Carta Docente, bonus 500€: ecco come vuole cambiarlo il MIUR

Il bonus insegnanti non funziona: troppi acquisti di tablet e PC, pochi i corsi di formazione avviati. Il Miur sta pensando a dei cambiamenti, ecco di cosa si tratta.

Carta Docente, bonus 500€: ecco come vuole cambiarlo il MIUR

Carta del docente, si cambia: il Ministro Azzolina starebbe valutando l’ipotesi di restringere la lista degli acquisti consentiti con il bonus di 500,00€ riconosciuto ogni anno agli insegnanti per le spese di aggiornamento e formazione.

I dati riguardanti l’utilizzo che i docenti fanno del bonus insegnanti, infatti, ci dicono che questo viene speso preferibilmente per prodotti informatici anziché per la frequenza a corsi di formazione (come vorrebbe la ratio della misura). Ecco perché uno dei primi interventi del nuovo Ministro dell’Istruzione - che sta lavorando anche per la pubblicazione dei concorsi scuola tanto attesi - potrebbe riguardare una modifica del bonus.

È bene specificare che al vaglio del Ministro non c’è la cancellazione del bonus insegnanti, bensì una revisione tale da incentivare l’utilizzo dell’assegno di 500,00€ per i corsi di formazione professionale. A tal proposito vediamo quali sono le novità di cui si sta discutendo in queste ore negli uffici di viale Trastevere facendo chiarezza su cosa potrebbe cambiare a breve.

Bonus docenti 500 euro, c’è un problema: ecco quale

Il problema riguardante il bonus erogato tramite la Carta del Docente è emerso dall’analisi dei dati della piattaforma Sofia, ossia quella utilizzata per l’incrocio tra domanda ed offerta per la formazione dei docenti.

Nel dettaglio, mentre gli iscritti alla Carta del Docente - la piattaforma tramite cui vengono generati i buoni spesa per fruire del bonus - sono circa 700 mila, quelli che hanno scelto di registrarsi alla piattaforma Sofia sono appena 400 mila. Poco più della metà dei percettori del bonus, quindi, si è perlomeno interessato a spendere quanto riconosciuto per un corso di formazione.

A conferma di quanto ciò ci sono dei dati che, seppur risalenti a qualche anno fa, sono utili per fotografare l’utilizzo che gli insegnanti italiani fanno del contributo a loro riconosciuto. Mentre il 77% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato una parte, o anche tutto, del contributo per l’acquisto di tablet e PC (non è invece possibile comprare smartphone), appena il 7% si è detto interessato a spenderlo per un corso di formazione.

Un problema non da poco conto visto che così si rischia di andare contro la ratio della misura. D’altronde che senso ha riconoscere ogni anno 500,00€ se poi l’utilizzo che ne viene fatto non è quello per cui il contributo è stato introdotto?

Carta del docente: cosa potrebbe cambiare

Ecco perché, secondo le ultime indiscrezioni, sul tavolo del nuovo Ministro dell’Istruzione è finito un dossier che prevede l’introduzione di alcune novità per il bonus docenti.

L’ipotesi più accreditata è quella che dovrebbe vincolare l’utilizzo del bonus ai soli corsi di formazione. In questo modo il Miur eviterebbe anche le truffe che in questi anni hanno visto protagonisti alcuni insegnanti, i quali sono riusciti ad aggirare la normativa acquistando - con sistemi più o meno leciti - materiali non presenti nella lista dei beni autorizzati (alcuni servizi di Striscia la Notizia ne sono la dimostrazione).

Bonus solo per la formazione degli insegnanti, con possibilità però di acquistare anche libri di testo. Un po’ come oggi avviene per il bonus diciottenni per intenderci.

C’è poi una seconda ipotesi che però al momento è meno accreditata. Stiamo parlando di quella che vede la cancellazione del bonus docenti e un suo assorbimento in busta paga così da riconoscere aumenti di stipendio maggiori - si parla di circa 18,00€ netti in più - rispetto a quelli paventati in queste ultime settimane (le indiscrezioni dicono 75,00€ medi e lordi in busta paga, una cifra che non soddisfa né i sindacati né tantomeno gli addetti ai lavori).

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