Censimento obbligatorio 2026, cos’è e cosa rischia chi non risponde all’indagine ISTAT

Patrizia Del Pidio

5 Ottobre 2026 - 14:40

Al via il Censimento Istat 2026 per 1,4 milioni di famiglie. Come compilare il questionario online, le scadenze e le sanzioni previste per chi non risponde.

Censimento obbligatorio 2026, cos’è e cosa rischia chi non risponde all’indagine ISTAT

Il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni prende il via oggi, per l’anno 2026. Dal 5 ottobre al 26 dicembre 2026 le famiglie interessate potranno rispondere al questionario online, telefonicamente o faccia a faccia con un operatore.

Dal 12 novembre al 23 dicembre chi non ha compilato il questionario online sarà contattato da un operatore del Comune per un’intervista telefonica o faccia a faccia.
Quest’anno il Censimento coinvolge 2.529 Comuni e circa 1,4 milioni di famiglie.
Rispondere al censimento dell’Istat è obbligatorio e la mancata compilazione comporta sanzioni che possono essere anche molto severe.

Dal 2018 il censimento Istat è diventato annuale e non più decennale come era in precedenza. Solitamente si svolge a fine anno, tra ottobre e dicembre, e non coinvolge più l’intera popolazione contemporaneamente, ma un campione di famiglie.

Lo scopo principale del censimento della popolazione è quello di raccogliere i dati relativi alla popolazione per microaree che consentono di definire la popolazione di base e aggiornare le anagrafi comunali. In Italia il censimento è effettuato con metodo classico, ovvero con la somministrazione di un questionario da autocompilare a cura del capofamiglia (alcune volte può essere effettuato anche sotto forma di intervista da parte dei funzionari comunali).

Il censimento dal 2018 è permanente, con cadenza annuale e coinvolge un campione rappresentativo di 1,4 milioni di famiglie. Quello che molti si chiedono è se sia obbligatorio rispondere al censimento dell’Istat e alle domande che vengono poste dai funzionari incaricati.

Cos’è il censimento obbligatorio ISTAT?

Il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, gestito dall’ISTAT, è una rilevazione annuale a cui deve partecipare attivamente parte della popolazione italiana. La rilevazione fotografa le caratteristiche socio-economiche, le abitazioni e come si evolve e si trasforma la popolazione italiana nel corso del tempo.

In passato il censimento decennale coinvolgeva tutta la popolazione, ma dal 2018 non è più necessario che tutti i cittadini rispondano contemporaneamente alle domande. Ogni anno viene selezionato un campione di famiglie per fornire dati aggiornati su istruzione, lavoro, mobilità e abitazioni.

Le famiglie selezionate ricevono una lettera dall’ISTAT e possono procedere alla compilazione online del questionario o attendere la visita del rilevatore.

Censimento 2026, come rispondere al questionario

Per compilare il questionario è necessario accedere al sito dell’ISTAT nella parte relativa al censimento. Per accedere è necessario inserire le credenziali contenute nel box presente nella lettera di invito o utilizzare lo SPID o la CIE dell’intestatario dell’invito.

Per tutto il periodo della rilevazione è possibile recarsi presso i Centri Comunali di Rilevazione (CCR), dove si potrà utilizzare un pc con accesso a Internet per compilare il questionario autonomamente (fino al 6 dicembre) o tramite intervista condotta da un operatore comunale. Al termine della compilazione del questionario, è possibile scaricare la ricevuta di avvenuta compilazione online o, in caso di intervista con operatore comunale, richiedere copia cartacea.

È possibile ricevere informazioni e/o supporto, comunicando la chiave indagine (indicata nella lettera di invito) e il codice questionario riportato in alto a sinistra della lettera, attraverso i seguenti canali:

È obbligatorio rispondere al censimento ISTAT?

Rispondere al questionario ISTAT è obbligatorio. A prevederlo è l’articolo 7 del Decreto Legislativo n. 322 del 1989 che impone l’obbligo di rispondere a tutte le domande previste per la rilevazione dell’ISTAT.

Nell’obbligo di risposta non sono comprese le risposte relative ai dati sensibili previsti dal GDPR (Regolamento UE 2016/679) e dal novellato Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003).

I dati sensibili riguardano:

  • i dati che possono rivelare l’origine razziale ed etnica, l’orientamento religioso, filosofico e di altro genere;
  • le opinioni politiche e l’adesione a partiti o sindacati;
  • i dati che rilevano lo stato di salute e la vita sessuale;
  • dati relativi a condanne penali iscritte nel casellario giudiziario.

Cosa succede a chi non risponde al censimento?

Per le famiglie selezionate per rispondere al censimento obbligatorio che non adempiono all’obbligo sono irrogate le sanzioni previste dall’articolo 11 del Dlgs n. 322 del 1989.

Le sanzioni vanno da un minimo di 206 euro a un massimo di 2.065 euro per le persone fisiche e da 516 euro a un massimo di 5.164 euro per le imprese e le società.

È bene considerare che le stesse sanzioni sono previste anche per chi omette di fornire dati e per chi li fornisce in modo errato e incompleto.

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