Carta Dedicata a te da 1.000 euro, il numero di beneficiari per ogni Comune italiano

Simone Micocci

15 Settembre 2026 - 15:52

Carta Dedicata a te, svelato il numero di carte e la distribuzione dei beneficiari tra i Comuni.

Carta Dedicata a te da 1.000 euro, il numero di beneficiari per ogni Comune italiano

Passi in avanti verso il pagamento della Carta Dedicata a te, previsto per il prossimo ottobre, salvo slittamenti.

Oggi, infatti, possiamo indicare quante famiglie avranno accesso all’edizione 2026 e a quella del prossimo anno, per le quali è previsto un importo complessivo di 1.000 euro: 500 euro per ciascuna annualità.

A fare chiarezza è il decreto del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, che ripartisce tra i singoli Comuni le social card finanziate. La platea quest’anno è di 1.177.597 famiglie, circa 20.000 in più rispetto allo scorso.

Ricordiamo infatti che la graduatoria dei beneficiari della Carta Dedicata a te è comunale e viene definita sulla base del numero di carte assegnate a ciascun territorio. La distribuzione avviene per metà in proporzione alla popolazione residente in ciascun Comune; per l’altra metà, invece, si tiene conto della differenza tra il reddito pro capite medio locale e quello nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione.

Con questi criteri, i Comuni più popolosi tendono a ricevere un maggior numero di carte in termini assoluti. In rapporto al numero di abitanti, però, possono essere i territori con redditi più bassi a ottenere una quota maggiore di aiuti.

Il decreto del Masaf rappresenta quindi un passaggio fondamentale, perché consente a Inps e Comuni di avviare le attività necessarie a individuare i beneficiari. Alle famiglie selezionate, l’accesso al contributo verrà poi comunicato secondo le modalità adottate da ciascun Comune.

Vediamo quindi quali sono le città con più beneficiari, ricordando però che un numero maggiore di carte assegnate, però, non significa necessariamente avere più possibilità di ricevere il contributo: nei Comuni più popolosi, infatti, è generalmente più ampia anche la platea delle famiglie potenzialmente interessate, con cui concorrere per l’accesso al beneficio.

Quali sono i Comuni con più carte assegnate

Detto questo, possiamo vedere quali sono i Comuni a cui andrà il maggior numero delle 1.177.597 carte disponibili, che ricordiamo valgono tanto per il 2026 quanto per il 2027. È prevista quindi una sola procedura di assegnazione, con una graduatoria unica per due anni e un contributo di 500 euro per ciascuna annualità.

Come facilmente immaginabile, tra i Comuni con più famiglie beneficiarie figurano le grandi città: sono cinque quelli che superano la soglia delle 10.000 carte assegnate. In testa c’è Napoli, con 28.536 beneficiari, seguita da Roma con 27.443 e Palermo con 18.447. Completano questo primo gruppo Milano, con 13.642 carte, e Catania, con 10.604.

Seguono Torino, con 8.522 beneficiari, e Giugliano in Campania, con 6.600, che precede anche città più popolose. Quasi identici i numeri di Genova e Messina, a cui spettano rispettivamente 5.634 e 5.633 carte.

Tra i Comuni con oltre 4.000 assegnazioni troviamo poi Taranto con 4.808, Foggia con 4.739, Andria con 4.584 e Reggio Calabria con 4.537. Più in basso si collocano Bologna, con 3.897 beneficiari, Firenze con 3.613, Bari con 3.154 e Siracusa con 3.038.

Superano invece le 2.000 carte Verona, Venezia, Sassari e Padova, con rispettivamente 2.547, 2.492, 2.349 e 2.071 assegnazioni.

Tra le città che restano sotto questa soglia figurano Brescia, con 1.996 beneficiari, Parma con 1.984, Trieste con 1.981 e Prato con 1.968. Seguono, tra le altre, Modena con 1.838, Reggio Emilia con 1.720, Perugia con 1.618 e Cagliari con 1.465. Meno di 1.000 carte, infine, per Ancona, Udine, Arezzo, Cesena e Pesaro, con assegnazioni comprese tra 994 e 951.

Come viene definita la graduatoria

Oltre al numero di carte disponibili in ciascun Comune, bisogna considerare la procedura di assegnazione, che tiene conto di una serie di criteri, tra cui il valore dell’Isee e la composizione del nucleo familiare.

Per essere presi in considerazione occorre innanzitutto soddisfare i requisiti previsti, tra cui un Isee in corso di validità non superiore a 15.000 euro e l’assenza, nel nucleo, di beneficiari delle misure di sostegno al reddito incompatibili con la Carta Dedicata a te.

Non serve presentare domanda: l’Inps individua i potenziali beneficiari sulla base delle attestazioni Isee presenti nei propri archivi e trasmette gli elenchi ai Comuni, che effettuano le verifiche di competenza.

La graduatoria viene quindi costruita suddividendo le famiglie in tre gruppi di priorità. Nel primo rientrano i nuclei composti da almeno tre persone, di cui almeno una nata entro il 31 dicembre 2012. All’interno di questo gruppo, la precedenza va alle famiglie con l’Isee più basso.

Si passa poi ai nuclei di almeno tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2008, sempre dando priorità a quelli con l’Isee inferiore.

Infine, vengono considerati gli altri nuclei composti da almeno tre persone, ordinati anche in questo caso in base all’Isee. Un Isee molto basso, quindi, non garantisce da solo l’assegnazione della carta, perché conta prima di tutto il gruppo di priorità in cui si rientra.

Per le famiglie dell’ultimo gruppo, l’accesso dipende da quante carte restano disponibili dopo aver soddisfatto quelli precedenti. Non è quindi possibile escluderle a priori: le possibilità effettive cambiano da Comune a Comune, in base alle assegnazioni e alla composizione della platea.

Si ricorda inoltre che qualora avanzino ulteriori carte, scenario che va detto è alquanto remoto, i Comuni possono individuare, nell’elenco predisposto dall’Inps, altri nuclei in effettivo stato di bisogno, anche composti da una sola persona.