lista, inseguendo le offerte del momento e riempiendo il carrello di piatti pronti, snack, bevande e monoporzioni. Per risparmiare 100 euro al mese non serve un unico grande taglio: il risultato arriva sommando tanti piccoli risparmi da 5, 10 o 20 euro su categorie diverse. Per dare un ordine di grandezza, 100 euro valgono circa il 18% dei 552 euro medi rilevati dall’Istat, una media nazionale che include anche i single e le coppie: per una famiglia con figli, che spende di più, l’incidenza del taglio è più bassa.
Del resto, secondo il Rapporto mondiale sui salari 2024-2025 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), i salari reali italiani restano inferiori dell’8,7% rispetto al 2008, la perdita più pesante del G20. E con l’inflazione al 4,2%, l’Unione Nazionale Consumatori stima per una famiglia media un aumento del costo della vita di 1.108 euro all’anno, tra casa, energia, trasporti e spesa. Il punto, quindi, non è spendere sempre meno, ma spendere meglio. La domanda giusta non è «quanto costa questo scontrino?», ma «quanto costerà mangiare questa settimana?».
Il metodo del budget mensile diviso per settimane
Il primo passo è fotografare la situazione reale: scontrini dell’ultimo mese o movimenti della carta alla mano, si sommano la spesa alimentare e i prodotti per casa e igiene acquistati insieme al cibo, lo stesso perimetro che l’Istat usa per il suo «carrello della spesa».
Poi serve un obiettivo sostenibile. Una famiglia di tre-quattro persone che spende 540 euro al mese e prova a scendere subito a 350 rischia di mollare dopo due settimane; puntare a circa 435 euro, invece, significa centrare i 100 euro di risparmio con un cambiamento gestibile. Considerando che un mese conta in media 4,3 settimane, quel tetto si traduce in una spesa settimanale a budget di circa 100 euro, pasti, merende e piccole scorte comprese. Ecco come può cambiare la ripartizione mensile (cifre indicative):
| Voce di spesa | Prima (al mese) | Obiettivo (al mese) | Risparmio |
|---|---|---|---|
| Pane, pasta, riso, cereali | 65 € | 55 € | 10 € |
| Carne, pesce, uova, legumi | 140 € | 115 € | 25 € |
| Frutta e verdura | 110 € | 95 € | 15 € |
| Latte, yogurt, formaggi | 80 € | 65 € | 15 € |
| Snack, dolci, bevande | 80 € | 50 € | 30 € |
| Surgelati, piatti pronti, extra | 65 € | 55 € | 10 € |
| Totale | 540 € | 435 € | 105 € |
Non serve eliminare una categoria, basta ridimensionare le voci meno controllate, a partire dagli extra (merendine, bibite, acquisti dell’ultimo minuto), che qui valgono da soli 30 euro al mese.
La lista intelligente parte dal menu (e dal metodo «6 a 1»)
Più che dalla dispensa, conviene partire da un menu realistico di 5-7 giorni, con un pasto libero per avanzi o imprevisti: due primi semplici, due secondi economici, una cena a base di legumi, una con le uova, una costruita con quello che c’è già in casa. Un buon menu tiene insieme tre elementi:
- ingredienti trasversali (carote, patate, cipolle, passata, riso, pasta) che funzionano in più ricette;
- proteine alternate, per non dipendere sempre da carne e pesce: uova, legumi, formaggi semplici e pollo coprono molti pasti;
- avanzi programmati: riso, verdure o legumi cucinati in più diventano il giorno dopo insalate, minestre o frittate.
Chi preferisce uno schema già pronto può ispirarsi al metodo «6 a 1», reso virale sui social dallo chef statunitense Will Coleman: ogni settimana 6 verdure, 5 frutti, 4 fonti proteiche, 3 amidi (pasta, riso, pane), 2 salse o creme spalmabili e 1 extra di gola. Lo schema, però, nasce per una sola persona: per una famiglia le quantità vanno adattate, come riconosce lo stesso chef.
Esempio di spesa settimanale per una famiglia
Ecco come può essere ripartito il tetto di 100 euro a settimana della stessa famiglia (quantità e prezzi variano in base ad abitudini e zona):
| Categoria | Esempio di acquisto | Budget indicativo |
|---|---|---|
| Colazione | latte, yogurt, fiocchi d’avena o biscotti semplici, caffè | 12 € |
| Primi | pasta, riso, passata, verdure per condimenti | 14 € |
| Proteine | uova, pollo, legumi, tonno o pesce surgelato | 25 € |
| Frutta e verdura | prodotti di stagione, insalata, mele, banane, ortaggi | 22 € |
| Latticini | formaggio da cucina, ricotta o mozzarella, yogurt | 10 € |
| Pane e scorte | pane, farina, patate, cipolle, legumi secchi o in barattolo | 10 € |
| Extra controllati | uno snack, un dolce o una bevanda | 7 € |
| Totale | 100 € |
La differenza la fa la coerenza tra lista e pasti. Pollo, uova e legumi devono avere già una cena assegnata; mozzarella, passata e farina diventano pizza o focaccia fatte in casa; la frutta molto matura presa in offerta va consumata subito. E poi c’è la stagionalità: frutta e verdura di stagione sono in genere più convenienti; surgelati e conserve semplici restano un’alternativa economica.
Discount o supermercato: dove conviene davvero?
Sul dilemma discount o supermercato i numeri più aggiornati arrivano dall’indagine annuale di Altroconsumo, che tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 ha confrontato 1,5 milioni di prezzi in 1.158 punti vendita di 67 città, registrando nei negozi visitati un aumento medio dei listini dell’1% (contro il +2% del 2025). Per chi cerca il prezzo più basso il verdetto non lascia dubbi: Eurospin è l’insegna più economica sui prodotti di primo prezzo e i discount dominano la parte alta della classifica. La prima catena tradizionale, Ipercoop, è il 17% più cara, mentre Carrefour Market arriva al 35% in più.
Tradotto in soldi: una famiglia di quattro persone che spende in media 9.450 euro all’anno può risparmiarne fino a 3.790 (il 40%), ma solo nello scenario più spinto: acquistando sempre i prodotti più economici nella catena più conveniente. Per la spesa mista vincono Eurospin e In’s (-16% rispetto a Todis), mentre tra super e iper la palma va a Dok, con un 10% in meno rispetto a Carrefour Market. Sui prodotti di marca, invece, i prezzi si allineano e lo scarto tra le più convenienti (Ipercoop e Spazio Conad) e l’ultima scende al 7%. Ma il singolo negozio pesa quanto l’insegna: a Milano, la città con più concorrenza, scegliere il punto vendita giusto vale fino a 1.390 euro all’anno e, secondo i rilevatori dell’associazione, lo stesso prodotto di marca arriva spesso a costare più del doppio a seconda del negozio.
La strategia vincente, quindi, non è fare il tifo per un’insegna ma combinare, senza esagerare con il giro dei negozi: tempo e carburante hanno un costo, meglio due punti vendita di riferimento.
| Aspetto | Discount | Supermercato |
|---|---|---|
| Prodotti base | Spesso più convenienti e facili da confrontare | Ampia scelta, prezzi più variabili |
| Marche note | Meno presenti | Più disponibili, spesso in promozione |
| Prodotti freschi | Convenienza variabile secondo il punto vendita | Più scelta e reparti più ampi |
| Rischio acquisti extra | Medio, con percorso essenziale | Alto, tra varietà e promozioni |
| Uso migliore | Spesa base settimanale | Offerte mirate e prodotti specifici |
I prodotti a marchio del distributore aiutano a tagliare lo scontrino
I prodotti a marchio del distributore (MDD, o private label) sono quelli venduti con il nome dell’insegna o con linee collegate alla catena. E non sono più una nicchia: secondo il XXII Rapporto Marca elaborato da Circana, nel 2025 hanno raggiunto la quota record del 30,4% del largo consumo considerando tutti i canali (discount inclusi), con una crescita del 4,1% a valore e un fatturato atteso di 31,5 miliardi di euro.
Anche qui l’insegna conta. Nell’indagine Altroconsumo 2026 la catena più conveniente per i prodotti a marchio proprio (linea standard) è Spazio Conad, con un risparmio del 19% rispetto a Eurospar, ultima in classifica. Sul fronte della qualità, l’associazione ricorda che nei propri test i prodotti a marchio commerciale e del discount ottengono spesso buoni risultati.
Il consiglio è provarli per categorie: prima quelli in cui il gusto pesa meno (farina, riso, legumi, passata, carta casa, detersivi), poi yogurt, biscotti, formaggi e surgelati. Se un prodotto convince la famiglia e costa meno, entra nella lista fissa; altrimenti è un falso risparmio. Il criterio decisivo resta il prezzo al chilo o al litro: due confezioni simili possono contenere quantità diverse e un «prendi 3 paghi 2» conviene solo se il prodotto viene consumato prima della scadenza.
Il piano mensile per arrivare a 100 euro di risparmio
Il lavoro si distribuisce su quattro settimane.
Settimana 1: misurare e tagliare gli sprechi. Si annota cosa finisce nella spazzatura: pane secco, frutta troppo matura, verdure dimenticate. Secondo il rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International presentato a fine settembre 2026, ogni italiano getta in media 493,7 grammi di cibo a settimana (-11,2% rispetto ad agosto 2025), per un valore di circa 112 euro a testa all’anno: per una famiglia di quattro persone sono quasi 450 euro, oltre 37 euro al mese. Non tutto è recuperabile, ma un obiettivo realistico è salvarne almeno 15-20, consumando ciò che c’è in casa prima di ricomprare.
Settimana 2: creare la lista fissa. Si scelgono 20-30 articoli acquistati spesso (pasta, latte, uova, passata, tonno, legumi, detersivi) e se ne annota il prezzo abituale, così da riconoscere le offerte vere senza farsi guidare dai cartellini colorati.
Settimana 3: sostituire senza impoverire. Una cena con legumi al posto della carne, un prodotto MDD al posto della marca nota, una merenda fatta in casa al posto delle monoporzioni: qui si recuperano altri 25-35 euro al mese.
Settimana 4: stabilizzare il sistema. Si ripete solo ciò che ha funzionato e a fine mese si confronta il totale con il mese precedente. Il risultato può somigliare a questo:
| Azione mensile | Risparmio stimato |
|---|---|
| Meno sprechi e uso degli avanzi | 20 € |
| Riduzione di snack, bibite e acquisti impulsivi | 25 € |
| Più prodotti a marchio del distributore | 20 € |
| Menu settimanale e lista precisa | 20 € |
| Offerte scelte solo su prodotti utili | 15 € |
| Totale | 100 € |
Gli errori che fanno salire lo scontrino
Entrare senza lista significa comprare per paura di restare senza; fare la spesa affamati o di fretta moltiplica piatti pronti, dolci e snack. Poi c’è la confusione tra promozione e convenienza: un prodotto scontato non conviene se non sarebbe stato comprato comunque, se scade presto o se impone quantità eccessive. E le confezioni grandi sono ottime per pasta, riso o detersivi, molto meno per i freschi.
Attenzione anche alla seconda spesa invisibile dei prodotti presi «al volo» ogni giorno, e a una dispensa caotica, che fa comprare la quarta confezione di pasta mentre i legumi scadono in fondo allo scaffale. Possono aiutare le app che confrontano i prezzi e quelle che vendono a prezzo ridotto l’invenduto di fine giornata. Chi ordina online fa bene a concentrare gli acquisti per superare la soglia della consegna gratuita, dove prevista, ma solo con prodotti che avrebbe comprato comunque.
Il risparmio migliore è quello che si riesce a ripetere
Pianificare i pasti, controllare il prezzo reale, alternare discount e supermercato, provare i prodotti a marchio del distributore e tenere a bada gli extra: messi insieme, questi accorgimenti rendono concreto l’obiettivo dei 100 euro al mese, anche con l’inflazione tornata a correre. La regola è una sola: non tagliare ciò che serve davvero, ma ciò che si compra senza pensarci. Per capire come si colloca il proprio budget, può essere utile un confronto con quanto spende in media una famiglia italiana al mese.
Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.