I vincitori del premio Nobel per l’economia 2026 sono Robert E. Hall e Michael Woodford, entrambi statunitensi. Ecco biografia, carriera e guadagni
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Il Nobel per l’economia 2026 parla americano e guarda dritto al cuore delle crisi economiche. La Reale Accademia svedese delle scienze ha assegnato il Premio della Banca di Svezia in Scienze Economiche in memoria di Alfred Nobel - questo il nome ufficiale - a Robert E. Hall, professore della Stanford University, e a Michael Woodford, della Columbia University, “per i fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica”. Un tema che riguarda da vicino il modo in cui le scelte di famiglie, imprese e lavoratori si intrecciano con le politiche di governi e banche centrali per contenere recessioni e inflazione.
Il riconoscimento vale 12 milioni di corone svedesi, circa 1,06 milioni di euro. Ma chi sono i due economisti? Perché hanno vinto? E quanto guadagnano?
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Chi sono Robert Hall e Michael Woodford, vincitori del premio Nobel per l’economia 2026
Robert Ernest Hall è nato il 13 agosto 1943 a Palo Alto, in California. Laureato in economia a Berkeley e dottore di ricerca al MIT, dove aveva come relatore Robert Solow, ha insegnato a Berkeley e al MIT e oggi è professore alla Stanford University e senior fellow emerito della Hoover Institution. Dal 1978 presiede il Business Cycle Dating Committee del NBER, il comitato che stabilisce quando iniziano e finiscono le recessioni americane, è stato presidente dell’American Economic Association (2010-2011), ha fatto da consulente per Dipartimento di Giustizia, Tesoro e Federal Reserve e, con Alvin Rabushka, ha ideato la flat tax Hall-Rabushka.
Michael Dean Woodford, classe 1955, ha invece un percorso insolito per un economista: dopo la laurea all’Università di Chicago (1977) ha conseguito un J.D. alla Yale Law School (1980) e poi il dottorato in economia al MIT (1983). Una MacArthur Fellowship ha finanziato la sua ricerca dal 1981 al 1986. Dopo gli anni tra Columbia, Chicago e Princeton, nel 2004 è tornato alla Columbia University come John Bates Clark Professor of Political Economy, dove oggi è anche presidente del dipartimento di economia. Il suo libro di riferimento è Interest and Prices (Princeton University Press, 2003), considerato un testo standard sulla teoria monetaria. Tra i riconoscimenti figurano il Deutsche Bank Prize (2007), il Nemmers Prize e il BBVA Frontiers of Knowledge (entrambi nel 2024).
Perché Robert Hall e Michael Woodford hanno vinto il Nobel 2026?
Per l’Accademia, Hall e Woodford hanno costruito i due lati dello stesso ponte: le scelte di famiglie, lavoratori e imprese da una parte, le politiche di stabilizzazione dall’altra. Hall è famoso per l’articolo del 1978 sul Journal of Political Economy, Stochastic Implications of the Life Cycle-Permanent Income Hypothesis, in cui dimostrò che, con aspettative razionali, i consumi dovrebbero seguire un percorso imprevedibile. Ha poi indagato perché i salari restano rigidi e la disoccupazione persiste, con studi come Employment Fluctuations with Equilibrium Wage Stickiness (2005), e ha analizzato le recessioni lunghe nel discorso da presidente dell’AEA del 2011, The Long Slump.
Woodford, con Julio Rotemberg, ha sviluppato uno dei primi modelli neokeynesiani microfondati (1997) e in Interest and Prices ha costruito un quadro, definito neo-wickselliano, per capire come tassi d’interesse e aspettative guidano inflazione e attività economica. Ha studiato anche le regole di inflation targeting e, più di recente, la stabilizzazione al limite inferiore dei tassi. Secondo La Tercera, Clarivate lo aveva già segnalato tra i possibili vincitori.
Quanto guadagnano Robert Hall e Michael Woodford e quanti soldi prendono con il premio Nobel
Su stipendio e patrimonio di Hall e Woodford non è possibile trovare cifre ufficiali o comunque credibili. Si sa che Hall insegna a Stanford, dove, secondo la rilevazione AAUP 2023-24, un professore ordinario guadagna in media più di 305.000 dollari l’anno, mentre alla Columbia di Woodford la media è di oltre 307.000 dollari: sono dati medi d’ateneo, non i loro compensi, sia chiaro.
A questo si sommano, per Hall, i diritti dei libri (il manuale Economics: Principles and Applications, Digital Dealing, The Flat Tax) e le consulenze per Dipartimento di Giustizia, Tesoro e Federal Reserve; per Woodford, i premi: il Deutsche Bank Prize del 2007 era dotato di 50mila euro e il Nemmers Prize ha una dotazione di 300mila dollari (fonte Wikipedia).
Il Nobel è un’altra scala: il premio 2026 vale 12 milioni di corone svedesi, circa 1,06 milioni di euro (1,2 milioni di dollari secondo Reuters), un milione di corone in più rispetto al 2025. La ripartizione tra i due vincitori non è ancora emersa ma, in caso di divisione in parti uguali, a ciascuno spetterebbero 6 milioni di corone, circa 530mila euro.
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