Chi è e quanto guadagna Riccardo Bossi, il figlio del Senatur arrestato per cumulo di pene

Emanuele Di Baldo

24/09/2026

La biografia, le condanne e il patrimonio di Riccardo Bossi, il primogenito di Umberto ora in carcere per truffa e appropriazione indebita

Chi è e quanto guadagna Riccardo Bossi, il figlio del Senatur arrestato per cumulo di pene

Chi è Riccardo Bossi? Una domanda che oggi tornata di stretta attualità con la notizia dell’arresto del figlio del Senatur nella sua abitazione di Busto Arsizio (Varese), con tanto di trasporto diretto in carcere. Il primogenito di Umberto Bossi, fondatore della Lega scomparso il 19 marzo 2026 a 84 anni, deve scontare un cumulo di pene pari a 5 anni e 9 mesi.

Il provvedimento porta la firma del procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino e riguarda fatti compresi tra il 2011 e il 2020, per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Resta fuori dal conteggio la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.

A rendere esecutivo il cumulo è stata la Cassazione, che lo scorso giugno ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa sulla vicenda del sussidio, rendendo definitiva quella condanna. Netta la presa di distanza del fratellastro Renzo Bossi: ognuno, ha detto, è figlio delle proprie scelte, e il loro è sempre stato un percorso di vita separato.

Vediamo allora chi è Riccardo Bossi, quali sono le sue vicende giudiziarie e cosa si sa davvero del suo patrimonio.

La biografia di Riccardo Bossi, primo figlio di Umberto

Riccardo Bossi è nato nel 1979, unico figlio del primo matrimonio di Umberto Bossi con Gigliola Guidali, commessa di Gallarate sposata nel 1975 e separatasi dal leader leghista nel 1982. È quindi fratellastro di Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio, nati dall’unione con Manuela Marrone.

A differenza del padre e di Renzo, la politica l’ha soltanto sfiorata: il suo unico incarico noto è stato quello di assistente dell’eurodeputato leghista Francesco Speroni. La vera passione è stata invece l’automobilismo. Riccardo è stato pilota di rally e ha corso anche nel campionato Superstars, esperienza chiusa bruscamente nel 2012, quando il patron della sua scuderia Gianni Giudici lo ha lasciato a piedi dopo un incidente a Monza, spiegando al Corriere della Sera di avere un modo diverso di concepire l’attività sportiva. Del suo presente lavorativo, invece, non si hanno notizie documentate.

Anche la vita privata è finita spesso sui giornali. Il 7 agosto 2005 ha sposato a Varese Maruscka Abbate: il matrimonio è durato cinque anni e ha portato alla nascita di Lavinia Sofia, prima nipote del Senatùr. Sono seguite altre relazioni raccontate dalle riviste di gossip, tra cui quella con la showgirl Rosy Dilettuso, e un tentativo mai andato in porto di approdare all’Isola dei Famosi.

Negli ultimi quindici anni, però, il suo nome è rimasto legato quasi esclusivamente alle aule di tribunale, fino all’arresto del settembre 2026.

Riccardo Bossi, tra controversie e cause legali

Il primo capitolo giudiziario è quello dello scandalo sui fondi della Lega Nord, esploso nel 2012, quando la procura di Milano iscrive nel registro degli indagati Umberto Bossi e i figli Riccardo e Renzo. L’accusa per il primogenito è di aver usato il denaro del partito per spese private: multe, riparazioni e noleggi di automobili, rate universitarie, affitto, bollette e pay tv. Nel marzo 2016 arriva la condanna con rito abbreviato a un anno e otto mesi per appropriazione indebita aggravata.

Nel 2017 se ne aggiunge un’altra, a nove mesi e 400 euro di multa per truffa e insolvenza fraudolenta, legata al mancato pagamento di beni acquistati a Varese. Sullo stesso filone si collocano i procedimenti per acquisti mai saldati, tra cui orologi e gioielli per oltre 25.000 euro finiti davanti al tribunale di Busto Arsizio, oltre agli episodi più folcloristici finiti sui giornali: un conto da 66 euro in un ristorante di Firenze nel 2019, pneumatici e due moto d’acqua.

Il filone più recente è quello del reddito di cittadinanza. Partito da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate, il procedimento porta al rinvio a giudizio nell’ottobre 2024 e, con rito abbreviato, a una condanna a due anni e sei mesi più una provvisionale di 15.000 euro all’Inps, divenuta definitiva nel giugno 2026.

Fuori dal cumulo resta invece la condanna per maltrattamenti verso la madre, un anno e quattro mesi inflitti in primo grado dal Tribunale di Varese nel giugno 2025 e confermati in appello un anno dopo, per fatti del 2016. Secondo l’accusa, che Bossi ha sempre respinto, chiedeva insistentemente denaro a Gigliola Guidali, con insulti e in un caso violenza fisica. La difesa ha annunciato ricorso in Cassazione.

Il patrimonio di Riccardo Bossi: ecco cosa si sa

Non essendo mai stato parlamentare né amministratore pubblico, Riccardo Bossi non è tenuto a pubblicare alcuna dichiarazione dei redditi. Di conseguenza, quello che si sa dei suoi conti arriva quasi solo dagli atti giudiziari, e restituisce l’immagine opposta a quella del rampollo facoltoso.

Il quadro emerso dal processo sul reddito di cittadinanza parla da sé: 280 euro al mese di integrazione per l’affitto, incassati per 43 mensilità tra il 2020 e il 2023, per un totale di circa 12.800 euro. Il contributo era agganciato a un appartamento nel Varesotto con un canone da 9.000 euro l’anno, dal quale però era già stato colpito da ingiunzione di sfratto per morosità nel 2019, con sgombero effettivo arrivato solo nel 2022. Dopo quello sfratto era stato accolto in casa dalla madre, la stessa donna al centro del processo per maltrattamenti. Sul fronte passivo pesano la provvisionale di 15.000 euro dovuta all’Inps e i debiti contestati nei procedimenti per acquisti non pagati, a partire dai 25.000 euro di orologi e gioielli.

Tutt’altra musica ai tempi dello scandalo dei fondi leghisti, quando la stampa attribuiva ai figli del Senatùr una «paghetta» mensile di circa 5.000 euro attinta dalle casse del partito: una cifra mai accertata in sede giudiziaria, a differenza delle spese personali che hanno portato alla condanna del 2016.

Resta aperto il capitolo eredità. Alla morte di Umberto Bossi non risultano indicazioni pubbliche su un testamento: in questo caso si applica la successione legittima, con la ripartizione tra la moglie Manuela Marrone e i quattro figli, Riccardo compreso. Il patrimonio del fondatore della Lega viene stimato in 18 proprietà tra due case, due fabbricati e quattordici terreni, inclusa la villa di Gemonio, valutata in passato intorno a 430.000 euro. Gran parte degli immobili, però, risulterebbe già intestata alla moglie.