Carige: oggi l’assemblea per rinnovo Cda, mentre la Bce insiste sulla fusione

Occhi puntati sull’assemblea dei soci chiamata a rinnovare il Cda, mentre da Francoforte arriva la bocciatura al piano di conservazione del capitale: ne serve uno nuovo che preveda la fusione.

Carige: oggi l'assemblea per rinnovo Cda, mentre la Bce insiste sulla fusione

Il giorno della resa dei conti è arrivato. Oggi si riunisce l’assemblea dei soci di Banca Carige, chiamata a rinnovare il Consiglio di Amministrazione dell’istituto ligure.

Alla vigilia dell’importante appuntamento, è arrivata la decisione del Tribunale di Genova – cui si era rivolto il primo azionista Vittorio Malacalza – che ha stabilito l’ammissione della lista di candidati presentata dal patto parasociale guidato da Raffaele Mincione. Tuttavia i tre azionisti che lo compongono potranno esercitare il diritto di voto entro la soglia del 9,99%.

Intanto, dalla Bce nelle scorse ore arrivano brutte notizie: il piano di conservazione del capitale è stato bocciato. L’istituto di Francoforte chiede che ne venga presentato un altro che preveda l’ipotesi di fusione.

La lettera della Bce

Non sono ore facili per Carige. Dopo il caos scatenato nelle scorse settimane, è arrivato il giorno della sfida. Gli occhi sono puntati sull’assemblea di oggi, sulla quale si addensano le nubi provenienti da Francoforte.

La Bce, infatti, ha inviato una lettera alla banca per comunicare di non poter procedere all’approvazione del piano di conservazione del capitale presentato nel giugno scorso: ne serve un altro che contenga anche “ l’opzione di un’aggregazione aziendale ”.

A renderlo noto è la stessa banca in una nota, nella quale viene spiegato che da Francoforte si torna a chiedere che Carige proceda a una fusione con un’altra banca al fine di “assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre 2018”.

L’istituto genovese ha tempo entro il 30 novembre per inviare un nuovo piano che risponda alle richieste della Bce.

“Qualora fosse perseguita una soluzione mirata a un’aggregazione aziendale per assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali, la Bce stabilirà un nuovo termine entro il quale al più tardi dovrà essere completata l’osservanza di tutti i requisiti patrimoniali per rispecchiare le esigenze di tale operazione di aggregazione aziendale”

si legge nel comunicato di Carige.

Il giorno dell’assemblea

Intanto, oggi si riunisce l’assemblea dei soci per procedere al rinnovo del Cda di Carige, che nelle ultime settimane ha perso diversi consiglieri (tutti dimissionari), fino ad arrivare alla decadenza.

Le liste ammesse sono 4, ma la vera sfida è quella tra i due contendenti principali: Vittorio Malacalza e Raffaele Mincione, che hanno da tempo affilato le armi per assicurarsi la vittoria.

L’imprenditore, la cui quota in Carige è salita al 27,5%, è in aperto conflitto con l’ad uscente, Paolo Fiorentino, sostenuto invece dal finanziere.

Ma non è il solo: lo stesso ex presidente, Giuseppe Tesauro, e alcuni dei consiglieri che hanno lasciato la poltrona nel Cda – tutti vicini o comunque graditi a Malacalza - hanno espresso una certa sofferenza nel modo di operare di Fiorentino, tanto da presentare le proprie dimissioni.

La lista di Mincione ammessa ma con diritto di voto sotto il 10%

Mincione ha rischiato di non poter partecipare neanche alla competizione, visto che il suo agguerrito nemico si era rivolto al Tribunale di Genova per inibire la presentazione della lista presentata dalla Pop 12.

Il giudice ha dato il via libera ai candidati, sebbene sottolineando che gli azionisti aderenti alla cordata guidata dallo stesso Mincione e composta da Gabriele Volpi e Aldo Spinelli potranno esercitare il diritto di voto entro la soglia del 9,99% del capitale sociale, anziché fino al 15,198%, come previsto invece dal patto.

Una decisione perfettamente in linea con le indicazioni di Bankitalia, che nei giorni scorsi aveva avvertito il finanziere, frenandone la corsa al Cda: via Nazionale aveva, infatti, fatto notare che il collettivo non aveva richiesto alla vigilanza l’autorizzazione a superare la soglia del 10%.

Nuovo Cda e rischio stallo

Le altre liste ammesse alla competizione sono quelle presentate da Assogestioni (2,9%) e da Coop Liguria con Talea Società di gestione immobiliare (0,44% e l’1,36%).

Intanto, da più parti si fa notare che dalle elezioni di oggi potrebbe non uscire un vero vincitore e che il nuovo Consiglio potrebbe essere chiamato a fronteggiare nuove, acute divisioni interne.

Il rischio stallo, per molti, è più che concreto a causa del metodo di voto – proporzionale – che potrebbe far ripiombare il Cda nell’incertezza e nell’instabilità: senza una maggioranza ampia e forte, anche la nomina del nuovo amministratore delegato sarebbe in bilico.

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Argomenti:

Italia Banca Carige BCE

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