Chi è Charles Michel, il prossimo presidente del Consiglio Europeo?

Alessandro Cipolla

3 Luglio 2019 - 16:40

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La biografia di Charles Michel, primo ministro del Belgio uscente e prossimo presidente del Consiglio Europeo succedendo così al polacco Donald Tusk.

Chi è Charles Michel, il prossimo presidente del Consiglio Europeo?

Sarà Charles Michel il prossimo presidente del Consiglio Europeo. Al termine di frenetiche trattative, alla fine i leader europei hanno trovato l’intesa per riempire tutte le caselle in merito alle nomine della nuova governance dell’Unione Europea.

Quello dell’attuale primo ministro uscente del Belgio, facente parte della schiera dei Liberali guidati da Emmanuel Macron, era un profilo chiacchierato da tempo visto il grande attivismo del presidente francese in queste nomine.

Dal prossimo 1 dicembre sarà quindi Charles Michel il nuovo presidente del Consiglio Europeo, prendendo il posto del polacco Donald Tusk e potendo così continuare nel suo ruolo di traghettatore del governo belga in attesa che si venga a formare una nuova maggioranza a seguito delle elezioni di fine maggio.

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La biografia di Charles Michel

La storia politica di Charles Michel sembrerebbe essere quella del classico predestinato. Nato a Namur in Vallonia nel dicembre 1975, può essere considerato un figlio d’arte visto che suo padre Louis è stato commissario europeo per la Ricerca, eurodeputato e ministro degli Affari Esteri.

Di professione avvocato, si è laureato in Giurisprudenza presso la Libera Università di Bruxelles proseguendo poi gli studi anche all’Università di Amsterdam, fin da ragazzo però subito si è capito che così come il padre la sua strada sarebbe stata quella della politica.

La sua carriera politica non poteva che svolgersi tutta all’interno del Movimento Riformatore, un partito della comunità francofona belga di ispirazione liberale di cui il padre è stato in passato presidente.

Nel 1999 a soli 24 anni è così eletto alla Camera Bassa dei Rappresentanti, diventando l’anno successivo ministro (il più giovane della storia del Belgio) agli Affari Interni nel governo vallone.

Nel 2006 viene eletto sindaco di Wavre, città di poco più di 30.000 anime della Vallonia, ma il grande passo avviene nel dicembre 2007 quando viene nominato ministro della Cooperazione allo Sviluppo.

Divenuto nel frattempo presidente del Movimento Riformatore, ricalcando anche qui le orme del padre, a seguito delle elezioni parlamentari in Belgio del 2014 diventa primo ministro alla guida di una coalizione formata anche da tre partiti fiamminghi: i Cristiano Democratici, i Liberali e Democratici e la Nuova Alleanza Fiamminga, formazione politica quest’ultima schierata a destra.

Chi conosce un minimo la storia politica del Belgio è perfettamente conscio della grande instabilità delle varie maggioranze che di volta in volta si vengono a formare. Con un partito vallone alla guida di un governo sostenuto da tre partiti fiamminghi, il tutto poi diventa più difficile.

Charles Michel alla fine riesce a durare fino al dicembre 2018, quando il suo governo cade per via dell’abbandono della Nuova Alleanza Fiamminga in aperto contrasto con la decisione di sottoscrivere il Global Compact in materia di immigrazione.

Rassegnate le formali dimissioni, re Filippo comunque lo incarica di proseguire nella sua attività governativa per il disbrigo degli affari correnti, in attesa di una maggioranza a seguito delle nuove elezioni parlamentari che ci sono state il 26 maggio 2019 in contemporanea con le europee.

Nuovo presidente del Consiglio Europeo

In Europa il Movimento Riformatore è uno storico membro dell’ALDE, il gruppo dei Liberali che vede nel rampante Emmanuel Macron il proprio leader dopo l’adesione di En Marche! arrivata proprio alla vigilia delle ultime elezioni.

Fin da quando sono iniziate le machiavelliche trattative sulle nomine, il nome di Charles Michel è sempre stato tra quelli in lizza per una poltrona pesante visto l’asse tra i Popolari e i Liberali nella spartizione degli incarichi.

Alla fine le aspettative sono state rispettate: il belga è stato infatti nominato il 2 luglio 2019 come nuovo presidente del Consiglio Europeo, ma entrerà in carica soltanto il 1 dicembre quando scadrà il mandato di Donald Tusk.

Le altre nomine decise riguardano la tedesca Ursula von der Leyen come nuova presidente della Commissione Europea, la francese Christine Lagarde alla BCE, lo spagnolo Josep Borrell come Alto rappresentante dell’Unione per la politica estera e il nostro David Sassoli votato come presidente del Parlamento Europeo.

Nel dettaglio il suo ruolo sarà adesso quello di coordinare e presiedere il Consiglio Europeo, ovvero l’organismo che riunisce tutti i capi di Stato o di governo dell’Unione, oltre che essere il rappresentante dell’UE nelle sue relazioni esterne.

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